domenica 23 marzo 2014

23 marzo e l'annuncio ufficiale!!!

 Amici Miei , è con immenso piacere che Vi annuncio che...



Abac Entertainment di Andrea Baccassino e Art & Show di Raoul De Razza, in collaborazione con il Parco Culturale Giovanile “La Saletta” e con il Patrocinio del Comune di Nardò, presentano il PRIMO MEMORIAL “ANDREA BACCASSINO”.

Quello che bisogna ovviamente mettere subito in chiaro è che Andrea Baccassino... è ancora vivo e vegeta (non è un errore di battitura: è vivo e vegeta, voce del verbo vegetare). Ma allora perché un Memorial? Alla domanda, lo stesso Bac risponde: “Così me lo posso godere! I Memorial sono delle feste meravigliose in cui tutti si divertono tranne il festeggiato... Voglio divertirmi anche io al mio Memorial!”. C’è poco da aggiungere. Ma, a parte le battute, quello di Andrea e dei suoi collaboratori è un tentativo di sdrammatizzare il terribile momento di crisi che stiamo vivendo, aggrappandosi all’unica cosa che ci fa sopravvivere: non la speranza ma LA RISATA! Passare due ore in allegria e spensieratezza è un ottimo (forse l’unico) modo per ricaricare le batterie in modo che si possa continuare a combattere la quotidiana battaglia della vita con nuovo vigore.

 IL CONCERTO 
Il Memorial, che si terrà venerdì 11 aprile presso il Parco Culturale Giovanile “LA SALETTA” in Via Volta a Nardò, è sostanzialmente un Concerto-evento, durante il quale salirà sul palco lo stesso Andrea Baccassino con il suo nuovo gruppo musicale “Bashaka Indie” formato, oltre che da Bac (Voce e strumenti vari), anche da Pasquale Chirivì (Basso, Chitarra) e Randy Abbaticola (Batteria), supportati in questa versione “Exageration” da Raoul De Razza (Chitarra), Pierpaolo Ronzino (Tastiere), Marco Tuma (Fiati e Percussioni), Elena De Salve (Voce e Cori) e soprattutto da tanti ospiti/amici: la cantante Giusy Colì, il cantautore Luigi Mariano, Il cantante-attore Giuseppe Tarantino, e poi Davide Colomba da X-Factor, Elisabetta Macchia dagli Zimbaria, l’arpista Elisabetta Polo, lo scrittore Livio Romano, e molti altri ospiti a sorpresa!
I Bashaka Indie proporranno live i “classici” del repertorio baccassiniano, pezzi storici come “Lu semiasse non bale” o “Tu mi rrubbi l’andita”, ma anche molte nuove canzoni che faranno parte del nuovo cd di Bac (il primo che verrà pubblicato con il marchio Bashaka Indie) attualmente in lavorazione. “Tutti i grandi cantanti hanno prima militato in delle formazioni, poi si sono dati alla carriera solistica. Vedi Peter Gabriel – Genesis, o Sting – Police, o Francesco Renga - Timoria. Io, come sempre, alla mbersa...” ha dichiarato recentemente Andrea Baccassino a un tizio che per altro non gli aveva posto nessuna domanda.

 IL CONCORSO 
Ma le sorprese non finiscono qui. Durante il Memorial si terrà la premiazione del  concorso on line “Scrivi il Bac-epitaffio”. Partecipare al concorso è facile: a partire da lunedì 24 marzo, l’aspirante “bac-poeta” non dovrà fare altro che scrivere una frase “in memoria” di Bac e spedirla all’indirizzo mail del Memorial che è memorial@baccassino.com. Il testo dovrà essere lungo al massimo 140 caratteri, in stile Twitter... “Non solo – continua Bac – ma dopo che me ne sarò andato per davvero, tra tutti i bac-epitaffi vincitori delle varie edizioni del memorial (perché questo è il primo ma non sarà l’ultimo ndr.) si sceglierà quello che andrà a campeggiare sulla mia vera tomba. Questo dovrebbe servire a spronare chiunque voglia partecipare al concorso a dare il meglio di sé.”.

 LA BENEFICENZA 
Se vieni a vedere lo spettacolo, porta con te "Lu Cunsulu", ovvero un pacco di pasta o caffè o zucchero o farina o latte o biscotti o tonno o galbanino, insomma generi di prima necessità! Il tutto sarà poi devoluto in beneficenza!


Sebbene “bah” sia la cosa più ovvia che ci venga in mente di dire, pure chi vi scrive non può negare che l’idea del “Primo Memorial Andrea Baccassino” si sia già insinuata come un tarlo nel cuore, e sinceramente non vediamo l’ora di partecipare all’evento Venerdì 11 aprile 2014 alle ore 20,30 presso il Parco Culturale Giovanile “La Saletta” in Via Volta a Nardò, per godere dell’ilarità e della spensieratezza di Bac e dei suoi. Tanto comunque l’ingresso è gratuito, e male che vada ci si può ristorare con una buona bevanda presa dal bar della Saletta, o con un panino alla servola che si può acquistare nei vari barbecue presenti all’interno della struttura.

PER INFORMAZIONI:
Andrea Baccassino
+39 340.8826741
www.baccassino.com
info@baccassino.com


Indirizzo a cui spedire gli epitaffi: memorial@baccassino.com

_____________
Buona Giornata!
Bac

mercoledì 12 febbraio 2014

12 febbraio e il Postone sui personaggi celebri deceduti nel 2013

Amici Miei,
almeno a uno di Voi avevo anticipato che prima o poi avrei scritto un Postone sui personaggi celebri deceduti nel 2013. Ci sono arrivato solo oggi, per vie molto traverse e particolarmente tortuose. Ma questo non è Facebook, dove la velocità e la brevità regnano sovrani, no: questo è un blog, una cosa vecchio stile dove ci si può prendere tutto il tempo che si vuole. Spero solo che vogliate passare un po' di questo tempo con me. Si comincia.

Già la notte tra il 2 e il 3 febbraio mi accingevo a scrivere questo post, con un occhio allo schermo del mio Mac e un orecchio alla tv (Italia 1: Super Bowl). Si era da poco sparsa la notizia della morte di Philip Seymour Hoffman, e questo mi aveva dato l'input. Per verificare chi oltre a lui ci avesse lasciato nel primo mese del 2014 vado su Wikipedia, e lì scopro, con mio profondissimo stupore, che è morto nientemeno che Paul McCartney! Non posso credere ai miei occhi!!! Me ne vado in giro in lungo e in largo per tutto il web alla ricerca di notizie più dettagliate, non trovo niente... solo il sito italiano di Wikipedia riporta la notizia!


