domenica 4 ottobre 2026

4 Ottobre e una Rivelazione!

  AMICI MIEI 

In tutta onestà io credevo che NESSUNO leggesse questo blog. E questo è a) il motivo per cui ci scrivo... ebbene sì... e b) il motivo per cui ci scrivo così raramente e senza un vero perché! Ma oggi sono venuto a dare un'occhiata e ho scoperto che i vecchi post pubblicati sporadicamente durante l'anno sono stati letti circa 30 volte. Quindi qualcuno ci passa da qui!!! E chi se lo aspettava! Questa è una vera RIVELAZIONE! Qualcuno passa, legge (oppure non legge, passa e basta), non commenta e se ne va. E io, che credevo di mettere qui I MIEI PIÙ RECONDITI SEGRETI, scopro che una trentina almeno di persone SANNO!!! Va bene, vorrà dire che mi impegnerò (per quanto potrò) a dare un senso alla parola DIARIO... Un giorno lo farò: Ma non è questo il giorno!

A presto,
BAC 

PS: se leggete questo post, lasciate un segno!

PPS: Vi lascio qui il video di una canzone che mi piace molto.


 

venerdì 12 giugno 2026

  AMICI MIEI 
a latere del topic principale di questo post vorrei giusto un attimo soffermarmi sulla brutta notizia che Doctor Who pare sia stato cancellato dalla BBC... vedremo mai un suo ritorno? La speranza è l'ultima a morire.

Chi invece tornerà di sicuro sono i BELLIMBUSTI!!! E succederà Domenica 14 Giugno!
Che sia la prima di una lunga serie!




lunedì 9 marzo 2026

9 Marzo e Goodbye my darling, Goodbye my love

  Amici Miei, 

mi hanno rubato il Doblò. È successo la notte tra il 4 e il 5 marzo ultimo scorso. Forse addirittura la sera del 4, potrebbe anche essere. L'ho parcheggiato alle 18.00 sotto casa di Sabrina e non l'ho più controllato. Il ladro è arrivato in un momento imprecisato tra le 18.00 del 4 marzo e le 07.00 del 5 marzo, quando, uscendo da casa insieme a Sabrina per andare lei al suo lavoro e io al mio, mi sono reso conto che la sua macchina era lì, invece il mio Doblò, che avevo parcheggiato dietro l'auto di Sabrina, non c'era più... La familiare sagoma marrone metallizzata, quella ruota anteriore sinistra senza copricerchio, l'antenna rotta, la botta sulla parte alta del portellone posteriore (quando urtai un albero e ridussi il lunotto in miliardi di pezzi), la targa DP770ZH erano scomparsi nel nulla e al loro posto vi era solo un triste, ineffabile vuoto... Non ho urlato, non ho bestemmiato, non mi sono messo a piangere... niente... ho accolto la notizia con freddezza, anzi non freddezza... quasi non noncuranza, come se non fosse accaduto nulla. Un po' perché a quella macchina non ero affezionato. Non lo so perché, non mi ha fatto niente di male. Ma non ci ero affezionato. A differenza di tutte le precedenti automobili che ho avuto, non aveva un nome di battesimo. Aveva un difetto congenito nel sistema idraulico di raffreddamento che più volte si è rotto e più volte ho riparato, ma sempre senza successo. In questo periodo, per esempio, aveva ripreso ad andare in ebollizione una volta a settimana... Gli iniettori andavano sostituiti, e mancava olio. Le luci non funzionavano molto bene e l'anteriore destro faceva un rumore sinistro. Insomma, con un po' di fortuna il ladro avrà dovuto chiamare il carro attrezzi...

