mercoledì 18 febbraio 2026

18 Febbraio e il DNA del Prog

  Amici Miei, 

Come vi ho detto, presto ripartirà l'Avventura dei Bellimbusti. Per un rapido recap, leggetevi il post del 30 gennaio. In quel post affermavo due cose: il fatto che l'idea del gruppo fosse del batterista Toni Nichil e il fatto che alla chitarra ci fosse Marcello Greco. Io ero l'ultimo arrivato.
Ora, avendo riavviato il progetto ho inviato a tutti gli amici di Facebook l'invito a iscriversi alla Pagina Facebook (lo estendo anche a voi: cliccate QUI). L'invito è arrivato anche al suddetto Marcello, che non ho richiamato per suonare la chitarra. Lui ovviamente c'è rimasto male, si è sentito defraudato del "suo" gruppo, mi ha letteralmente detto: "Ho ricevuto un invito a mettere mi piace ad una pagina che avevo creato proprio io. Apprendo così di non fare più parte di un gruppo che avevo fondato circa 8 anni fa, di cui paradossalmente ero proprio io l'unico rimasto, dopo che voi due avevate deciso di lasciare.". In realtà "noi due" (cioè io e il batterista) non avevamo deciso di lasciare, ma io avevo chiesto di mettere in stand by il progetto perché ero incasinato fortemente. Quindi, lui dice di aver creato il progetto e di aver interpellato il batterista prima e di avergli fatto il mio nome lasciandogli l'incombenza di chiamarmi perché già ci conoscevamo. Toni dice che in realtà lui è stato interpellato per primo ma l'idea di chiamare me è venuta a lui, non a Marcello. In ogni caso una volta messo insieme il trio e iniziato a provare quella che era l'idea iniziale di Marcello, ovvero un gruppo per suonare rock cantautorale italiano, è venuta meno perché le menti distorte, mia e di Toni soprattutto, sono partite per la tangente e il tutto si è trasformato in quello che sono poi diventati i Bellimbusti: rock progressivo demenziale.
Diciamo che l'idea primeva può anche essere stata di Marcello, ma l'idea dei Bellimbusti no. Per cui almeno da questo punto di vista il punto è nostro.

Il secondo punto è il seguente: perché ripartendo con il progetto non ho coinvolto lui? Il nostro breve litigio su Messenger è finito prima che potessi dirglielo, e non ho comunque voluto dirglielo perché negli anni tra il 2022 e il 2026 sono successe cose che mi hanno cambiato, forse un po' inaridito, ma comunque ormai non mi va più di giustificarmi per le scelte che faccio. A voi posso dirlo, amici miei, perché siamo tra amici. Io sono un professionista. È vero che sono anche un cialtrone, un giocherellone, un cabarettista, un comico e tutto quello che vuoi, però sono soprattutto un professionista e tra le cose professionali che mi piace fare ci sono le prove. E alle prove si arriva preparati. Le prove non servono per imparare le canzoni, servono per provare tutti insieme le canzoni che ognuno per conto suo ha preparato a casa. Soprattutto le canzoni difficili. E le canzoni del repertorio dei Bellimbusti sono MOLTO difficili, soprattutto per noi che non siamo Jaco Pastorius, Giulio Capiozzo e Steve Hackett. Mi dispiace dirlo, ma io ho sempre visto Marcello come l'anello debole persino in un gruppo di musicisti del nostro livello. E durante le prove soffrivo come un agente segreto torturato. Non ho mai detto niente, ma Toni se ne accorgeva. L'errore forse è stato quello, sempre, anche in altre formazioni in cui ho militato e delle quali ero, se non il leader, almeno il punto di riferimento. Le cose bisogna dirle, anche a costo di creare tensione. E io invece ho sempre puntato sul volesome bene. Io non ho subito lo stesso trattamento, le volte in cui non sono stato adeguato al livello degli altri professionisti, sono stato licenziato. Ci sta, è perfettamente normale. Tornando ai Bellimbusti, una volta messo in pausa il progetto ho iniziato a lavorare su altri progetti e ho sempre coinvolto alla chitarra Michele Russo. Lui è un chitarrista di categoria superiore rispetto non solo a Marcello ma anche ad altri del circondario. Con lui mi trovo benissimo, suoniamo insieme da molto tempo e ci capiamo con lo sguardo. Arriva preparato alle prove (le poche che si riescono a fare) e se anche non è preparato ha tanta esperienza da sfangarla e non tirare giù il morale della truppa. Insomma: era ovvio che volendo ripartire alla grande dovessi chiamare lui, oltre ad aggiungere un tastierista che nella formazione originale neanche c'era.