Mentre vago per il web sento in tv i commentatori del Super Bowl enumerare i vips presenti sugli spalti, tra cui proprio il buon vecchio Paulie... Bah... 
Fatto sta che tra una cosa e l'altra si è fatto tardi e me ne sono andato a letto.

Ieri invece è morta Shirley "Riccioli d'Oro" Temple, e ora eccomi qui.

Non so se sia solo una mia impressione, ma il 2013 è stato un anno particolarmente tragico per gli amanti dell'arte e dello spettacolo (poi vedremo se è stato tragico per la politica). Il 3 gennaio se n'è andato Valerio Negrini, autore del 90% dei testi dei Pooh, poeta geniale e profondo come pochi ma misconosciuto e bistrattato come tanti. Per quanto mi riguarda (come potrete immaginare se almeno un po' mi conoscete), la morte di Valerio Negrini è stata un colpo particolarmente duro. Io sono letteralmente cresciuto con le sue parole, con i suoi versi, è stato come perdere una persona di famiglia e se penso che gli stessi Pooh (che pure hanno superato brillantemente l'uscita di scena di Stefano D'Orazio) non potranno più essere i Pooh di un tempo... beh... la sensazione di sipario si fa sempre più intensa e struggente. Mi è dispiaciuto tra l'altro notare che durante il concerto dei Pooh a Galatone, quando Roby Facchinetti ha dedicato una canzone "al suo poeta preferito" (la splendida "Domani"), quasi nessuno ha capito che quel poeta era Valerio Negrini. L'applauso è stato così scialbo da lasciarmi interdetto...



Valerio Negrini è parte della mia vita e parte della mia carriera. Così come un paio di personaggi che non molti di Voi conoscono: Syd Field e Ray Harryhausen. Ray Harryhausen è quel MAGO degli effetti speciali che ha fatto davvero grande la tecnica dell'animazione a passo uno. Film come "Scontro di Titani", "Gli Argonauti", "I Viaggi di Gulliver" non sarebbero stati gli stessi senza i suoi straordinari pupazzi animati. La battaglia di spade tra soldati greci e scheletri ne "Gli Argonauti" è leggenda!   Syd Field è uno dei (se non il) più grandi teorici della sceneggiatura e insegnante di sceneggiatura di tutti i tempi. Creatore di una maniera nuova di scrivere, di approcciarsi alla scrittura per il cinema, con le sue lezioni e con i suoi libri ha formato intere generazioni di giovani sceneggiatori. Posso dirlo? Me compreso. Ma non è stato il mio unico maestro, ce n'era anche uno italianissimo: il grande grande grande Vincenzo Cerami!!! Formatosi con Pier Paolo Pasolini, Cerami ha fatto una grande carriera al cinema, scrivendo anche tutti i film di Roberto Benigni, compreso "La Vita è Bella". Ma è suo anche lo straordinario "Un Borghese piccolo piccolo".



E il cinema italiano ha sofferto davvero tanto nel 2013: Cerami, Luigi Magni, Carlo Lizzani, Giuliano Gemma...
E poi sotto Pasqua abbiamo perso due grandi della musica, un milanese purosangue e un romanaccio de Roma che più romanaccio nun se' po'! Enzo Jannacci e Franco Califano. Ai due abbiamo anche dedicato un paio di canzoni, un po' alla nostra maniera, io e la mia nuova band "Bashaka Indie", ovvero il sempre umile Pasquale Chirivì e il sempre anziano Randy Abbaticola.

Ma non voglio fare un elenco che potrebbe anche risultare stucchevole di personaggi, voglio provare a concentrarmi di più sul significato di queste morti, se un significato c'è.
Voglio dire, Harryhausen era vecchio. Margherita Hack era vecchia. Ottavio Missoni. Ma Paul Walker? Cosa resterà di lui? Cosa ha lasciato dietro di lui? Cosa ricorderemo di lui tra dieci anni? Cosa ricordiamo dei giovani talentuosi attori o cantanti morti dieci anni fa? O quindici, o venti? Alex Baroni ce lo ricordiamo ancora tutti, con grande affetto. Ma chi si ricorda di Valentina Giovagnini? Chi ha fatto in tempo a conoscerla? E Alessandro Bono? Nik Novecento? L'inestimabile Stefania Rotolo? E quanti se ne sono andati il giorno prima che potessimo conoscerli? Quanti potevano essere i più grandi di tutti i tempi? Cosa ci ha tolto il Destino? Scusatemi se faccio tante domande, ma sono le tre e mezza di notte e fuori c'è Nocciolina che abbaia come una matta, probabilmente a un riccio o a un rospo (devo andare a vedere) e io sto tentando di scrivere qualcosa su un tema tanto tanto difficile, e allora tutto ciò che mi viene in mente sono domande, domande e nulla più. E tra tutte queste, quella che inevitabilmente a un certo punto della vita tutti ci poniamo, a maggior ragione (forse) noi artisti di fascia D: cosa resterà di me? Ho fatto abbastanza per essere ricordato per un ragionevole lasso di tempo? E che sia tanto o poco, il ricordo sarà buono? Perché potrebbe succedere che io me ne vada domani o tra un'ora (meglio se capita tra ottant'anni, ma chi lo sa).
Mettendo al bando qualsiasi umiltà, io so di aver lavorato bene in questi anni. So di aver lasciato un piccolo segno. E lo so perché mi sono capitate due cose, una la settimana scorsa e una quindici anni fa. Cominciamo da questa. All'epoca lavoravo a Lecce come grafico in una tipografia, e facevo su e giù tutti i giorni in autobus. Adesso che ci penso posso raccontare almeno due cose di quell'epoca. Dicevo, facevo su e giù tutti i giorni tra Nardò e Lecce in autobus. Spesso saliva con me Vanessa, e si chiacchierava un po', più spesso non chiacchieravo con nessuno, me ne stavo lì in silenzio a guardare la strada. Un giorno, era d'inverno, salgo sull'autobus, mi siedo, mi tolgo il berretto di lana e me lo poso sulle gambe. All'arrivo alla fermata mi alzo e scendo, dimentico del mio berretto, che cade per terra. E d'un tratto sento almeno due o tre voci che mi chiamano: "Baccassino, Baccassino! Il berretto!". Questa gente mi conosce, mi sono detto immerso nello stupore più puro. La seconda cosa che mi viene in mente di raccontare dell'epoca è il ritorno da Lecce. Prendevo l'autobus proprio all'uscita in direzione Gallipoli, vicino all'Opel, se sapete di cosa parlo. Ebbene, mi è capitato più di una volta di vedere persone che si fermavano con l'auto spontaneamente per darmi un passaggio. Spessissimo erano amici, persone che conoscevo da anni. Ma è capitato anche più di una volta che si fermassero persone che io non conoscevo mentre loro conoscevano me. A un certo punto ho cominciato a prendere appunti: per ben 55 volte ho evitato di prendere l'autobus al ritorno da Lecce! Cinquantacinque!!! Ce li ho tutti segnati!!!
Questo quindici anni fa. L'altro giorno invece, sapete questa nuova moda di aprire gruppi su Facebook "Sei di... se...". Ecco, su "Sei di Nardò se..." ho letto almeno un paio di post che mi riguardavano. "Sei di Nardò se conosci le canzoni di Baccassino". Vedete, Voi che mi conoscete bene lo sapete: non sono esattamente un Adone, anche se "gliela ammollo", come dicono i francesi. Voglio dire, gli attori che interpretano Il Peccato e La Vergogna sono bellissimi ma recitano ad minchiam, però li osannano perché sono bellissimi. Io invece sono abbastanza sicuro di essere apprezzato per quello che faccio, anche se ho un fascino innegabile che rischia di offuscare le mie doti canore. Mi sento laureato. Quindi tutti i dubbi di prima, tutte le domande... mi sono risposto? No, non credo. La paura, come uomo e come artista, è che mi possa capitare... come posso dire?... Chiamiamola Sindrome di Truman. Nel film "The Truman Show" il mondo intero è innamorato di Truman e soffre e si strugge per le sorti del ragazzo. Poi lui abbandona lo show, tutti esultano e si abbracciano, e dopo dieci secondi cambiano canale...
Mi spiego?
(Astenersi pacche sulla spalla)