All'interno per fortuna non c'erano attrezzature. O forse per sfortuna. Perché se ci fossero state l'avrei parcheggiato in garage. Provo a ricordare cosa c'era di preciso: Un'asta microfonica, uno stand doppio per la chitarra, una borsa piena di cavi corrente e prolunghe, un gilet di velluto marrone acquistato negli anni '80 che usavo ancora durante gli spettacoli del mio gruppo "Live Bit". Due berretti di lana, uno dei quali mi era particolarmente caro. Un paio di guanti acquistati a dicembre e mai utilizzati. Un cuscino da viaggio, di quelli che si mettono intorno al collo. Mai usato. Una sciarpa leggera di Sabrina... Probabilmente (devo controllare) anche una mia sciarpa di lana. Un borsello Tommy Hilfiger che mi aveva regalato Beatrice e che per anni non avevo più usato perché si era rotta la cerniera. Cerniera riparata la scorsa estate dal papà di Valentina. Un parasole. Una tripla di corrente. Un gilet catarifrangente. Un paio di libri dei quali ho altre copie. La pelle di daino. Una boccetta di profumo. Qualche penna, scontrini vari. Il caricatore da viaggio per il cellulare. Il cosino per appendere lo smartphone al cruscotto. Una corda della lunghezza di circa un metro. Attrezzi per la ruota di scorta. Il triangolo. Una confezione di salviettine umidificate. Una tanica per quando rimanevo senza benzina (mi è successo parecchie volte). Tre bottiglie d'acqua da mezzo litro. Una tanica d'acqua da tre litri (per quando l'auto minacciava di andare in ebollizione). Nel cassetto del cruscotto non ricordo di preciso cosa ci fosse. Scartoffie, di sicuro. Forse qualcuna di cui avrei bisogno... Probabilmente un paio di vecchi Cd. Il libretto di circolazione. Un disco orario acquistato da mio padre in Germania negli anni '70. Tutto andato, ora. Eppure, al di là dell'ovvio disagio del dover prima o poi acquistare una nuova auto, la cosa non mi ha particolarmente colpito. Forse perché negli ultimi tempi ho subito perdite ben più dolorose, sto vivendo questa più che altro come una seccatura. Avevo in mente di produrre un Podcast che doveva intitolarsi "Cronache dal Doblò". Ah ah, quant'è simpatico il destino. 

Sarà il karma? Cosa ho fatto per meritarmi questo? Per "questo" intendo sia il furto che il completo disinteresse. Quello che so di aver fatto, è stato tanto grave da meritarmi gli ultimi dodici mesi? Preferisco pensare di essere in credito e che, come dice il libro, tutto questo dolore un giorno mi sarà utile. Ah, il carabiniere mi ha chiesto se "Andrea Giuseppe" si scrive tutto attaccato.
In foto, il mio Doblò parcheggiato davanti a Palazzo Granafei a Sternatia.



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Buona Giornata,
Bac

   


mercoledì 18 febbraio 2026

18 Febbraio e il DNA del Prog

  Amici Miei, 

Come vi ho detto, presto ripartirà l'Avventura dei Bellimbusti. Per un rapido recap, leggetevi il post del 30 gennaio. In quel post affermavo due cose: il fatto che l'idea del gruppo fosse del batterista Toni Nichil e il fatto che alla chitarra ci fosse Marcello Greco. Io ero l'ultimo arrivato.
Ora, avendo riavviato il progetto ho inviato a tutti gli amici di Facebook l'invito a iscriversi alla Pagina Facebook (lo estendo anche a voi: cliccate QUI). L'invito è arrivato anche al suddetto Marcello, che non ho richiamato per suonare la chitarra. Lui ovviamente c'è rimasto male, si è sentito defraudato del "suo" gruppo, mi ha letteralmente detto: "Ho ricevuto un invito a mettere mi piace ad una pagina che avevo creato proprio io. Apprendo così di non fare più parte di un gruppo che avevo fondato circa 8 anni fa, di cui paradossalmente ero proprio io l'unico rimasto, dopo che voi due avevate deciso di lasciare.". In realtà "noi due" (cioè io e il batterista) non avevamo deciso di lasciare, ma io avevo chiesto di mettere in stand by il progetto perché ero incasinato fortemente. Quindi, lui dice di aver creato il progetto e di aver interpellato il batterista prima e di avergli fatto il mio nome lasciandogli l'incombenza di chiamarmi perché già ci conoscevamo. Toni dice che in realtà lui è stato interpellato per primo ma l'idea di chiamare me è venuta a lui, non a Marcello. In ogni caso una volta messo insieme il trio e iniziato a provare quella che era l'idea iniziale di Marcello, ovvero un gruppo per suonare rock cantautorale italiano, è venuta meno perché le menti distorte, mia e di Toni soprattutto, sono partite per la tangente e il tutto si è trasformato in quello che sono poi diventati i Bellimbusti: rock progressivo demenziale.
Diciamo che l'idea primeva può anche essere stata di Marcello, ma l'idea dei Bellimbusti no. Per cui almeno da questo punto di vista il punto è nostro.