Avrei comunque dovuto comunicare a Marcello tutto questo? Oppure avrei dovuto (e potuto) semplicemente cambiare nome al progetto... così non ci sarebbero stati problemi di sorta. Non credo di essermi indebitamente appropriato di un progetto altrui, visto che anche Toni Nichil era lì dal primo momento. Siamo precipitati nello stesso dilemma di TUTTI i gruppi PROG (tranne i Genesis).
I New Trolls hanno cambiato formazione trovando nomi diversi, Le Orme hanno cambiato formazione, degli YES esistono decine di formazioni, per non parlare dei King Crimson, persino i Pooh hanno cambiato formazione molte volte. È proprio il DNA dei gruppi prog, ed è successo anche a noi. 
Non mi sentirò in colpa, che io abbia ragione o torto. Una volta tanto voglio essere io il decisionista, l'assertivo. Lo stronzo. Perché ne va della qualità del progetto.

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Buona Giornata,
BAC



lunedì 9 febbraio 2026

09 Febbraio e Uno di quei giorni

  Amici Miei, 

Oggi è una giornata di quelle che ogni tanto mi capitano, soprattutto in inverno, una di quelle giornate che hanno una loro peculiarità, tanto che mi viene da dire che oggi è uno di quei giorni.
Ma che succede in questi giorni? 
Succede l'imprevisto e cioè che la mia mente vulcanica, il mio motore inesauribile, la mia fucina di idee, va talmente fuori giri da grippare. Eppure il lubrificante c'è, anzi è proprio una cosa sulla quale lavoro tanto! Scrivere, e scrivere tanto, come meravigliosamente riportato su un manuale di scrittura da Dacia Maraini, a quello serve: a lubrificare gli ingranaggi del cervello, a sturare le tubazioni intasate. Il fatto è che ho tanta di quella carne sul fuoco che... 

Lo conoscete il paradosso dell'Asino di Buridano?
Funziona così: c'è un asino affamato. Alla sua destra un mucchio di fieno al quale può liberamente accostarsi per mangiare. Alla sua sinistra, alla stessa distanza, un altro mucchio di fieno in tutto e per tutto uguale al primo. L'asino deve solo scegliere se andare a mangiare dal mucchio di destra o da quello di sinistra. Dal momento che nessuno dei due offre vantaggi o svantaggi particolari, l'asino non riesce a decidere quale dei due scegliere e alla fine morirà di fame.
Vabbè, più o meno. 

Basta metafore e basta paradossi. 
Ho un sacco da fare, tanti progetti (sai che novità...) sul tavolo, il cervello sta lavorando a rotta di collo. Il cervello soltanto però. Perché poi quando si tratta di mettermi al computer o su uno strumento musicale... buio totale. Calma piatta. Nisba. E non è nemmeno blocco dello scrittore è proprio pigrizia patologica. Il basso è qui a mezzo metro da me che mi guarda. A 70 cm. c'è il pianoforte che mi giudica. La chitarra è chiusa nella sua custodia, ma la sento borbottare. Avverto intorno a me quella strana elettricità, quel senso di "perdita di tempo", anzi spreco di tempo, che non mi lascia scampo. Ma è così: guardo lo schermo del computer, o il muro, o i quaderni di appunti messi in fila sullo scaffale. E non succede niente. Di solito in questi casi prendo la penna e scrivo, scrivo esattamente come sto facendo ora, tutto quello che mi passa per la mente. Mi aiuta a rimettere in moto la macchina. Su questa scrivania però non ho spazio per scrivere con la penna su un quaderno, motivo per cui sto digitando su questo amato Blog che ormai sta diventando il mio personale refugium peccatorum.