Ok, sono le 5.00 am, l'ultimo "Nocciolina ha ruttu li palle!" al mio cane, e buonanotte.
__________________________
Buona Giornata
Bac

Segue elenco dei personaggi deceduti nel 2013 e nei primi giorni del 2014, ovviamene quelli che mi hanno più colpito. Ah, ma avevo detto: "Non so se sia solo una mia impressione, ma il 2013 è stato un anno particolarmente tragico per gli amanti dell'arte e dello spettacolo (poi vedremo se è stato tragico per la politica)". Sono morti Andreotti e la Thatcher, fate un po' voi.

2013
MUSICA:
Valerio Negrini, Enzo Jannacci, Franco Califano, Little Tony, Lou Reed, Paolo Morelli (Alunni del Sole), Armando Trovajoli, Richie Havens, Ray Manzarek (The Doors), JJ Cale, Jimmy Fontana, Manolo Escobar (Porompompero), Angelo Ravasini (I Corvi), Umberto Da Preda, Ray Dolby.

CINEMA:
Giuliano Gemma, Tonino Accolla, Luigi Magni, Tony Musante, Ray Harryhausen, Syd Field, Vincenzo Cerami, Carlo Lizzani, Peter O'Toole, Paul Walker, George Descrieres (Arsenio Lupin), Damiano Damiani, Bigas Luna, Esther Williams, James Gandolfini, Luciano Martino, Julie Harris, Joan Fontaine, Eleanor Parker, Karen Black, Richard Griffiths, Jane Henson, Gilbert Taylor, Don Payne, Antonio Allocca (I ragazzi della terza C), Conrad Bain (Il papà di Arnold).

TEATRO:
Mariangela Melato, Rossella Falk, Anna Proclemer, Andrea Brambilla (Zuzzurro), Franca Rame.

SPORT - POLITICA - CULTURA - ALTRO:
Giulio Andreotti, Margaret Thatcher, Margherita Hack, Tom Clancy, Pietro Mennea, Doriano Romboni, Marcello d'Orta, Aldo Coppola (Coiffeur), Vittorio Missoni, Giancarlo Nicotra (regista televisivo), Alberto Bevilacqua, Carlo Castellaneta, Doris Lessing, NELSON MANDELA, Angelo Rizzoli, Richard Matheson, Puccio Corona.

2014:
CINEMA:
Carlo Mazzacurati, Philip Seymour Hoffman, Maximilian Schell, Lorella De Luca, Arnoldo Foà, Shirley Temple.

MUSICA:
Claudio Abbado, Riz Ortolani, Pete Seeger, Freak Antoni.

_____________________________
"Ogni giorno che va via / è un quadro che appendo" (Alessandro Bono)

"Le tue mani mai / Il tuo corpo mai / La tua mente mai più
Il tuo nome mai / I tuoi occhi mai / La tua Voce mai più"  (Valentina Giovagnini)

"Basta trovare il coraggio / La parte migliore del viaggio è Domani" (Valerio Negrini)