Il secondo punto è il seguente: perché ripartendo con il progetto non ho coinvolto lui? Il nostro breve litigio su Messenger è finito prima che potessi dirglielo, e non ho comunque voluto dirglielo perché negli anni tra il 2022 e il 2026 sono successe cose che mi hanno cambiato, forse un po' inaridito, ma comunque ormai non mi va più di giustificarmi per le scelte che faccio. A voi posso dirlo, amici miei, perché siamo tra amici. Io sono un professionista. È vero che sono anche un cialtrone, un giocherellone, un cabarettista, un comico e tutto quello che vuoi, però sono soprattutto un professionista e tra le cose professionali che mi piace fare ci sono le prove. E alle prove si arriva preparati. Le prove non servono per imparare le canzoni, servono per provare tutti insieme le canzoni che ognuno per conto suo ha preparato a casa. Soprattutto le canzoni difficili. E le canzoni del repertorio dei Bellimbusti sono MOLTO difficili, soprattutto per noi che non siamo Jaco Pastorius, Giulio Capiozzo e Steve Hackett. Mi dispiace dirlo, ma io ho sempre visto Marcello come l'anello debole persino in un gruppo di musicisti del nostro livello. E durante le prove soffrivo come un agente segreto torturato. Non ho mai detto niente, ma Toni se ne accorgeva. L'errore forse è stato quello, sempre, anche in altre formazioni in cui ho militato e delle quali ero, se non il leader, almeno il punto di riferimento. Le cose bisogna dirle, anche a costo di creare tensione. E io invece ho sempre puntato sul volesome bene. Io non ho subito lo stesso trattamento, le volte in cui non sono stato adeguato al livello degli altri professionisti, sono stato licenziato. Ci sta, è perfettamente normale. Tornando ai Bellimbusti, una volta messo in pausa il progetto ho iniziato a lavorare su altri progetti e ho sempre coinvolto alla chitarra Michele Russo. Lui è un chitarrista di categoria superiore rispetto non solo a Marcello ma anche ad altri del circondario. Con lui mi trovo benissimo, suoniamo insieme da molto tempo e ci capiamo con lo sguardo. Arriva preparato alle prove (le poche che si riescono a fare) e se anche non è preparato ha tanta esperienza da sfangarla e non tirare giù il morale della truppa. Insomma: era ovvio che volendo ripartire alla grande dovessi chiamare lui, oltre ad aggiungere un tastierista che nella formazione originale neanche c'era.

Avrei comunque dovuto comunicare a Marcello tutto questo? Oppure avrei dovuto (e potuto) semplicemente cambiare nome al progetto... così non ci sarebbero stati problemi di sorta. Non credo di essermi indebitamente appropriato di un progetto altrui, visto che anche Toni Nichil era lì dal primo momento. Siamo precipitati nello stesso dilemma di TUTTI i gruppi PROG (tranne i Genesis).
I New Trolls hanno cambiato formazione trovando nomi diversi, Le Orme hanno cambiato formazione, degli YES esistono decine di formazioni, per non parlare dei King Crimson, persino i Pooh hanno cambiato formazione molte volte. È proprio il DNA dei gruppi prog, ed è successo anche a noi. 
Non mi sentirò in colpa, che io abbia ragione o torto. Una volta tanto voglio essere io il decisionista, l'assertivo. Lo stronzo. Perché ne va della qualità del progetto.

