lunedì 26 gennaio 2026

26 gennaio e una riflessione sul leggere i libri

  Amici miei, 

mi discosto un attimo dal titolo di questo post per fare un piccolo aggiornamento diaristico. 

 Giovedì 22  è andato in scena l'ottavo appuntamento con La Musica si Racconta 5, ospiti della serata Francesco Massa, ovvero Massa, e Camilla Giaccari, ovvero Camilla.
È stata una serata molto diversa dalle altre, per vari motivi. Intanto il fatto di avere due ospiti d'onore e non solo uno. Infatti Massa e Camilla non sono una coppia ma due artisti, ognuno con un proprio percorso. E soprattutto non sono due artisti affermati ma dei giovani di belle speranze che hanno iniziato a farsi sentire da un paio d'anni. Presto (ma non so quanto) potrete trovare la serata online sul BacCanale (e ovviamente linkata qui) così potrete apprezzare anche voi. 
Il caustico Frank Bramato, già pronto a dare mazzate prima che iniziasse la serata, ha dovuto ricredersi in corso d'opera e ha molto apprezzato non solo le canzoni proposte da Massa e Camilla, ma anche e soprattutto il loro approccio a quello che (lo sappiamo bene noi artisti) è un vero lavoro, fatto non solo di sogni e speranze ma, di nuovo, anche e soprattutto di ore e ore di fatica in studio o a casa con uno strumento in mano, con un foglio bianco davanti alla ricerca della parola giusta, della metrica esatta, del messaggio perfetto. 
Giovedì prossimo si torna alle Scuderie di Palazzo Filomarini con il nono ospite: P40, al secolo Pasquale Quaranta, "Menestrello Cantattore".

 Venerdì 23  sono tornato a suonare dal vivo con il progetto Live Bit, ovvero gli anni '80 in acustico. Ci siamo incontrato al Joyce Pub di Lecce, un luogo davvero particolare. Salette molto piccole, noi abbiamo suonato in quella centrale davanti a una ventina di spettatori, mentre gli altri, nelle altre sale, potevano solo ascoltare. Io non ho suonato benissimo, ero contratto e anche distratto, ho addirittura evitato di cantare una delle canzoni che mi spettavano e in qualche occasione ho preso note a casaccio sul manico del mio basso a 5 corde. Ogni tanto capitano quelle serate così, si può solo archiviarle e andare avanti. La cosa importante è che comunque il pubblico ha apprezzato, cantato con noi, applaudito. E il gestore è rimasto contentissimo della serata. Thumbs Up. Piccola nota di colore, mentre noi suonavamo l'ultimo pezzo, l'attore Massimo Venturiello, esibitosi in serata in un teatro leccese, è venuto a cenare proprio lì al Joyce con parte della sua compagnia. Non lo abbiamo disturbato.


 E torniamo al Post. 
Una cosa che mi è venuta in mente poco fa, mentre ero letteralmente seduto sul Trono.
Essendomi reso conto che ultimamente passo troppo tempo al telefonino, anziché andare in bagno con lo smartphone, ho ripreso la sana abitudine di portarmi un libro. Nella fattispecie trattasi di "Ivanhoe" di Walter Scott. Uscito nel 1819, è un po' il capostipite del romanzo storico, e anche se l'eroe principale è appunto Ivanhoe, i personaggi che tutti ricordiamo sono Robin Hood e la sua Allegra Brigata. Ora so che la pronuncia esatta di Ivanhoe è "Àivano(u)". Da piccolo invece pensavo fosse "Ivanoè" perché così lo pronunciavano quelli che sapevano dell'esistenza del film con Robert Taylor (non l'ho mai visto, non so come veniva pronunciato nella pellicola). Insomma, una pronuncia alla francese che ricalcava il "Robinson Crosuè" di Daniel Defoe.
Ma non voglio parlare della storia e della pronuncia, voglio parlare proprio del libro, inteso come agglomerato di pagine stampate avvolte in una copertina di cartone. L'edizione di Ivanhoe in mio possesso è una Newton Compton del 1995, pubblicata nella collana Classici della Biblioteca Economica Newton. Lire 2500. Erano anni quelli in cui la casa editrice Newton Compton si dedicò a questa impresa: pubblicare grandi classici in edizione super economica. Iniziò con dei meravigliosi libercoli in vendita a 1000 lire, per poi passare a qualcosa di più corposo a prezzi comunque stracciati. La cosa bella è che sono tutti in versione integrale, con introduzioni, bibliografia, note biografiche e tutto il resto. On the downside, la qualità della carta non è granché, e per risparmiare il più possibile le pagine sono stampate con margini molto ridotti, i caratteri sono molto piccoli, non ci sono pagine bianche che dividano i capitoli e la brossura è incollata con la copertina che si stacca molto facilmente dal dorsetto se apri troppo le pagine. Ma chi se ne frega, l'importante è il contenuto. Io grazie alla Biblioteca Economica Newton ho riempito la mia libreria con l'opera omnia di Shakespeare, in originale con traduzione a fronte, le poesie di Petrarca e Boccaccio, i classici come Moby Dick, Dracula e I Miti di Chtulhu di Lovecraft. E l'amato Kafka. L'elenco completo sarebbe eccessivamente lungo, ma il concetto credo sia chiaro. 
Lode e Onore alla Biblioteca Economica Newton e alla sua meritoria opera di divulgazione dei classici a prezzi stracciati. Anche i libri sono stracciati, ma esiste anche la colla, o il nastro adesivo se siete gente dai modi spicci.
Leggete, che vi fa solo bene. Leggete, per favore! Salvatevi almeno Voi che noi siamo già condannati!