mercoledì 1 gennaio 2014

Primo Gennaio e L'Anno Internazionale del Fare

Amici Miei,
lasciatemelo dire con la stessa voce di Adriano Pappalardo, o di Saruman mentre aizza i suoi Uruk Hai alla guerra: il 2013 SE N'È ANDATOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!! Sono stati i 365 giorni, 6 ore e una manciata di minuti più lunghi e terribili di sempre! E che è!!!!!!
Ok, non pensiamoci più a questo maledetto anno che si è portato via alcuni tra i più grandi artisti nazionali e internazionali, e non è andata meglio a giornalisti e politici... Mi sembra quasi che la profezia dei Maya tutto sommato si sia avverata: chi faceva parte del vecchio mondo non c'è più, qualcuno troppo presto (per esempio Tonino Accolla), qualcuno troppo tardi (un vecchio uomo politico mafioso e con la gobba), ma è davvero stata una strage, un'ecatombe. Il passaggio di un'Era.
Il mio 2013 da cabarettista è stato un vero Annus Horribilis, con la botta finale della serata di San Silvestro saltata per la pioggia. Il mio anno da regista è stato praticamente nullo avendo portato a casa solo un corto di 5 minuti e alcuni sketches comici (che presto vedrete su questi sghermi).
Ma ora è finita, basta, è andato via e non tornerà mai più! Questo è sicuro! E allora? E allora dopo essermi riunito in seduta plenaria con me stesso per alcune intense ore di sudore e martirio cerebrale, sono giunto a una conclusione: il 2014 non sarà un anno qualsiasi, no il 2014 sarà il mio Anno Internazionale Del Fare! Tutto quello che avrò voglia di fare lo farò! Non starò più lì a dire "vorrei fare", no no no no no: dirò "voglio fare" e lo farò! Mi caschi un occhio se non lo faccio. Mi sono sempre vantato di non avere sogni ma progetti, ebbene quei progetti per troppo tempo sono stati chiusi in un cassetto e per troppo tempo ho concesso agli eventi di intromettersi tra me e la mia vita, mo' basta!!! Prima di tutto via questa panza che come sapete se avete letto il post precedente è troppa. Via! Secondo di tutto, la mia bella attrezzatura da cinema dal costo non indifferente e dalla caratura decisamente eccezionale, la userò se non per i film altrui almeno per i miei! Non ci sono soldi per fare film? CHISSENE! Farò film senza soldi! Non trovo nessuno che lavori senza soldi? (Mi pare giusto) Mi faccio il film da solo! I miei cani saranno i miei attori. Sempre meglio che certi ceffi che si vedono nelle fiction... E poi quest'anno voglio vantarmi. Voglio diventare un vanaglorioso. Sono stato umile per troppo tempo, mo' divento arrogante e presuntuoso. Lo sapevate che con la mia macchina da presa digitale hanno girato "Pirati dei Caraibi Oltre i Confini del Mare?". Visto? Comincio a vantarmi (come se la qualità di una Red One sia un mio merito...) . Volete sapere quali altri film sono stati realizzati con una attrezzatura simile alla mia? Cliccate qui. Di cosa altro mi posso vantare? Ah sì, sono un grande scrittore! Lo sapevate? Ho studiato scrittura creativa per anni, e continuo a farlo e sapete una cosa? Sono un cazzo di grande scrittore, i miei romanzi sono una bomba, le mie sceneggiature risplendono, i miei personaggi vivono di vita propria. E so far ridere, eccome se so far ridere!!! E sono un compositore con i controfiocchi!!! Le mie canzoni spaccano. Oh, lo sentirete il mio prossimo cd, e ne godrete! Non suono benissimo... ma suono male con grande stile!!! Ragazzi, quest'anno nessuno deve rompermi le scatole, al primo che ci prova giuro darò un pestone sui piedi che se lo ricorderà forever and ever! Quest'anno le cose si fanno, non si progettano e tantomeno si sognano. Intanto la prima cosa da fare sarà terminare quello che ho iniziato l'anno scorso, e cioè al più presto possibile che non ne voglio più sapere niente dell'anno scorso. E comincio subito: avevo promesso una recensione di Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug. Eccola: poteva essere un capolavoro e invece non lo è. Ma è comunque un grande film! L'ho visto in compagnia di una cara amica, e questo lo ha reso migliore!
E ora andiamo avanti. Giorno uno.
I will shine like a crazy diamond!!!

__________________
Grazie per aver ascoltato con pazienza il mio sfogo
Belle Cose!
Bac

Già che ci siete: godetevi questa performance dell'unico, vero pazzo!




giovedì 19 dicembre 2013

19 dicembre e Quasi un anno è passato.

Amici Miei,
il mio ultimo post risale al 30 dicembre dello scorso anno ed era la recensione di "Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato". Era una recensione che arrivava fuori tempo massimo, ma era fatto apposta: così potevo parlare del film senza paura di spoilerare troppo. Il 30 dicembre di quest'anno, se ce la faccio, scriverò la recensione di "La Desolazione di Smaug", ovviamente. Intanto vi dico che sono tre volte che scrivo la parola "recensione" con la z, fatemi tornare indietro a correggere... Rieccomi. Ok, a cosa dobbiamo questo ritorno al blog dopo tanto tempo? A una cosa veramente importante. Come è mio solito, la prendo un po' larga. Come chi mi conosce di persona sa, sono leggermente sovrappeso. Per la verità sono piuttosto sovrappeso... calcolando su internet il mio Indice di Massa Corporea ho scoperto che... non sapete cos'è l'indice di massa corporea? Ok, vi devo proprio insegnare tutto, eh? L'indice di massa corporea (abbreviato IMC o BMI, dall'inglese body mass index) è un dato biometrico, espresso come rapporto tra peso e altezza di un individuo ed è utilizzato come un indicatore dello stato di peso forma (Grazie di cuore, Wikipedia!). Dicevo, calcolando il mio IMC ho scoperto che si aggira attorno ai 32,5, ovvero esattamente a metà tra obesità moderata e obesità grave. Secondo medici e scienziati e forse anche secondo qualche dietologo, il mio peso ideale sarebbe di 74,5 kg. Dovrei perdere 30,5 kg... La cosa ovviamente non è minimamente fattibile, però almeno un 15 chili li vorrei perdere. Vabbè, ma tutto questo discorso in realtà non era per parlare del mio stato di salute ma per introdurre un minianeddoto. Molti anni fa una sedicente veggente slash chiromante slash cartomante lesse il futuro nelle viscere delle mie mani (!?), smazzando tarocchi come un giocatore di poker professionista e il responso fu il seguente: "Ti vedo... ti vedo... a quarant'anni... triste... e con una pancia enorme...".
Ora, stiamo parlando di una quindicina di anni fa quando avevo un fisico se non perfetto quantomeno non ancora eccessivamente intaccato dall'abuso di grassi e formaggi. Sapete come si dice, no? Nessuno crede agli oroscopi e agli indovini, ma certi responsi ti restano comunque stampati in qualche angolo della memoria. E poi un giorno arrivi ad avere davvero quarant'anni e ad avere davvero una pancia enorme. Sull'essere tristi, chi non è triste al giorno d'oggi con questa crisi che ci sta devastando l'esistenza? Ohu, devo ammetterlo: a un certo punto mi sono detto: "La Pizia lo aveva predetto, e si è avverato!" e mi sono mortificato una cifra! Senonché, io che sono abituato a fare training autogeno, mi sono detto: qua bisogna uscire da questa situazione... mumble mumble... MA CERTO!!! La Sibilla Cubana mi ha visto grasso e triste a quarant'anni, ma... NON MI HA VISTO A QUARANTUNO!!! Magari a quarantuno sarò magro e felicissimo!!! E da chi dipende? Indovinate un po'? DA ME!!! Quindi per quanto riguarda il peso, cominciamo con il conto alla rovescia: il traguardo è al 10 aprile 2014, giorni del mio quarantunesimo compleanno, dove dovrò aver perso almeno dieci chili (non voglio esagerare)!
E con la questione "tristezza" come la mettiamo? Eh beh, bisogna darsi da fare, o anche dare da farsi, per fare come Gondrano, il cavallo de "La Fattoria degli Animali", e ripetersi in continuazione, come un mantra Lavorerò di più, lavorerò di più... e mettersi di conseguenza a lavorare di più. È la mente che comanda il corpo, e a quanto pare la mente comanda anche l'universo, perché da quando ho cambiato atteggiamento mentale è già arrivata la prima grande sorpresa: il 31 dicembre 2013, per la prima volta nella storia, un cabarettista aprirà lo spettacolo di San Silvestro dell'ALBA DEI POPOLI di Otranto, e quel cabarettista SONTU IÒ!!! Urla di giubilo!!! Seguiranno grandi sorprese, cliccate sul link qui sopra per vedere tutto il programma! 