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Buona Giornata,
BAC



lunedì 9 febbraio 2026

09 Febbraio e Uno di quei giorni

  Amici Miei, 

Oggi è una giornata di quelle che ogni tanto mi capitano, soprattutto in inverno, una di quelle giornate che hanno una loro peculiarità, tanto che mi viene da dire che oggi è uno di quei giorni.
Ma che succede in questi giorni? 
Succede l'imprevisto e cioè che la mia mente vulcanica, il mio motore inesauribile, la mia fucina di idee, va talmente fuori giri da grippare. Eppure il lubrificante c'è, anzi è proprio una cosa sulla quale lavoro tanto! Scrivere, e scrivere tanto, come meravigliosamente riportato su un manuale di scrittura da Dacia Maraini, a quello serve: a lubrificare gli ingranaggi del cervello, a sturare le tubazioni intasate. Il fatto è che ho tanta di quella carne sul fuoco che... 

Lo conoscete il paradosso dell'Asino di Buridano?
Funziona così: c'è un asino affamato. Alla sua destra un mucchio di fieno al quale può liberamente accostarsi per mangiare. Alla sua sinistra, alla stessa distanza, un altro mucchio di fieno in tutto e per tutto uguale al primo. L'asino deve solo scegliere se andare a mangiare dal mucchio di destra o da quello di sinistra. Dal momento che nessuno dei due offre vantaggi o svantaggi particolari, l'asino non riesce a decidere quale dei due scegliere e alla fine morirà di fame.
Vabbè, più o meno. 

Basta metafore e basta paradossi. 
Ho un sacco da fare, tanti progetti (sai che novità...) sul tavolo, il cervello sta lavorando a rotta di collo. Il cervello soltanto però. Perché poi quando si tratta di mettermi al computer o su uno strumento musicale... buio totale. Calma piatta. Nisba. E non è nemmeno blocco dello scrittore è proprio pigrizia patologica. Il basso è qui a mezzo metro da me che mi guarda. A 70 cm. c'è il pianoforte che mi giudica. La chitarra è chiusa nella sua custodia, ma la sento borbottare. Avverto intorno a me quella strana elettricità, quel senso di "perdita di tempo", anzi spreco di tempo, che non mi lascia scampo. Ma è così: guardo lo schermo del computer, o il muro, o i quaderni di appunti messi in fila sullo scaffale. E non succede niente. Di solito in questi casi prendo la penna e scrivo, scrivo esattamente come sto facendo ora, tutto quello che mi passa per la mente. Mi aiuta a rimettere in moto la macchina. Su questa scrivania però non ho spazio per scrivere con la penna su un quaderno, motivo per cui sto digitando su questo amato Blog che ormai sta diventando il mio personale refugium peccatorum.

E in effetti, credo stia funzionando!
È incredibile come tornare alle basi sia sempre la tattica giusta.
Allora, comincerò con il leggere la posta. Poi mi tocca scaricare il disco fisso perché da giorni mi ripete che c'è poco spazio... Poi manderò un whatsapp a un collega per chiedergli un appuntamento di lavoro. E infine potrò prendere in mano il basso. Un giorno di non lavoro può compromettere una intera stagione. Non esagero, è proprio così. Perché poi se la pigrizia si impossessa di me, scacciarla è davvero una fatica immane. Quindi Ok, saluto e vado a lavorare.