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Buona Giornata,
Bac


lunedì 19 gennaio 2026

19 Gennaio e il Blue Monday

  AMICI MIEI, 

oggi è lunedì 19 gennaio, che per il 2026 è il cosiddetto "Blue Monday", ovvero il giorno più triste dell'anno. Ma cos'è il "Blue Monday"? Copio e incollo qui la risposta dal sito MSD SALUTE:

Blue Monday è il risultato della formula della tristezza.
Tutto nasce da un’equazione:

{[W+(D-d)] xTQ} / (MxNa)

che calcola W (le condizioni atmosferiche nell’emisfero boreale); D (la spesa media per i regali natalizi); d (la media dei giorni trascorsi dall’ultima retribuzione); T (il tempo trascorso dal Natale); Q (il tempo già trascorso dal fallimento dei propositi per il nuovo anno); M (le conseguenze di questi fattori sui livelli motivazionali) e Na (la sensazione di una necessità di agire).
Incrociando questi fattori con sofisticati calcoli risulta matematicamente che il giorno più triste dell’anno non può che essere il terzo lunedì di gennaio.
Sembrerebbe una trovata pubblicitaria, e infatti lo è davvero. La formula, elaborata nel 2005 da Cliff Arnall, psicologo dell’Università di Cardiff, venne presentata all’interno di un comunicato stampa dell’emittente Sky Travel per lanciare una campagna promozionale dedicata al settore turistico. Bastarono pochi giorni perché l’intero impianto teorico di Cliff Arnall venisse demolito e bollato come farsesco e privo di ogni fondamento scientifico.Bocciata dalla comunità scientifica, la teoria è stata tuttavia pienamente sposata dalla community social che ogni terzo lunedì di gennaio si raduna sotto l’hashtag #BlueMonday per condividere le proprie delusioni.

Attenzione però, perché gli esseri umani, sapendone una più del diavolo, sono sempre pronti a trovare la situazione a qualsiasi problema (anche se, ammettiamolo, sono più bravi a trovare problemi a qualsiasi soluzione...). Come si dice: fatta la legge, trovato l'inganno! Fatto il Santo, trovato il Gabbo! E così qualcuno si è inventato la Settimana della Ricerca della Felicità!!! Un giorno di tristezza? Una settimana di felicità! Anzi... a dirla tutta... la HUNT FOR HAPPYNESS WEEK nasce addirittura PRIMA del Blue Monday, infatti la prima celebrazione risale addirittura alla terza settimana di gennaio del 2001! Tant'è che quest'anno ricorre il 25° anniversario, dal 18 al 24 gennaio!
Solo che la tristezza ha più successo della felicità ed ecco che il Blue Monday se lo ricordano tutti e La Settimana della Felicità non la caga nessuno...