Non so se si sta chiudendo alla grande questo deludentissimo 2013 o se si sta aprendo alla grande un 2014 possibilmente foriero di grosse novità: il mio vecchio atteggiamento mentale propende per la prima ipotesi, ma qui c'è aria di cambiamento quindi faremo di tutto perché quella giusta sia la seconda ipotesi!!! Ad maiora! Ci vediamo a Otranto (e ci leggiamo presto, con la recenzione... ehm recensione di Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug)
____________
Belle Cose
Bac 

domenica 30 dicembre 2012

30 dicembre e Lo Hobbit: un viaggio inaspettato, un’inutile recensione.


Amici Miei, ebbene sì: ho deciso. Subissato da nessuna richiesta, dal basso della mia scarsissima verve da critico cinematografico, e decisamente fuori tempo massimo, mi accingo a vergare su questo foglio elettronico la mia inutile recensione dell’ultimo film dell’acclamato regista neozelandese Peter Jackson: Lo Hobbit - Un Viaggio Inaspettato. Dico subito che non oserò paragoni con “Il Signore Degli Anelli”, di cui Lo Hobbit NON È il prequel, per il semplice motivo che non si possono paragonare due film così diversi. Sarebbe come tentare di mettere a confronto “La Casa” e “L’Armata delle Tenebre”, film quest’ultimo che, sebbene chiuda la trilogia, è talmente diverso dai due precedenti che persino nel titolo non c’è alcun richiamo alla “Evil Dead” dei due predecessori. Ma non distraiamoci. Non farò paragoni, ma mi concederò qualche parallelismo. Prima di tuffarci in questioni cinematografiche, lasciatemi rispondere alla domanda che spesso ho sentito porre su “Lo Hobbit”, e cioè: “Perché Lo Hobbit e non L’Hobbit?”. Perché la H in italiano è una consonante, e per quanto muta in grammatica è soggetta alle stesse regole cui sono soggette le altre consonanti. L’apostrofo, come sapete, serve a sostituire una vocale quando, davanti a un’altra vocale, questa cade, ma non può mai trovarsi tra una vocale e una consonante. Insomma La Altra diventa L’Altra, ma La Tovaglia non può in nessun caso diventare L’Tovaglia!!! Ma allora, direte voi, perché diciamo “Io l’ho mangiato”? Intanto Vi ringrazio per non aver portato come esempio “Io quello l’ho conosco”, dopodiché vi dico che è stato l’uso quotidiano nella lingua parlata a trasformare miracolosamente un errore in una regola. Siccome da decenni ormai pronunciamo impunemente “l’ho fatto” e “l’ho detto”, ecco che anche nella lingua scritta è accettato quello che dovrebbe essere un orrore di ortografia oltre che un errore di grammatica. Ma a questo punto Voi, che siete persone sveglie, Vi starete chiedendo: e allora perché Lo Hobbit e non L’Hobbit? Perché il signore che ha tradotto il libro di J.R.R. Tolkien scriveva in un’epoca in cui ancora si scriveva e si parlava un italiano corretto, al contrario di quanto si faccia oggi. E poi Hobbit è una parola straniera. C’entra qualcosa? Non lo so. D’altronde si dice l’Hotel e non Lo Hotel. Nell’infausto, ma non improbabile, caso io stia dicendo delle grosse MINCHIATE, chiedo venia a Voi e aiuto al buon Luca Colitta che di siffatte questioni ne sa ben più di me. Ma basta con l’accademia: passiamo al cinema.
Addì 25 dicembre 2012, con dodici giorni di ritardo dall’uscita ufficiale, sono finalmente andato al cinema a vedere Lo Hobbit, pensate: senza pormi questioni di lingua! Nonostante io viva a Maglie, ho ritenuto opportuno (per questioni discusse altrove) scoppolarmi quella trentina buona di chilometri per andare a vedere il film al The Space Cinema di Surbo (Lecce). Ben tre sale lo proiettavano: due in versione digitale 2d, e una in versione pellicola in 3d. Tutte comunque nella canonica velocità di 24 FPS (Fotogrammi al Secondo). Perché pongo la questione? Perché come forse saprete il buon Jackson ha introdotto con questo film una grossa novità per la cinematografia: la proiezione a 48 FPS. Sin da quando il cinema è diventato Cinema (quindi non da sempre), le cineprese registrano la vita a 24 FPS, ritenuti sufficienti per dare l’illusione di assistere a una scena dal vivo, illusione rafforzata dalla proiezione della pellicola alla stessa velocità di 24 fotogrammi al secondo. Molti registi in più occasioni hanno girato film o parti di film a velocità superiori o inferiori, ma poi proiettando sempre a 24 FPS si ottengono immagini rallentate o velocizzate. Jackson invece ha fatto questo: ha girato il film a 48 FPS e lo proietta a 48 FPS. In questo modo in un unico secondo sono contenuti il doppio dei fotogrammi, quindi l’azione in quel secondo è divisa in 48 parti anziché in 24, con il risultato che alla visione il tutto sembra ancora più fluido e più “vivo”. Di contro c’è la possibilità che il film risulti troppo vivido, quasi girato con una telecamera della Rai. Non è un problema da poco questo. Io stesso, nel mio minuscolo, dopo aver girato il mio “Li Promessi Sposi” con una videocamera DV mi sono reso conto che il risultato era troppo televisivo e ho quindi in postproduzione usato un filtro che “sporca” le immagini rendendole più simili a quelle girate con la pellicola... In ogni caso dobbiamo cominciare ad abituarci a questa novità tecnologica: i sequel di Avatar verranno girati, a quanto ha dichiarato James Cameron, a 60 FPS e con ogni probabilità questo diventerà il nuovo standard per tutti i film che verranno girati a partire dai prossimi anni. Io avrei tanto voluto vedere il film proiettato a 48 FPS, senonché l’unico cinema in Puglia attrezzato per questo nuovo tipo di proiezione è quello di Santeramo in Colle (che se non sbaglio fino a qualche tempo fa era co-gestito da un amico che non vedo da troppo tempo), e quindi i chilometri da scoppolarsi partendo da Maglie o da Nardò sono eccessivi...