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Buona Giornata,
Bac



venerdì 30 gennaio 2026

30 Gennaio e... di nuovo il 28 gennaio!!!

  Amici Miei, 

Sembra che l'Universo (il mio almeno) ruoti intorno a questa data. 
28 gennaio 1966: nascita dei Pooh. E i Pooh fanno decisamente parte del mio Universo. 
28 gennaio 2007, nascita del mio primo blog con tutto ciò che ne è conseguito...
28 gennaio 2012, nascita ufficiale di QUESTO blog (o quasi... in realtà avevo iniziato a scriverci qualcosa già dal 5 gennaio) 
28 gennaio 2026, rinascita dei BELLIMBUSTI!

Bellimbusti è un trio musicale nato nel novembre 2017 da un'idea del batterista Toni Nichil. Il buon Toni pensò di mettere su un gruppetto per suonare rock italiano. Chiamò Marcello Greco alla chitarra e me per suonare il basso e cantare. Sin dalla prima prova capimmo subito che NON avremmo suonato rock italiano... le nostre teste ragionavano in maniera diversa: tre amanti del prog e della comicità nella stessa stanza: il nucleo di una band in stile Elio e Le Storie Tese! Ci piacevano molto i "medley", cioè mischiare le canzoni. Ci venne questa pazza idea di creare una scaletta basata su questo concetto: siamo negli anni '70 e con la nostra 127 stiamo percorrendo la litoranea Santa Cesarea Terme - Leuca. Dall'autoradio arrivano le note di una canzone di Battisti, tipo "Insieme a te sto bene". Ma da quelle parti spesso le onde radio si mischiano, entrano in ballo le radio albanesi o greche e così la canzone che stai ascoltando si interrompe e ne entra in ballo una diversa, senza alcun nesso logico. Poi torna la prima... Quest'idea era troppo intrigante per rimanere nella stanza: bisognava portarla fuori. E così, dopo mesi e mesi di prove da novembre 2017, finalmente debuttammo il primo maggio 2018 in un pub di Salve (Le) con il nostro spettacolo: "Miscela 3% Word Tour", dove miscela 3% ricorda la benzina che mettevamo nei nostri motorini (ma anche il detto "Sta si ndi cala cullu 3%", cioè "spunta fuori dal nulla, non convocato, solo per dare fastidio"), il Word è proprio word non World: word - parola, perché l'ironia e la comicità stanno nelle parole. Tour, perché si va in giro.
È in assoluto una delle cose più divertenti e appaganti che io abbia mai fatto. Il Covid ovviamente ci bloccò, ma riuscimmo anche a ripartire nel 2021 - 2022. Poi ci furono un po' di problemi privati che, uniti al fatto che i gruppi che suonano di più in giro non fanno cose così sofisticate, alla fine portarono i Bellimbusti ad assopirsi fino allo scioglimento.