E in effetti, credo stia funzionando!
È incredibile come tornare alle basi sia sempre la tattica giusta.
Allora, comincerò con il leggere la posta. Poi mi tocca scaricare il disco fisso perché da giorni mi ripete che c'è poco spazio... Poi manderò un whatsapp a un collega per chiedergli un appuntamento di lavoro. E infine potrò prendere in mano il basso. Un giorno di non lavoro può compromettere una intera stagione. Non esagero, è proprio così. Perché poi se la pigrizia si impossessa di me, scacciarla è davvero una fatica immane. Quindi Ok, saluto e vado a lavorare.

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Buona Giornata,
Bac



venerdì 30 gennaio 2026

30 Gennaio e... di nuovo il 28 gennaio!!!

  Amici Miei, 

Sembra che l'Universo (il mio almeno) ruoti intorno a questa data. 
28 gennaio 1966: nascita dei Pooh. E i Pooh fanno decisamente parte del mio Universo. 
28 gennaio 2007, nascita del mio primo blog con tutto ciò che ne è conseguito...
28 gennaio 2012, nascita ufficiale di QUESTO blog (o quasi... in realtà avevo iniziato a scriverci qualcosa già dal 5 gennaio) 
28 gennaio 2026, rinascita dei BELLIMBUSTI!

Bellimbusti è un trio musicale nato nel novembre 2017 da un'idea del batterista Toni Nichil. Il buon Toni pensò di mettere su un gruppetto per suonare rock italiano. Chiamò Marcello Greco alla chitarra e me per suonare il basso e cantare. Sin dalla prima prova capimmo subito che NON avremmo suonato rock italiano... le nostre teste ragionavano in maniera diversa: tre amanti del prog e della comicità nella stessa stanza: il nucleo di una band in stile Elio e Le Storie Tese! Ci piacevano molto i "medley", cioè mischiare le canzoni. Ci venne questa pazza idea di creare una scaletta basata su questo concetto: siamo negli anni '70 e con la nostra 127 stiamo percorrendo la litoranea Santa Cesarea Terme - Leuca. Dall'autoradio arrivano le note di una canzone di Battisti, tipo "Insieme a te sto bene". Ma da quelle parti spesso le onde radio si mischiano, entrano in ballo le radio albanesi o greche e così la canzone che stai ascoltando si interrompe e ne entra in ballo una diversa, senza alcun nesso logico. Poi torna la prima... Quest'idea era troppo intrigante per rimanere nella stanza: bisognava portarla fuori. E così, dopo mesi e mesi di prove da novembre 2017, finalmente debuttammo il primo maggio 2018 in un pub di Salve (Le) con il nostro spettacolo: "Miscela 3% Word Tour", dove miscela 3% ricorda la benzina che mettevamo nei nostri motorini (ma anche il detto "Sta si ndi cala cullu 3%", cioè "spunta fuori dal nulla, non convocato, solo per dare fastidio"), il Word è proprio word non World: word - parola, perché l'ironia e la comicità stanno nelle parole. Tour, perché si va in giro.
È in assoluto una delle cose più divertenti e appaganti che io abbia mai fatto. Il Covid ovviamente ci bloccò, ma riuscimmo anche a ripartire nel 2021 - 2022. Poi ci furono un po' di problemi privati che, uniti al fatto che i gruppi che suonano di più in giro non fanno cose così sofisticate, alla fine portarono i Bellimbusti ad assopirsi fino allo scioglimento.