Venendo, finalmente, al film partiamo con il primo dei paralleli con ISDA (Il Signore Degli Anelli). Anche qui si parte con un prologo che serve a spiegare perché stiamo per assistere a ciò che stiamo per assistere. Qualcuno lo ha giudicato troppo lungo come prologo. Io non sono d’accordo. Quando si pensa a Lo Hobbit (e vale anche per ISDA) bisogna pensare non a tre film di una trilogia, ma a un unico film di dieci ore diviso in tre parti perché è impensabile proiettarlo in un’unica soluzione. Quindi il prologo de Lo Hobbit (come il lunghissimo finale di Il Ritorno Del Re) in realtà è perfettamente calibrato e bilanciato sulla durata complessiva dell’opera. Poi si va avanti, si entra nel vivo della storia, tra vecchi “amici” che ci si ripresentano e nuovi personaggi che impiegano pochissimo a entrare nel nostro cuore che, ammettiamolo senza remore, appartiene a Peter J. più che a Tolkien. Il materiale originale è sempre rispettato, con in più alcune aggiunte plausibili e basate comunque sulle Appendici del Signore degli Anelli e su altri scritti di Tolkien. Le “lungaggini” di cui qualcuno si lamenta secondo me non ci sono, semplicemente il film ha un andamento romanzesco, si prende tutto il tempo per dire ciò che c’è da dire senza essere affrettato (e anche qui si può fare il parallelo con La Compagnia dell’Anello). Rispetto al libro, che è davvero un libro per ragazzi, il film ha un tono di “epicità” in più. Jackson è molto attento a far capire che la spedizione dei Nani e di Bilbo non ha come scopo finale riprendersi l’oro rubato dal Drago Smaug, ma fare ritorno alla propria casa, riconquistare la propria terra. Quindi il film è più epico, ma non è meno giocoso e divertente e ricco di canzoni e scherzi del libro. Ci sono momenti molto divertenti e non c’è una goccia di sangue neanche negli scontri più violenti. La morte di uno dei cattivi è presentata non come un trionfo del Bene sul Male (per quello ci sarà tempo nei prossimi film), ma come una gag comica. Ci sono due o tre momenti cantati come nella migliore tradizione disneyana. Saruman il Bianco non è quel cattivone che tutti conosciamo, ma un personaggio che in un contesto di leggerezza con il suo essere impettito e severo fa ridere: una sorta di Professor Piton dei primi tre Harry Potter. E poi c’è lui: l’unico e solo, il più grande di tutti, la star assoluta: Gollum!!! Già candidato alla candidatura come miglior attore all’epoca de “Le Due Torri”, io sono convinto che Andy Serkis meriti davvero di vincere una qualsiasi statuetta, anche appositamente inventata. Sapete quando si dice “se non ci fosse bisognerebbe inventarla”? Ecco, è questo il caso. La scena migliore del film è anche quella più fedele in assoluto al libro, riportata in sceneggiatura quasi parola per parola. Ne avevamo già visto un accenno nel prologo de La Compagnia Dell’Anello (e un richiamo nei pensieri di Gandalf: “Enigmi nell’oscurità”), ma ovviamente qui è stata girata in maniera completamente diversa e, mi sbilancio, grandiosa.
E di davvero grandioso ci sono le scenografie e le ambientazioni. Le montagne!!! Molte delle inquadrature sembrano davvero dare un senso alla battuta che pronuncia Bilbo ne La Compagnia: Le montagne! Voglio rivedere le montagne! La battaglia dei Giganti di Pietra lascia senza parole, cose che i miei occhi avevano visto solo in sogno. Mi rendo conto che forse il fatto che io abbia visto in sogno da piccolo molte delle cose che PJ ha messo sullo schermo in qualche maniera condizioni il mio giudizio, ma sono sicuro che alcune riprese metterebbero al tappeto chiunque. Anche grazie a un 3D davvero convincente. Se volete vedere un film in 3D guardatene uno girato in 3D e non uno riconvertito. Quelli riconvertiti sono una sequela di immagini piatte distanziate una dall’altra sull’asse delle z, ne Lo Hobbit invece potrete vedere con i vostri veri occhi la distanza tra i capelli e la fronte di Gandalf, potrete prendere in mano un “riccio di macchia” e pungervi davvero! La genialità di quel pazzo di Andrew Lesnie, Direttore Della Fotografia!!!
Mi sto dilungando troppo: arriviamo alla conclusione. Thorin Scudodiquercia potrebbe tranquillamente fare un mazzo tanto al buon Aragorn (e direi anche l’attore Richard Armitage all’attore Viggo Mortensen...). Ian McKellen (Gandalf) è praticamente perfetto. Gli effetti speciali che ve lo dico a fare. Martin Freeman nei panni di Bilbo è grandioso. I vari “cameo” dei personaggi de ISDA sono calibrati con sapienza e non sono mai delle strizzate d’occhio allo spettatore (tranne forse la frase di Gandalf “Casa è alle spalle, e il mondo davanti” messa lì proprio per quelli come me che conoscono a memoria ISDA). Niente strizzate d’occhio. E non era facile. Il compositore Howard Shore, che ogni tanto riprende da ISDA temi che ben conosciamo, tutto sommato non riesce a scrivere nuovi temi altrettanto incisivi, tranne la canzone cantata proprio da Thorin e che fa da sottofondo anche ai titoli di coda. Il doppiaggio. Purtroppo la morte di Gianni Musy ci costringe ad ascoltare Gandalf con una nuova voce, che, sebbene sia quella dal grandissimo Gigi Proietti, rende la visione un po’ straniante: Gandalf era Gianni Musy e basta! Ho avuto meno problemi ad accettare un attore diverso per Albus Silente che un doppiatore diverso per Gandalf! Bacchettata sulle nocche per il traduttore. Sebbene sia stato ampiamente avvisato all’uscita del primo teaser che Gollum in italiano non avrebbe mai potuto dire “Bagginses, cos’è un Bagginses” lui non solo non ha corretto l’errore ma ha anche rincarato la dose con un “Hobbitses” decisamente scandaloso! 3 meno meno e domani fai venire i tuoi genitori!!!
In conclusione, Lo Hobbit Un Viaggio Inaspettato è un grande film che sarà sottovalutato nei secoli a venire per colpa di quelli che pensano di andare al cinema a vedere Il Signore Degli Anelli Quattro. No! Non fatelo, ma se proprio dovete paragonatelo a “Labyrinth”, a “Willow”, a “Legend”, ma non a Il Signore Degli Anelli! Così potrete godere di due ore e mezza di sogno che si fa reale davanti ai vostri occhi, due ore e mezza godibili, divertenti, straordinarie. E dicembre 2013 (data d’uscita di Lo Hobbit: La Desolazione Di Smaug) vi sembrerà incredibilmente lontano...