Vabbè, ma io sono triste o sono felice? Tutte e due, ovviamente. Si sa che io ho (come minimo) due anime. O, parafrasando un film di Gabriele Muccino, Sette Anime. (Ah, è di Muccino anche "La ricerca della felicità"... Entrambi con Will Smith, noto schiaffeggiatore di conduttori di Oscar).
Dicevo, io entrambe le cose. Triste perché stamattina non c'era acqua in casa e nemmeno corrente elettrica, e fuori pioveva pure e ho rischiato di rimanere chiuso in garage. Ma io sono anche perennemente alla ricerca della felicità, non solo la terza settimana di gennaio! E l'ho pure ampiamente trovata. Solo che la gente (e io faccio parte della gente) a volte si boicotta, si sabota da sola, rovina la propria felicità facendo pensieri inutili e assurdi, rimembrando cose vecchie e polverose, anche attribuendo a persone del presente colpe di persone del passato. Insomma la vita mi ha "spramentato". Mo', vai a tradurre spramentato... È più o meno quello che capita quando scherzi col fuoco, poi ti bruci, e poi hai paura a farlo di nuovo. All'incirca il significato è questo, anche se non proprio. Ecco: la felicità bisogna sempre cercarla, invece la tristezza si presenta lì come un'ospite indesiderato, come un esattore delle tasse, come il tizio che vuole per forza venderti una Folletto suonando alla tua porta alle 8 di mattina. La mia compagna per esempio ha trovato un modo geniale per beffare la tristezza: ha staccato il campanello! Suona pure, rivenditore della Folletto! HA!!!

 Saltando di palo frasca (o forse no...)
siccome questo è anche un Diario, riporto quanto accaduto ieri sera. Dal nulla e per puro caso è uscita una serata con il mio gruppo "LIVE BIT", un trio in cui io canto e suono il basso, Gabriele Caniglia (l'ideatore) canta e suona la chitarra acustica, e Carmen Maruccio canta e suona piccole percussioni. Il nostro repertorio trae a piene mani dalla migliore musica anni '80 (Spandau, Duran, Simple Minds, Billy Idol, Toto, Tears For Fears e un'infinità ancora). La serata di ieri, dicevo, non era prevista. Un altro gruppo ha dato forfait all'ultimo secondo e siamo subentrati noi per suonare a Tricase in un locale che si chiama Overline, per allietare la festa di compleanno di un simpatico 50enne. Eravamo belli carichi, anche perché l'ultima volta che abbiamo suonato tutti e tre insieme è stato a settembre scorso... Pronti via, dieci brani... e poi il solito cameriere che si avvicina con fare discreto e ci chiede di fare qualcosa di più ballabile... Presi dallo sconforto abbiamo mollato gli strumenti e premuto play su una playlist appositamente preparata (perché la sappiamo lunga) con una scoglionatissima Carmen a fare da Dj. Per carità, il cliente ha sempre ragione, però una band che suona live vuole suonare non premere play. La scaletta che siamo riusciti a suonare:
- Africa (Toto)
- Wonderful Life (Black)
- Caffè nero bollente (Fiorella Mannoia)
- Bella d'estate (Mango)
- Adelante Adelante (Francesco de Gregori)
- Don't You Forget about me (Simple Minds)
- I'll Fly For You (Spandau Ballet)
- The Look (Roxette)
- Tainted Love (Soft Cell)
- Crazy Little Thing Called Love (Queen)

Comunque suonare e passare la serata con gli amici e con la mia compagna Sabrina, è sempre felicità.

 IN CONCLUSIONE 
Vorrei riportare qui due canzoni: una degli anni '80, dei New Order, intitolata appunto "Blue Monday" e l'altra di Elio e Le Storie Tese, intitolata "Tristezza", dall'album Studentessi.
Peccato che il mio Podcast "Rrobba ti Coma" è in pausa (da anni), ne sarebbe venuta fuori una bella puntata... magari l'anno prossimo.





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Buona Giornata,
Bac

venerdì 16 gennaio 2026

16 Gennaio e le Ultime Novità

  AMICI MIEI, 
vi aggiorno sulle ultime novità in casa Bac. 

Ieri giovedì 15, dopo la pausa per le festività, è ripresa a Cutrofiano la rassegna "La Musica si Racconta, quinta edizione - Approfon-disco 2". Ospite d'onore il sassofonista, compositore e docente Emanuele Raganato. La rassegna, che prevede un'intervista e una breve esibizione dell'ospite, andrà avanti fino alla fine di marzo ogni giovedì alle 20.00 a Cutrofiano presso le Scuderie di Palazzo Filomarini in Piazza Municipio. I video delle serate sono pubblicati sul mio canale YouTube Andrea Baccassino BacCanale. Più avanti farò un post dedicato solo alla rassegna perché mi sembra importante raccontarne la storia e le finalità, oltre all'importanza, nei dettagli.