Con un triplo salto mortale (con il quale sorvolo tutti gli accadimenti belli e brutti del '22, del '23 e anche del '24 e del '25) arriviamo a gennaio 2026. Passo le mie mattine davanti al computer a lavorare al disco di Petrichor, che nella mia visione è un disco prog. Ho ormai la struttura dell'album davanti a me, conosco la storia che sto raccontando, gli snodi e i raccordi e mi rendo conto che mancano dei pezzi, delle cose che devo ancora comporre, serve materiale nuovo. Così mi guardo un po' dentro per trovare ispirazione, ma guardo anche fuori: i miei musicisti preferiti, i miei scrittori preferiti. Rivolto YouTube come un calzino fino a quando non mi imbatto nei video dei Bellimbusti. Ne abbiamo pubblicati non pochi. Poi vado a frugare nell'archivio e ritrovo un concerto intero, uno dei primi, estate 2018 al Mykonos di Porto Cesareo. Lo registrò Valeria Marrella con due videocamere, ma quello che ho caricato su YouTube è una "prova", ho montato insieme il materiale di una sola camera, giusto per rivedere lo spettacolo noi del gruppo e farci un'idea di come risultiamo agli occhi degli spettatori. L'ho caricato in modalità "non in elenco", per cui, pur non essendo del tutto "privato", l'algoritmo non lo propone per la visione al pubblico. Tant'è che mi ero scordato di averlo caricato. Insomma, mi rivedo tutto il concerto, mi rivedo tutti i video casalinghi realizzati durante il COVID (molto belli anche perché in uno di loro compaiono un paio dei miei cani) e mi risale con violenza la voglia di Bellimbusti. Confesso, con un senso di vergogna minimo, giusto una punta, che amo i Bellimbusti più dei BàshaKa Indie. Non le persone, proprio il progetto. Uno è mio figlio, l'altro è solo mio nipote. Ma amo mio nipote di più di mio figlio: lo so, sono un padre degenere!!! Ma d'altro canto io e il cabaret abbiamo notoriamente un rapporto conflittuale, da sempre! 
Martedì 27 gennaio mando un Whatsapp a Toni Nichil alle 13:41: "Mi sono appena rivisto la serata bellimbusti che facemmo al Mykonos... Una scaletta da paura, invenzioni musicali fantastiche. Devo trovare un modo per resuscitare il progetto e renderlo anche più grande".
Alle 16:13 gliene mando un altro: "Senti, ho tagliato la testa al toro: sabato 28 marzo facciamo uno spettacolo Bellimbusto a Cutrofiano alla Sala Polifunzionale con ingresso a pagamento."
Sì: perché ho avuto un'impennata d'orgoglio, uno scatto felino, un attacco ti "prog-ite": ho deciso che il 28 marzo si suona, ho deciso che il 28 marzo i Bellimbusti torneranno a vivere, più grandi e più forti che pria! Non più un trio ma un quartetto! Da ora in poi ci sarà anche un tastierista a rendere tutto più memorabile!!!

Il 28 gennaio ho messo insieme la truppa in un meraviglioso gruppo Whatsapp e ho pubblicato sui social l'immagine sottostante...
E quindi, si riparte. Vi terrò aggiornati.

Viva i Bellimbusti! Viva Petrichor! Viva il Prog!

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Buona Giornata,
Bac



lunedì 26 gennaio 2026

26 gennaio e una riflessione sul leggere i libri

  Amici miei, 

mi discosto un attimo dal titolo di questo post per fare un piccolo aggiornamento diaristico. 

 Giovedì 22  è andato in scena l'ottavo appuntamento con La Musica si Racconta 5, ospiti della serata Francesco Massa, ovvero Massa, e Camilla Giaccari, ovvero Camilla.
È stata una serata molto diversa dalle altre, per vari motivi. Intanto il fatto di avere due ospiti d'onore e non solo uno. Infatti Massa e Camilla non sono una coppia ma due artisti, ognuno con un proprio percorso. E soprattutto non sono due artisti affermati ma dei giovani di belle speranze che hanno iniziato a farsi sentire da un paio d'anni. Presto (ma non so quanto) potrete trovare la serata online sul BacCanale (e ovviamente linkata qui) così potrete apprezzare anche voi. 
Il caustico Frank Bramato, già pronto a dare mazzate prima che iniziasse la serata, ha dovuto ricredersi in corso d'opera e ha molto apprezzato non solo le canzoni proposte da Massa e Camilla, ma anche e soprattutto il loro approccio a quello che (lo sappiamo bene noi artisti) è un vero lavoro, fatto non solo di sogni e speranze ma, di nuovo, anche e soprattutto di ore e ore di fatica in studio o a casa con uno strumento in mano, con un foglio bianco davanti alla ricerca della parola giusta, della metrica esatta, del messaggio perfetto. 
Giovedì prossimo si torna alle Scuderie di Palazzo Filomarini con il nono ospite: P40, al secolo Pasquale Quaranta, "Menestrello Cantattore".