Posto qui una bellissima cover di "The Misty Mountains Cold", la canzone di Thorin


Andate al Cinema e... enjoy!!!
________________________
Buona Giornata
Bac

Aspetta Aspetta!!! 
PS: Cate Blanchett. Io quella donna la sposerò, fosse anche di martedì!!!



lunedì 26 novembre 2012

26 novembre e la novità del momento!!!

Amici Miei, 
vengo oggi con questa mia per comunicarvi la più grossa novità del momento, ovvero la nascita di una nuova creatura Baccassiniana. Nei prossimi giorni farò un po' il punto della situazione con un bilancio a partire dall'ultimo post di giugno scorso, ma ora sappiate che sono in arrivo con un nuovo progetto chiamato BASHAKA INDIE! Io canto, suono le tastiere, la chitarra e il basso e recito i miei monologhi. Pasquale "Pasquorius" Chirivì suona il basso e la chitarra e canta, mentre Raniero "Randy" Abbaticola suona la batteria. Per ora il repertorio è composto dalle mie solite canzoni, ma spesso e volentieri suoniamo quelle che io non canto mai quando faccio lo spettacolo da solo. Ma ovviamente è già in cantiere il nuovo disco che uscirà nel 2013 e che uscirà non con il mio nome ma con il logo BASHAKA INDIE. Anche il materiale da Merchandising è già in cantiere, con l'acronimo BKI che farà bella mostra di sé su magliette e cappellini. Insomma un nuovo grande viaggio che compio parallelamente alla mia carriera cinematografica. La Abac Digital Studio infatti continua il suo lavoro incessante. Ma ho detto che farò un altro post in cui parlerò di tante tante cose. Per ora, ecco la locandina degli Bashaka Indie!
Enjoy!!!

martedì 12 giugno 2012

12 giugno e un'intervista


Intervista ad Andrea Baccassino - Alberto Zuccalà


CHI E’ ANDREA BACCASSINO?
Baccassino? Per gli amici Bac? È un tizio, nato nel Salento poco meno di 40 anni fa, leggermente sovrappeso, con la passione del raccontare! Mi piace raccontare storie e mi piace farlo in tanti modi diversi: scrivendo, cantando, fotografando... 

COME SI COMINCIA FARE CABARET?!? 
Non so come si cominci a fare cabaret: so come ho cominciato io! Era il 1996 e avevo già alle spalle parecchi anni passati tra palchi e palchetti a scrivere e a portare in scena commedie dialettali. Nel 1993 ero stato “socio fondatore” di un gruppo gospel e di un gruppo di musica popolare, e soprattutto venivo da DECENNI passati a parodiare canzoni famose. A un tratto ho cominciato a pensare che la mia passione poteva diventare un lavoro vero, e così ho preso un po’ di parodie, le ho cucite insieme con dei monologhi in uno spettacolo che avesse un senso compiuto (“Alzamene il Brodo”), e in coppia con il chitarrista Angelo Lezzi ci siamo lanciati. La prima serata l’abbiamo fatta a casa di un amico, la seconda da un vicino di casa del suddetto amico a cui la nostra prima performance era particolarmente piaciuta, e poi ho cominciato a propormi ai vari pub e locali del Salento e... beh, non mi sono più fermato!

TI SENTI PIU’ “CABAREGISTA” o “CANTARETTISTA”?
Sono tutte facce della stessa medaglia, una medaglia a quattro facce!!! Si tratta di raccontare storie. Di certo in questo momento dopo quasi 16 anni di cabaret (che per la verità mi hanno un po’ sfiancato) mi sento più spinto verso il cinema, cioè verso qualcosa di relativamente nuovo ed entusiasmante. E ci tengo a dire che il cinema è sempre stato la meta che volevo raggiungere, fin da quando avevo sei anni.

TRA I TUOI TANTISSIMI LAVORI, ESIBIZIONI, PUBBLICAZIONI, CD… C’E’ UNO A CUI SEI PIU’ LEGATO?
Ci sono episodi meravigliosi che mi legano a ognuno dei miei lavori. Ricordo con tenerezza e piacere la “prima volta” di Alzamene il Brodo, ricordo la volta che feci da apripista ai New Trolls davanti a cinquemila persone che per la maggior parte lasciarono la piazza dopo il mio spettacolo (chiedo scusa ai New Trolls...), ma ricordo con immenso piacere anche la prima di “Che Sto Passando” il mio monologo teatrale NON IN DIALETTO! Ricordo con grandissimo piacere le sessioni di registrazione di “La Free del Lunedì Mattina”, le risate interminabili in sala d’incisione con Alex Zuccaro e gli altri musicisti... Però non posso nascondere che l’aver vinto la prima edizione dell’Ecologico International Film Festival come sceneggiatore e regista del mio primo film “Li Promessi Sposi” è stato sicuramente l’evento più importante della mia carriera, quello che mi ha dato la prova concreta che anni e anni di sogni e di studio non erano stati vani. Un sacco di gente vuole fare un determinato mestiere e poi alla prova dei fatti non si dimostra all’altezza. Nel mio piccolo questo a me non è accaduto, ed è stato proprio la sera in cui sono stato premiato che ho deciso di aprire la mia piccola casa di produzione cinematografica: l’Abac Digital Studio. Ho impiegato quattro anni, ma ce l’ho fatta! Ecco, c’è questa cosa particolare: se si tratta di fare il cabarettista allora posso anche interpretare i miei spettacoli, ma nel cinema mi vedo soprattutto sceneggiatore e regista, non attore.