Ma ieri mattina sono anche tornato in sala d'incisione per continuare il lavoro preliminare sulle registrazioni del mio primo EP sotto il marchio PETRICHOR, ovvero la mia anima cantautorale. Gigi Russo al computer ha messo mano alle mie registrazioni casalinghe correggendo errori, dando suggerimenti, programmando incontri con i musicisti che sostituiranno le batterie elettroniche e le chitarre midi con strumenti reali, acustici, suonati da musicisti veri. Io terrò per me qualche pianoforte e le parti di basso. E, anche se è ancora presto, già si comincia a pensare al tour di presentazione, alla copertina da realizzare, alle inevitabili scartoffie...

Questo qui in foto è il Maestro Luigi Russo davanti a uno dei miei arrangiamenti preliminari...


Altra novità: è uscito il nuovo singolo dei Subsonica, e questo (oltre al fatto che sto registrando in studio) mi riporta indietro di una ventina d'anni, dandomi una nuova carica per affrontare le sfide del futuro con energia ed entusiasmo!

Ultima novità: mentre tutto il mondo fa di tutto per apparire postando sui social più in voga per ottenere quante più visualizzazioni possibile, io continuo a scrivere qui dove non mi legge nessuno.

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Buona Giornata,
Bac


giovedì 15 gennaio 2026

15 Gennaio e il Cinema

 Amici Miei,  

Alla fine l'altro ieri non sono andato a registrare il disco (ci andrò tra un paio d'ore), perché il maestro Luigi Russo, tastierista, produttore e in questo caso compagno di viaggio nella registrazione delle mie canzoni, era impegnato su un set cinematografico. E questo mi ha riportato alla mente il mio amore per il cinema.

Sì, ora faccio il cabarettista, il musicista, lo scrittore e tutto quello che volete, ma da piccolo volevo fare il regista cinematografico. Come ho avuto modo di raccontare in passato, il mio sogno era di entrare in sala e vedere proiettato sullo schermo, centrato, "un film di" e nella riga sotto "ndrea Baccassin" con la prima e l'ultima lettera invisibili perché il nome era scritto così in grande da fuoriuscire dallo schermo. Ho avuto molte piccole esperienze con l'audiovisivo, da dilettante. Ho lavoricchiato in una emittente televisiva locale, ho diretto dei cortometraggi lavorando nelle scuole. Ho sceneggiato un corto finito in un film collettivo e distribuito ufficialmente in sala (dico sala usando il singolare non a caso...) e infine nel 2012 ho aperto la mia personale casa di produzione. Con l'Abac Digital Studio ho avuto modo di lavorare soprattutto nella realizzazione di videoclip musicali, anche per artisti importanti. E sono stato su set cinematografici nazionali e internazionali vivendo i film da dentro. Certo, qualsiasi comparsa di professione ha un curriculum più lungo del mio, ma non mi lamento. Ho diretto qualche piccolo film e ho anche avuto la soddisfazione di vincere un paio di festivalini. Ho tanto amato il cinema, tanto. Ma il cinema non ha mai ricambiato il mio amore: questa è la verità. L'ho sfiorato, l'ho accarezzato, mi sono piazzato (con discrezione) a casa sua, ma ora che ne sono uscito non mi cerca, non mi chiama, non gli manco. Peccato. Perché sarei stato un compagno fedele e amorevole e mi sarei battuto per lui, avrei tentato di migliorare il suo stato di salute dando il mio piccolo ma sentito contributo. 

Vorrei avere più tempo e meno pigrizia. Vorrei riuscire a realizzare tutti i progetti che mi vengono in mente, che sono tanti e che riguardano cinema, teatro, musica e annessi. Ci sono tante storie che vorrei raccontare e anche se sono orgoglioso di aver aiutato altri a raccontare le loro storie, un po' mi dispiace di non aver usato gli stessi mezzi per raccontare le mie. Vediamo se in questo 2026, se in questa nuova vita che mi si para davanti riesco a cambiare marcia, a dire "amo svortato". Vedremo.
Dipende da me mettere in moto la macchina. 