Con un triplo salto mortale (con il quale sorvolo tutti gli accadimenti belli e brutti del '22, del '23 e anche del '24 e del '25) arriviamo a gennaio 2026. Passo le mie mattine davanti al computer a lavorare al disco di Petrichor, che nella mia visione è un disco prog. Ho ormai la struttura dell'album davanti a me, conosco la storia che sto raccontando, gli snodi e i raccordi e mi rendo conto che mancano dei pezzi, delle cose che devo ancora comporre, serve materiale nuovo. Così mi guardo un po' dentro per trovare ispirazione, ma guardo anche fuori: i miei musicisti preferiti, i miei scrittori preferiti. Rivolto YouTube come un calzino fino a quando non mi imbatto nei video dei Bellimbusti. Ne abbiamo pubblicati non pochi. Poi vado a frugare nell'archivio e ritrovo un concerto intero, uno dei primi, estate 2018 al Mykonos di Porto Cesareo. Lo registrò Valeria Marrella con due videocamere, ma quello che ho caricato su YouTube è una "prova", ho montato insieme il materiale di una sola camera, giusto per rivedere lo spettacolo noi del gruppo e farci un'idea di come risultiamo agli occhi degli spettatori. L'ho caricato in modalità "non in elenco", per cui, pur non essendo del tutto "privato", l'algoritmo non lo propone per la visione al pubblico. Tant'è che mi ero scordato di averlo caricato. Insomma, mi rivedo tutto il concerto, mi rivedo tutti i video casalinghi realizzati durante il COVID (molto belli anche perché in uno di loro compaiono un paio dei miei cani) e mi risale con violenza la voglia di Bellimbusti. Confesso, con un senso di vergogna minimo, giusto una punta, che amo i Bellimbusti più dei BàshaKa Indie. Non le persone, proprio il progetto. Uno è mio figlio, l'altro è solo mio nipote. Ma amo mio nipote di più di mio figlio: lo so, sono un padre degenere!!! Ma d'altro canto io e il cabaret abbiamo notoriamente un rapporto conflittuale, da sempre! 
Martedì 27 gennaio mando un Whatsapp a Toni Nichil alle 13:41: "Mi sono appena rivisto la serata bellimbusti che facemmo al Mykonos... Una scaletta da paura, invenzioni musicali fantastiche. Devo trovare un modo per resuscitare il progetto e renderlo anche più grande".
Alle 16:13 gliene mando un altro: "Senti, ho tagliato la testa al toro: sabato 28 marzo facciamo uno spettacolo Bellimbusto a Cutrofiano alla Sala Polifunzionale con ingresso a pagamento."
Sì: perché ho avuto un'impennata d'orgoglio, uno scatto felino, un attacco ti "prog-ite": ho deciso che il 28 marzo si suona, ho deciso che il 28 marzo i Bellimbusti torneranno a vivere, più grandi e più forti che pria! Non più un trio ma un quartetto! Da ora in poi ci sarà anche un tastierista a rendere tutto più memorabile!!!

Il 28 gennaio ho messo insieme la truppa in un meraviglioso gruppo Whatsapp e ho pubblicato sui social l'immagine sottostante...
E quindi, si riparte. Vi terrò aggiornati.

Viva i Bellimbusti! Viva Petrichor! Viva il Prog!

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Buona Giornata,
Bac



lunedì 26 gennaio 2026

26 gennaio e una riflessione sul leggere i libri

  Amici miei, 

mi discosto un attimo dal titolo di questo post per fare un piccolo aggiornamento diaristico. 

 Giovedì 22  è andato in scena l'ottavo appuntamento con La Musica si Racconta 5, ospiti della serata Francesco Massa, ovvero Massa, e Camilla Giaccari, ovvero Camilla.
È stata una serata molto diversa dalle altre, per vari motivi. Intanto il fatto di avere due ospiti d'onore e non solo uno. Infatti Massa e Camilla non sono una coppia ma due artisti, ognuno con un proprio percorso. E soprattutto non sono due artisti affermati ma dei giovani di belle speranze che hanno iniziato a farsi sentire da un paio d'anni. Presto (ma non so quanto) potrete trovare la serata online sul BacCanale (e ovviamente linkata qui) così potrete apprezzare anche voi. 
Il caustico Frank Bramato, già pronto a dare mazzate prima che iniziasse la serata, ha dovuto ricredersi in corso d'opera e ha molto apprezzato non solo le canzoni proposte da Massa e Camilla, ma anche e soprattutto il loro approccio a quello che (lo sappiamo bene noi artisti) è un vero lavoro, fatto non solo di sogni e speranze ma, di nuovo, anche e soprattutto di ore e ore di fatica in studio o a casa con uno strumento in mano, con un foglio bianco davanti alla ricerca della parola giusta, della metrica esatta, del messaggio perfetto. 
Giovedì prossimo si torna alle Scuderie di Palazzo Filomarini con il nono ospite: P40, al secolo Pasquale Quaranta, "Menestrello Cantattore".