C’è un altro riconoscimento di cui vado particolarmente orgoglioso, ed è il premio Stefano Costa che ogni anno viene assegnato a quegli artisti che si sono distinti per l’impegno nel sociale.

TU CHE SAI COGLIERE PIU’ DI TANTI LA PARTE COMICA DEL NOSTRO SALENTO, QUAL E’ L’ASPETTO PIU’ BELLO DI QUESTA NOSTRA GENTE?
La cosa non so se più bella ma di certo più stupefacente della gente salentina è che riesce a passare indenne in mezzo a questa giungla di contraddizioni che è il Salento come niente fosse... Non abbiamo soldi ma abbiamo due case e tre macchine, amiamo la Svizzera ma torniamo sempre a casa, combattiamo contro le discariche ma anche contro gli impianti eolici e fotovoltaici, amiamo il nostro mare ma costruiamo case orribili praticamente sulla spiaggia, insultiamo i nostri politici e poi li invitiamo con tanto di tappeto rosso a qualsivoglia manifestazione... siamo tutto e il contrario di tutto. Ma in tutto questo marasma c’è una certezza: li purpette la tumenica! 

CON CHI TI PIACEREBBE COLLABORARE?
Allora: prima di tutto, come tutti gli artisti pugliesi e gran parte degli artisti italiani, mi piacerebbe collaborare con Caparezza. E vabbè, questo ormai è un classico. Tra i Salentini che negli ultimi anni si sono distinti, sicuramente Dolcenera! Poi devo dire che ho avuto già modo di collaborare con tanti artisti salentini, con tanti amici, grazie alle varie manifestazioni di beneficenza alle quali nessuno di noi riesce a rinunciare. Voglio anzi sottolineare il grande, grande impegno degli artisti salentini quando si tratta di fare della beneficenza. Poi, se posso sognare in grande mi piacerebbe collaborare con i Pooh, che sono un po’ i miei padri putativi per quanto riguarda la musica e che tanto materiale mi hanno procurato per le mie parodie. Mi piacerebbe sentire Roby Facchinetti cantare una mia canzone!!! E per quanto riguarda il cinema mi piacerebbe (in coppia magari col mio fido compare Alex Zuccaro) lavorare a un film di Dario Argento, come sceneggiatore e/o aiuto regista.

SAPER FAR RIDERE LA GENTE E’ UN TALENTO RARO CHE NON PUOI DONARE SE NON LO HAI INNANZITUTTO TU, PENSI DI DOVER RINGRAZIARE QUALCUNO PER AVERTI INSEGNATO A SORRIDERE?
Oltre alla buona sorte che mi ha dato questo talento credo di dover ringraziare le altre persone della mia famiglia che hanno o avevano lo stesso talento. Prima di tutto mio nonno materno: una persona che andava da Nardò a Calimera in bicicletta (quelle di una volta, senza il cambio Shymano) per lavorare alla costruzione delle strade del Salento, e poi tornando la sera a casa doveva affrontare un esercito di quattro donne tra moglie e figlie!!! È arrivato a vivere fino alla veneranda età solo grazie al suo senso dell’umorismo. E fisicamente era uguale a Woody Allen! E poi ci sono i miei tre immarcescibili cugini Massimiliano, Giuseppe e Gianluca con cui da piccoli si giocava a guardie e ladri (anzi a Capitan Harlock contro i nemici dello spazio) scrivendo i copioni di quello che dovevamo dire! Ancora adesso mi passano sottobanco un sacco di battute e molte delle mie canzoni più famose in realtà le hanno scritte loro!

CHE RAPPORTO HAI COL CIELO?
Sono il classico tipo che “non è vero ma ci credo!”. Io lo so razionalmente che non è possibile in nessun modo che esista un essere soprannaturale, invisibile ed eterno e onnipotente. Però nei momenti di sconforto o alla vigilia di qualche appuntamento importante è sempre a Lui che mi rivolgo. È Lui che ringrazio quando le cose vanno bene, ed è con Lui che me la prendo quando le cose vanno male. Non credo nel Vaticano, sono solo politici e burocrati e anche della peggior specie. Sono vicino a quei sacerdoti che si fanno il mazzo per aiutare la comunità, ma non credo che lo facciano perché sono preti: lo fanno perché sono persone vere, dal grande coraggio e dalla grande sensibilità. Ma ogni volta che un vescovo o un cardinale o un Papa preferisce acquistare un calice d’oro per la Messa anziché usare quei soldi per dare da mangiare agli affamati o da bere agli assetati, lì capisco che Gesù finisce crocefisso tutti i giorni e i chiodi nelle mani glieli infila la Sua stessa chiesa.

HA UN SOGNO SEGRETO ANDY BAC?
Io sono una persona fortunata: tutti quelli che erano i miei sogni col tempo si sono trasformati in progetti e quasi tutti quei progetti sono riuscito a realizzarli. Non credo di avere un sogno segreto, ma forse una segreta speranza sì: quella di avere nel mio lavoro successo sufficiente per poter lavorare a livelli sempre più alti. Dal circuito locale a quello nazionale, e poi a quello europeo. E poi che ne so, un agente di Hollywood nota il mio lavoro e un grande produttore mi propone la regia di un blockbuster di fantascienza. Ecco, il vero sogno sarebbe di poter lavorare alla trasposizione cinematografica della saga della Torre Nera di Stephen King. Ci sta lavorando attualmente (e già da un paio d’anni) Ron Howard, ma da qui alla fine della lavorazione passeranno almeno altri sette, otto anni... ce la posso ancora fare!!! :-)

HO LA COPIA DI UN TUO LAVORO CHE TI PRESENTO PER UNA DEDICA. COSA MI SCRIVI?
Ciao Alberto, divertiti! E... Rrobba ti comaaaaaaaa!!!

PER INCONTRARE ANCORA ANDREA BACCASSINO:

www.baccassino.com
info@baccassino.com
www.abac-studio.com
info@abac-studio.com
Facebook: 
Andrea Baccassino (profilo)
Andrea Baccassino Bis (profilo)
Andrea Baccassino (pagina ufficiale)
Abacdigitalstudio Andrea Baccassino (profilo)
Twitter: 
Andrea Baccassino
www.myspace.com/baccassino
www.baccassino.blogspot.com

  AMICI MIEI  a latere del topic principale di questo post vorrei giusto un attimo soffermarmi sulla brutta notizia che Doctor Who pare sia ...