sabato 25 maggio 2019

BAC-STAGE #005 - Petrichor, Maglie 24 maggio 2019

 Amici Miei, 
è vero, credetemi: è accaduto! Il progetto Petrichor ha spiccato il volo.
Nell’ambito della rassegna BookStore Sounds che ho organizzato presso (e in collaborazione con) la libreria LibrieMusica di Maglie, ho voluto ritagliarmi uno spazio per lanciare nel mondo questo nuovo figlio. E oggi, venerdì 24 maggio 2019, l’ho fatto. Come direbbero gli americani: “A musical journey, thirty years in the making!”, un viaggio musicale in lavorazione da trent’anni. Aveva bisogno del momento giusto, delle persone giuste, del ME giusto. Ancora una volta, come ho fortemente voluto negli ultimi anni, non sono più un solista, ma è IL GRUPPO. Quattro persone, innamorate del rock progressivo, quello classico ma anche quello contemporaneo, con le sue tante derivazioni. Siamo partiti, portando al pubblico le prime 5 canzoni. Come ampiamente promesso alla vigilia: canzoni in italiano, inglese e dialetto. E un brano strumentale.

 LA SCALETTA 
- Exhale
- Scinnaru
- Quando La Luna
- The Unexpected
- Uomini o Caporali.

 EXHALE 
Oggi tutti scrivono canzoni dedicate ai migranti, ai morti in mare. Io l’ho fatto nel 2002. All’epoca registrai un demo e credo di averlo fatto ascoltare solo all’amico di sempre Luigi Mariano. Poi è successo che il mio computer è morto, e così ho perso il demo cantato e mi è rimasta solo la base musicale... ma quando il buon Luis si è messo a fare pulizia nel suo computer, è rispuntato fuori, e me l’ha spedito via mail il 5 agosto 2018!!! Era un segno. Un loop ripetitivo che gestisco con il computer, e il resto suonato live. Ovviamente oggi mi sono incartato un paio di volte (canta, suona il basso, gestisci i loop... a un certo punto anziché premere i tasti della tastiera collegata al computer, premevo la parte di tastiera senza tasti...),
ma alla fine Exhale ha visto la luce. Prossimamente lo farà anche la sua prosecuzione “Oh the sea”. Il testo è in inglese, parla di un giovane migrante (all’epoca si chiamavano “extracomunitari”), fermo con la sua famiglia su una spiaggia africana, a guardare il mare poco prima di salire su un barcone per il suo viaggio della speranza. “Il mare non è il passato, e non è il futuro: è l’attesa di ciò che sarà. È restare lì sospeso nell’attimo infinitesimo tra l’inspirare e l’espirare.”

 SCINNARU 
La storia di “Scinnaru” l’ho raccontata spesso: scritta una quindicina di anni fa, quando l’ho fatta ascoltare ad alcune persone non hanno mostrato alcun interesse. Eppure io ero convinto del suo valore. In occasione del Primo Memorial, l’ho portata al pubblico affidandola però alla meravigliosa voce di Elisabetta Macchia che ne ha dato una versione talmente favolosa che è stata notata e pubblicata su un cd... (E io gongolavo). Con i Petrichor mi sono in qualche modo riappropriato di Scinnaru, con un arrangiamento nuovo, molto diverso dalla versione di Elisabetta. Oggi mentre la cantavo c’è stato un momento (lo giuro) in cui stavo per mettermi a piangere, è stato molto difficile impedire alla mia voce di rompersi...

 QUANDO LA LUNA 
Una canzone che viene direttamente dal mio passato più remoto, vecchia almeno di vent’anni... più probabilmente venticinque. Una “litania” d’amore che in questa versione live ha sprigionato una potenza che non mi aspettavo. Anche qui, pelle d’oca! 

 THE UNEXPECTED 
Brano strumentale, scritto poche settimane fa anche se la linea di basso mi frullava in testa da un paio d’anni e il ritornello viene addirittura da una mia canzone del 1993... Ma in quella canzone non aveva senso: qui è perfetto! Quasi 9 minuti in cui mi sono divertito un mondo a saltare da un 6/8 a un 4/4, fino a un 15/8 per poi tornare al 6/8. Le “castìme” di Toni Nichil per la parte di batteria mi perseguiteranno per sempre, come quelle di Sergio De Donno per la parte di synth e quelle di Marcello Greco per l’arpeggio di chitarra. E io gongolo! 

 UOMINI O CAPORALI 
Questa la sto portando in giro da un po’ di tempo, anche se... non è ancora completa! Si comporrà di tre parti ma per ora eseguo sempre e solo la prima. Questo perché ancora non esistevano i Petrichor, ora che ci sono completerò anche la canzone.