 Venerdì 23  sono tornato a suonare dal vivo con il progetto Live Bit, ovvero gli anni '80 in acustico. Ci siamo incontrato al Joyce Pub di Lecce, un luogo davvero particolare. Salette molto piccole, noi abbiamo suonato in quella centrale davanti a una ventina di spettatori, mentre gli altri, nelle altre sale, potevano solo ascoltare. Io non ho suonato benissimo, ero contratto e anche distratto, ho addirittura evitato di cantare una delle canzoni che mi spettavano e in qualche occasione ho preso note a casaccio sul manico del mio basso a 5 corde. Ogni tanto capitano quelle serate così, si può solo archiviarle e andare avanti. La cosa importante è che comunque il pubblico ha apprezzato, cantato con noi, applaudito. E il gestore è rimasto contentissimo della serata. Thumbs Up. Piccola nota di colore, mentre noi suonavamo l'ultimo pezzo, l'attore Massimo Venturiello, esibitosi in serata in un teatro leccese, è venuto a cenare proprio lì al Joyce con parte della sua compagnia. Non lo abbiamo disturbato.


 E torniamo al Post. 
Una cosa che mi è venuta in mente poco fa, mentre ero letteralmente seduto sul Trono.
Essendomi reso conto che ultimamente passo troppo tempo al telefonino, anziché andare in bagno con lo smartphone, ho ripreso la sana abitudine di portarmi un libro. Nella fattispecie trattasi di "Ivanhoe" di Walter Scott. Uscito nel 1819, è un po' il capostipite del romanzo storico, e anche se l'eroe principale è appunto Ivanhoe, i personaggi che tutti ricordiamo sono Robin Hood e la sua Allegra Brigata. Ora so che la pronuncia esatta di Ivanhoe è "Àivano(u)". Da piccolo invece pensavo fosse "Ivanoè" perché così lo pronunciavano quelli che sapevano dell'esistenza del film con Robert Taylor (non l'ho mai visto, non so come veniva pronunciato nella pellicola). Insomma, una pronuncia alla francese che ricalcava il "Robinson Crosuè" di Daniel Defoe.
Ma non voglio parlare della storia e della pronuncia, voglio parlare proprio del libro, inteso come agglomerato di pagine stampate avvolte in una copertina di cartone. L'edizione di Ivanhoe in mio possesso è una Newton Compton del 1995, pubblicata nella collana Classici della Biblioteca Economica Newton. Lire 2500. Erano anni quelli in cui la casa editrice Newton Compton si dedicò a questa impresa: pubblicare grandi classici in edizione super economica. Iniziò con dei meravigliosi libercoli in vendita a 1000 lire, per poi passare a qualcosa di più corposo a prezzi comunque stracciati. La cosa bella è che sono tutti in versione integrale, con introduzioni, bibliografia, note biografiche e tutto il resto. On the downside, la qualità della carta non è granché, e per risparmiare il più possibile le pagine sono stampate con margini molto ridotti, i caratteri sono molto piccoli, non ci sono pagine bianche che dividano i capitoli e la brossura è incollata con la copertina che si stacca molto facilmente dal dorsetto se apri troppo le pagine. Ma chi se ne frega, l'importante è il contenuto. Io grazie alla Biblioteca Economica Newton ho riempito la mia libreria con l'opera omnia di Shakespeare, in originale con traduzione a fronte, le poesie di Petrarca e Boccaccio, i classici come Moby Dick, Dracula e I Miti di Chtulhu di Lovecraft. E l'amato Kafka. L'elenco completo sarebbe eccessivamente lungo, ma il concetto credo sia chiaro. 
Lode e Onore alla Biblioteca Economica Newton e alla sua meritoria opera di divulgazione dei classici a prezzi stracciati. Anche i libri sono stracciati, ma esiste anche la colla, o il nastro adesivo se siete gente dai modi spicci.
Leggete, che vi fa solo bene. Leggete, per favore! Salvatevi almeno Voi che noi siamo già condannati!