Buona Giornata,
Bac 







martedì 13 gennaio 2026

13 Gennaio 2026 e il Terzo Primo Contatto

 Amici Miei, 

Facciamo finta che non siano passati più di 4 anni dall'ultimo post, o praticamente 19 anni dal primo, e rimettiamoci a scrivere su un Blog. Che non è lo stesso di 19 anni fa (perché ahimé Splinder non esiste più) e forse non è neanche più lo stesso di quando ho ripreso a scrivere qui, il 28 gennaio 2012. Vi rendete conto? 2012.
Facciamo finta di niente, dicevo, e rimettiamoci a scrivere su questo Diario (che almeno per un po' continuerà a chiamarsi Diario di un Cantastorie Indomito) e attacchiamo subito con le grosse novità per il 2026. Tanto, chi ci legge?

Il 2026, il 13 agosto 2026 per la precisione, marcherà il mio trentesimo anniversario da cabarettista. Che facciamo, festeggiamo? Potremmo farlo: organizzare una tournée del trentennale, o quanto meno un mega evento il 13 agosto. O anche solo una cena fra amici. Pubblicazioni di dischi e libri, un po' di memorabilia. E poi dare l'addio alle scene. 
Solo che gli addii alle scene poi finisce che uno si pente e fa tipo tre anni di concerti come Baglioni, o come Elton John, e nel frattempo ti torna la voglia e ricominci. O come i Pooh, che si sono sciolti e poi coagulati di nuovo, un po' come il sangue di San Gennaro. No, credo che non organizzerò nulla... mi lascerò cullare dalla corrente fino alla fine naturale della storia. Come la Lady of Shalott del poema di Tennyson... Un po' in sordina...

Mentre dall'altra parte sta crescendo il nuovo Bac.
Il 2026 sarà l'anno in cui darò alle stampe il primo album (verosimilmente un EP) di PETRICHOR, il mio progetto cantautorale. Sono entrato in sala d'incisione a dicembre 2025 per i lavori preliminari. Per ora solo due giorni, il 16 e il 22. A partire da oggi o domani dovrei riprendere con maggiore intensità. Magari questo sarà il luogo dove potrete seguire passo per passo tutta la lavorazione... 

Intanto per me è importante tornare a scrivere. Non lo faccio da tanto, troppo tempo. Talmente tanto che ci sto perdendo la mano, perché scrivere (e suonare) non è come andare in bici o imparare a nuotare, che una volta imparato non ti dimentichi più. No, la scrittura è un muscolo e se non lo alleni le tue performance cominciano lentamente ma inesorabilmente a peggiorare. Il primo sintomo è l'impoverimento del vocabolario: quando cominci a usare termini troppo banali, metafore scontate, roba già sentita. Soprattutto oggi che i social come Instagram e Tik Tok hanno sdoganato il ruba ruba di frasi fatte da riutilizzare in serie. Come ho già detto da qualche altra parte: il richiamo della mediocrità è forte! Soprattutto la scrittura di testi per le canzoni sta cominciando a pormi dei problemi. I racconti, o i diari come questo, i post su Facebook (Ahrg!) riesco ancora a gestirli (anche perché nel periodo non collegato ho pubblicato un romanzo e un libro di racconti), i testi delle canzoni invece sono problematici. Allenando troppo il muscolo della parodia ho perso di vista quello della poesia. Per tornare a metafore legate a Signore nel Lago, mi sento come il tizio del film di Shyamalan che ha un braccio superallenato e muscolosissimo, e l'altro quasi atrofizzato. 
È da tanto che dico che devo eliminare la zavorra, e in questo momento per me la zavorra (ma è SEMPRE stato così) è il cabaret. Ho sempre continuato a farlo perché tutto sommato mi viene facile, perché mi permette di pagare le mie bollette (al contrario degli altri miei progetti) e perché mi ha fatto conoscere e amare, ma ha anche atrofizzato almeno metà della mia personalità artistica, la quale cova ormai da anni sotto la montagna una voglia di riscatto che prima o poi esploderà con la violenza di un Vulcano. Vulcano che potrebbe distruggere tutto, oppure aprire nuove strade.

Buona Giornata,
Bac 

lunedì 12 gennaio 2026

 E se...

Facessi finta che siamo ancora nel primo decennio di questo millennio e ricominciassi a scrivere su un blog? Questo, per esempio? 

26 gennaio e una riflessione sul leggere i libri

  Amici miei,  mi discosto un attimo dal titolo di questo post per fare un piccolo aggiornamento diaristico.   Giovedì 22  è andato in scen...