 Venerdì 23  sono tornato a suonare dal vivo con il progetto Live Bit, ovvero gli anni '80 in acustico. Ci siamo incontrato al Joyce Pub di Lecce, un luogo davvero particolare. Salette molto piccole, noi abbiamo suonato in quella centrale davanti a una ventina di spettatori, mentre gli altri, nelle altre sale, potevano solo ascoltare. Io non ho suonato benissimo, ero contratto e anche distratto, ho addirittura evitato di cantare una delle canzoni che mi spettavano e in qualche occasione ho preso note a casaccio sul manico del mio basso a 5 corde. Ogni tanto capitano quelle serate così, si può solo archiviarle e andare avanti. La cosa importante è che comunque il pubblico ha apprezzato, cantato con noi, applaudito. E il gestore è rimasto contentissimo della serata. Thumbs Up. Piccola nota di colore, mentre noi suonavamo l'ultimo pezzo, l'attore Massimo Venturiello, esibitosi in serata in un teatro leccese, è venuto a cenare proprio lì al Joyce con parte della sua compagnia. Non lo abbiamo disturbato.


 E torniamo al Post. 
Una cosa che mi è venuta in mente poco fa, mentre ero letteralmente seduto sul Trono.
Essendomi reso conto che ultimamente passo troppo tempo al telefonino, anziché andare in bagno con lo smartphone, ho ripreso la sana abitudine di portarmi un libro. Nella fattispecie trattasi di "Ivanhoe" di Walter Scott. Uscito nel 1819, è un po' il capostipite del romanzo storico, e anche se l'eroe principale è appunto Ivanhoe, i personaggi che tutti ricordiamo sono Robin Hood e la sua Allegra Brigata. Ora so che la pronuncia esatta di Ivanhoe è "Àivano(u)". Da piccolo invece pensavo fosse "Ivanoè" perché così lo pronunciavano quelli che sapevano dell'esistenza del film con Robert Taylor (non l'ho mai visto, non so come veniva pronunciato nella pellicola). Insomma, una pronuncia alla francese che ricalcava il "Robinson Crosuè" di Daniel Defoe.
Ma non voglio parlare della storia e della pronuncia, voglio parlare proprio del libro, inteso come agglomerato di pagine stampate avvolte in una copertina di cartone. L'edizione di Ivanhoe in mio possesso è una Newton Compton del 1995, pubblicata nella collana Classici della Biblioteca Economica Newton. Lire 2500. Erano anni quelli in cui la casa editrice Newton Compton si dedicò a questa impresa: pubblicare grandi classici in edizione super economica. Iniziò con dei meravigliosi libercoli in vendita a 1000 lire, per poi passare a qualcosa di più corposo a prezzi comunque stracciati. La cosa bella è che sono tutti in versione integrale, con introduzioni, bibliografia, note biografiche e tutto il resto. On the downside, la qualità della carta non è granché, e per risparmiare il più possibile le pagine sono stampate con margini molto ridotti, i caratteri sono molto piccoli, non ci sono pagine bianche che dividano i capitoli e la brossura è incollata con la copertina che si stacca molto facilmente dal dorsetto se apri troppo le pagine. Ma chi se ne frega, l'importante è il contenuto. Io grazie alla Biblioteca Economica Newton ho riempito la mia libreria con l'opera omnia di Shakespeare, in originale con traduzione a fronte, le poesie di Petrarca e Boccaccio, i classici come Moby Dick, Dracula e I Miti di Chtulhu di Lovecraft. E l'amato Kafka. L'elenco completo sarebbe eccessivamente lungo, ma il concetto credo sia chiaro. 
Lode e Onore alla Biblioteca Economica Newton e alla sua meritoria opera di divulgazione dei classici a prezzi stracciati. Anche i libri sono stracciati, ma esiste anche la colla, o il nastro adesivo se siete gente dai modi spicci.
Leggete, che vi fa solo bene. Leggete, per favore! Salvatevi almeno Voi che noi siamo già condannati!


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Buona Giornata,
Bac


4 Ottobre e una Rivelazione!

  AMICI MIEI  In tutta onestà io credevo che NESSUNO leggesse questo blog. E questo è a) il motivo per cui ci scrivo... ebbene sì... e b) il...