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Buona Giornata,
Bac


lunedì 19 gennaio 2026

19 Gennaio e il Blue Monday

  AMICI MIEI, 

oggi è lunedì 19 gennaio, che per il 2026 è il cosiddetto "Blue Monday", ovvero il giorno più triste dell'anno. Ma cos'è il "Blue Monday"? Copio e incollo qui la risposta dal sito MSD SALUTE:

Blue Monday è il risultato della formula della tristezza.
Tutto nasce da un’equazione:

{[W+(D-d)] xTQ} / (MxNa)

che calcola W (le condizioni atmosferiche nell’emisfero boreale); D (la spesa media per i regali natalizi); d (la media dei giorni trascorsi dall’ultima retribuzione); T (il tempo trascorso dal Natale); Q (il tempo già trascorso dal fallimento dei propositi per il nuovo anno); M (le conseguenze di questi fattori sui livelli motivazionali) e Na (la sensazione di una necessità di agire).
Incrociando questi fattori con sofisticati calcoli risulta matematicamente che il giorno più triste dell’anno non può che essere il terzo lunedì di gennaio.
Sembrerebbe una trovata pubblicitaria, e infatti lo è davvero. La formula, elaborata nel 2005 da Cliff Arnall, psicologo dell’Università di Cardiff, venne presentata all’interno di un comunicato stampa dell’emittente Sky Travel per lanciare una campagna promozionale dedicata al settore turistico. Bastarono pochi giorni perché l’intero impianto teorico di Cliff Arnall venisse demolito e bollato come farsesco e privo di ogni fondamento scientifico.Bocciata dalla comunità scientifica, la teoria è stata tuttavia pienamente sposata dalla community social che ogni terzo lunedì di gennaio si raduna sotto l’hashtag #BlueMonday per condividere le proprie delusioni.

Attenzione però, perché gli esseri umani, sapendone una più del diavolo, sono sempre pronti a trovare la situazione a qualsiasi problema (anche se, ammettiamolo, sono più bravi a trovare problemi a qualsiasi soluzione...). Come si dice: fatta la legge, trovato l'inganno! Fatto il Santo, trovato il Gabbo! E così qualcuno si è inventato la Settimana della Ricerca della Felicità!!! Un giorno di tristezza? Una settimana di felicità! Anzi... a dirla tutta... la HUNT FOR HAPPYNESS WEEK nasce addirittura PRIMA del Blue Monday, infatti la prima celebrazione risale addirittura alla terza settimana di gennaio del 2001! Tant'è che quest'anno ricorre il 25° anniversario, dal 18 al 24 gennaio!
Solo che la tristezza ha più successo della felicità ed ecco che il Blue Monday se lo ricordano tutti e La Settimana della Felicità non la caga nessuno...

Vabbè, ma io sono triste o sono felice? Tutte e due, ovviamente. Si sa che io ho (come minimo) due anime. O, parafrasando un film di Gabriele Muccino, Sette Anime. (Ah, è di Muccino anche "La ricerca della felicità"... Entrambi con Will Smith, noto schiaffeggiatore di conduttori di Oscar).
Dicevo, io entrambe le cose. Triste perché stamattina non c'era acqua in casa e nemmeno corrente elettrica, e fuori pioveva pure e ho rischiato di rimanere chiuso in garage. Ma io sono anche perennemente alla ricerca della felicità, non solo la terza settimana di gennaio! E l'ho pure ampiamente trovata. Solo che la gente (e io faccio parte della gente) a volte si boicotta, si sabota da sola, rovina la propria felicità facendo pensieri inutili e assurdi, rimembrando cose vecchie e polverose, anche attribuendo a persone del presente colpe di persone del passato. Insomma la vita mi ha "spramentato". Mo', vai a tradurre spramentato... È più o meno quello che capita quando scherzi col fuoco, poi ti bruci, e poi hai paura a farlo di nuovo. All'incirca il significato è questo, anche se non proprio. Ecco: la felicità bisogna sempre cercarla, invece la tristezza si presenta lì come un'ospite indesiderato, come un esattore delle tasse, come il tizio che vuole per forza venderti una Folletto suonando alla tua porta alle 8 di mattina. La mia compagna per esempio ha trovato un modo geniale per beffare la tristezza: ha staccato il campanello! Suona pure, rivenditore della Folletto! HA!!!