Il piacere, la goduria di suonare queste canzoni, suonando il basso, accompagnato da tre pazzoidi come me, grandi musicisti più di quanto io non sarò mai... e un aiuto dal cielo quando, sulla parta di tappeto sonoro di Unexpected, i rondoni in volo hanno garrito proprio al momento giusto. Nasce sotto una buona stella questo progetto. Almeno, lo spero vivissimamente. E la cosa ancora più bella è che esistono delle riprese video che testimoniano l’evento a imperitura memoria! Valeria Marrella questa volta ha voluto strafare, o forse è stata costretta a farlo :-), e si è portata appresso 4 telecamere: copertura completa!
BRIVIDI!!!

Ora non resta che partire in tournée.
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Buona Giornata
Bac


sabato 11 maggio 2019

BAC-STAGE #004 - Lecce, 10 maggio 2019


 Amici Miei, 
sicuramente ricorderete che nel 2016 il maestro concertatore della Notte della Taranta fu Carmen Consoli, la quale scelse di dirigere l’orchestra in maniera pacata e senza scalmanarsi in segno di rispetto per le vittime del terremoto che aveva sconvolto il centro Italia solo tre giorni prima. All’epoca pensai che fosse la scelta sbagliata, e ne sono ancora convinto. Io credo che nei momenti di crisi, quando le cose vanno male per qualsiasi motivo, non bisogna fermarsi, anzi al contrario: bisogna lavorare più duramente, ognuno deve fare il proprio lavoro in maniera più sentita, più forte. Io avrei preferito che quella sera il maestro concertatore e tutta l’orchestra si scalmanassero molto di più rispetto agli anni precedenti, per far arrivare quell’energia positiva a chi ne aveva bisogno. È lo stesso appunto che faccio anche a Sting, quando stabilì di fare lo spettacolo a casa sua in Toscana l’11 settembre 2001 e alla fine (dopo una lunga riflessione) decise di farlo, ma arrangiando le sue canzoni in maniera più soft. Io le avrei fatte più rock, invece. Perché la musica NON È AFFATTO SOLO DIVERTIMENTO!!! La musica è comunicazione, la musica è costruzione, come dice una canzone del musical “Rent”: Il contrario della guerra non è la pace, ma la creazione. Non c’è nulla di male a cantare e suonare nei momenti tristi, anzi: è proprio lì che la musica svolge al meglio la sua funzione, quella di lenire il dolore, di ridare la carica e la speranza, energia e nuova vita. Tuttavia sono molti i casi in cui il fatto che trasmissioni televisive siano andate in onda subito dopo una tragedia ha creato polemica. Soprattutto perché una di queste trasmissioni la conduceva Giorgio Panariello, che è un comico. E a questo punto arrivo io.

Le giornate di mercoledì e giovedì scorsi sono state molto tristi per me, un caro amico ha dovuto suo (e nostro) malgrado intraprendere un viaggio verso un posto sconosciuto. La tristezza ci è piombata addosso, si è abbattuta come un maglio, ci ha piegati e messi in ginocchio. Ma abbiamo trovato il nostro modo di reagire, cantando lì davanti a lui. Io piangevo e sorridevo, ero sereno e affranto, straziato e grato per aver potuto salutarlo come si deve. Ma quello non era lavoro, era la nostra natura che si rivelava agli occhi di chi si trovava in chiesa. Era il nostro modo di comunicare, l’unico che conosciamo o, meglio, l’unico che padroneggiamo. Non era lavoro.

Oggi era lavoro: il mio spettacolo di cabaret, far ridere per un’ora e mezza il pubblico, mostrarsi sereno, sciolto, non far trapelare quella strana vibrazione nella voce. E siccome era lavoro, era la mia occasione per mettere in pratica quanto predico da sempre: cantare più forte, nei momenti tristi. Recitare meglio, inventare battute nuove, lasciarsi andare al massimo, tenere a bada un pubblico eterogeneo fatto di persone carinissime e attente ma anche di persone maleducate e strafottenti, evocare la magia della comicità al meglio delle mie possibilità. Far arrivare la mia voce più lontano, più in alto, oltre. Al di là. Là dove gli angeli in coro cantano il blues.

Renzo era un bassista. Ma qualche mese fa un altro caro, caro amico è andato avanti: Raffaello Murrone. Batterista.
Ehi, lassù ora hanno una sezione ritmica con i controcazzi!
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Buona Giornata,
Bac