 Saltando di palo frasca (o forse no...)
siccome questo è anche un Diario, riporto quanto accaduto ieri sera. Dal nulla e per puro caso è uscita una serata con il mio gruppo "LIVE BIT", un trio in cui io canto e suono il basso, Gabriele Caniglia (l'ideatore) canta e suona la chitarra acustica, e Carmen Maruccio canta e suona piccole percussioni. Il nostro repertorio trae a piene mani dalla migliore musica anni '80 (Spandau, Duran, Simple Minds, Billy Idol, Toto, Tears For Fears e un'infinità ancora). La serata di ieri, dicevo, non era prevista. Un altro gruppo ha dato forfait all'ultimo secondo e siamo subentrati noi per suonare a Tricase in un locale che si chiama Overline, per allietare la festa di compleanno di un simpatico 50enne. Eravamo belli carichi, anche perché l'ultima volta che abbiamo suonato tutti e tre insieme è stato a settembre scorso... Pronti via, dieci brani... e poi il solito cameriere che si avvicina con fare discreto e ci chiede di fare qualcosa di più ballabile... Presi dallo sconforto abbiamo mollato gli strumenti e premuto play su una playlist appositamente preparata (perché la sappiamo lunga) con una scoglionatissima Carmen a fare da Dj. Per carità, il cliente ha sempre ragione, però una band che suona live vuole suonare non premere play. La scaletta che siamo riusciti a suonare:
- Africa (Toto)
- Wonderful Life (Black)
- Caffè nero bollente (Fiorella Mannoia)
- Bella d'estate (Mango)
- Adelante Adelante (Francesco de Gregori)
- Don't You Forget about me (Simple Minds)
- I'll Fly For You (Spandau Ballet)
- The Look (Roxette)
- Tainted Love (Soft Cell)
- Crazy Little Thing Called Love (Queen)

Comunque suonare e passare la serata con gli amici e con la mia compagna Sabrina, è sempre felicità.

 IN CONCLUSIONE 
Vorrei riportare qui due canzoni: una degli anni '80, dei New Order, intitolata appunto "Blue Monday" e l'altra di Elio e Le Storie Tese, intitolata "Tristezza", dall'album Studentessi.
Peccato che il mio Podcast "Rrobba ti Coma" è in pausa (da anni), ne sarebbe venuta fuori una bella puntata... magari l'anno prossimo.





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Buona Giornata,
Bac

venerdì 16 gennaio 2026

16 Gennaio e le Ultime Novità

  AMICI MIEI, 
vi aggiorno sulle ultime novità in casa Bac. 

Ieri giovedì 15, dopo la pausa per le festività, è ripresa a Cutrofiano la rassegna "La Musica si Racconta, quinta edizione - Approfon-disco 2". Ospite d'onore il sassofonista, compositore e docente Emanuele Raganato. La rassegna, che prevede un'intervista e una breve esibizione dell'ospite, andrà avanti fino alla fine di marzo ogni giovedì alle 20.00 a Cutrofiano presso le Scuderie di Palazzo Filomarini in Piazza Municipio. I video delle serate sono pubblicati sul mio canale YouTube Andrea Baccassino BacCanale. Più avanti farò un post dedicato solo alla rassegna perché mi sembra importante raccontarne la storia e le finalità, oltre all'importanza, nei dettagli.

Ma ieri mattina sono anche tornato in sala d'incisione per continuare il lavoro preliminare sulle registrazioni del mio primo EP sotto il marchio PETRICHOR, ovvero la mia anima cantautorale. Gigi Russo al computer ha messo mano alle mie registrazioni casalinghe correggendo errori, dando suggerimenti, programmando incontri con i musicisti che sostituiranno le batterie elettroniche e le chitarre midi con strumenti reali, acustici, suonati da musicisti veri. Io terrò per me qualche pianoforte e le parti di basso. E, anche se è ancora presto, già si comincia a pensare al tour di presentazione, alla copertina da realizzare, alle inevitabili scartoffie...

Questo qui in foto è il Maestro Luigi Russo davanti a uno dei miei arrangiamenti preliminari...


Altra novità: è uscito il nuovo singolo dei Subsonica, e questo (oltre al fatto che sto registrando in studio) mi riporta indietro di una ventina d'anni, dandomi una nuova carica per affrontare le sfide del futuro con energia ed entusiasmo!

Ultima novità: mentre tutto il mondo fa di tutto per apparire postando sui social più in voga per ottenere quante più visualizzazioni possibile, io continuo a scrivere qui dove non mi legge nessuno.

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Buona Giornata,
Bac


giovedì 15 gennaio 2026

15 Gennaio e il Cinema

 Amici Miei,  

Alla fine l'altro ieri non sono andato a registrare il disco (ci andrò tra un paio d'ore), perché il maestro Luigi Russo, tastierista, produttore e in questo caso compagno di viaggio nella registrazione delle mie canzoni, era impegnato su un set cinematografico. E questo mi ha riportato alla mente il mio amore per il cinema.

Sì, ora faccio il cabarettista, il musicista, lo scrittore e tutto quello che volete, ma da piccolo volevo fare il regista cinematografico. Come ho avuto modo di raccontare in passato, il mio sogno era di entrare in sala e vedere proiettato sullo schermo, centrato, "un film di" e nella riga sotto "ndrea Baccassin" con la prima e l'ultima lettera invisibili perché il nome era scritto così in grande da fuoriuscire dallo schermo. Ho avuto molte piccole esperienze con l'audiovisivo, da dilettante. Ho lavoricchiato in una emittente televisiva locale, ho diretto dei cortometraggi lavorando nelle scuole. Ho sceneggiato un corto finito in un film collettivo e distribuito ufficialmente in sala (dico sala usando il singolare non a caso...) e infine nel 2012 ho aperto la mia personale casa di produzione. Con l'Abac Digital Studio ho avuto modo di lavorare soprattutto nella realizzazione di videoclip musicali, anche per artisti importanti. E sono stato su set cinematografici nazionali e internazionali vivendo i film da dentro. Certo, qualsiasi comparsa di professione ha un curriculum più lungo del mio, ma non mi lamento. Ho diretto qualche piccolo film e ho anche avuto la soddisfazione di vincere un paio di festivalini. Ho tanto amato il cinema, tanto. Ma il cinema non ha mai ricambiato il mio amore: questa è la verità. L'ho sfiorato, l'ho accarezzato, mi sono piazzato (con discrezione) a casa sua, ma ora che ne sono uscito non mi cerca, non mi chiama, non gli manco. Peccato. Perché sarei stato un compagno fedele e amorevole e mi sarei battuto per lui, avrei tentato di migliorare il suo stato di salute dando il mio piccolo ma sentito contributo. 

Vorrei avere più tempo e meno pigrizia. Vorrei riuscire a realizzare tutti i progetti che mi vengono in mente, che sono tanti e che riguardano cinema, teatro, musica e annessi. Ci sono tante storie che vorrei raccontare e anche se sono orgoglioso di aver aiutato altri a raccontare le loro storie, un po' mi dispiace di non aver usato gli stessi mezzi per raccontare le mie. Vediamo se in questo 2026, se in questa nuova vita che mi si para davanti riesco a cambiare marcia, a dire "amo svortato". Vedremo.
Dipende da me mettere in moto la macchina. 

Buona Giornata,
Bac 







18 Febbraio e il DNA del Prog

  Amici Miei,  Come vi ho detto, presto ripartirà l'Avventura dei Bellimbusti. Per un rapido recap, leggetevi il post del 30 gennaio. In...