lunedì 1 ottobre 2018

30 Settembre e Il Consueto Bilancio di Fine Estate - 2018

 Amici Miei: 
Puntuale come il telefono che sguilla quando siete comodamente seduti al cesso, anche quest’anno arriva il bilancio di fine estate che enuclea, sviscera e analizza l’andamento del mercato degli spettacoli baccassiniani nel periodo compreso tra il primo giugno e il 30 settembre.
Diciamolo subito, senza giri di parole: quest’anno Vacche Magre. Se già l’anno scorso non era stato granché, con poco più di 40 appuntamenti, quest’anno abbiamo pressoché dimezzato fermandoci a 24!
Perché?
È difficile stabilirlo. La crisi? La sovraesposizione? Ho fatto il mio tempo? Scarso rinnovamento del repertorio? Le nuove generazioni di gestori di locali non mi conoscono? Non ho i video che tutti i gestori ormai chiedono di default per farti suonare (salvo poi non guardarli neanche)? Il cachet troppo elevato? Quest’ultimo direi proprio di no. Di sicuro il mese che più degli altri ha tirato il trend in basso è stato giugno, probabilmente il più povero degli ultimi anni, con due sole serate. L’anno scorso furono 12. Stesso discorso per settembre: solo 4 serate quest’anno mentre l’anno scorso furono 11. E dire che quest’anno, rispetto a quello scorso, ho avuto una carta da giocare in più: la mia nuova band “Bellimbusti” con cui suoniamo rock soprattutto italiano anni ‘70/’80. Repertorio ampiamente alla portata di qualsiasi uditorio, più di quanto non lo sia quello di Sting / Police che propongo con i Kings Of Pain, quest’anno completamente a secco di serate. Mentre con i Bellimbusti ci siamo esibiti una sola volta... IL CHE È UN VERO PECCATO, poiché lo spettacolo è divertente, magari non a livello di quello dei BàshaKa Indie (anche perché non è cabaret) e ha bisogno di rodaggio, ma presenta un repertorio straconosciuto, classico, in una veste completamente nuova e originale: da provare!
Non che siano mancate le serate in cui mi sono / ci siamo divertiti come matti! la già citata serata dei Bellimbusti al Mykonos Bar di Porto Cesareo, per esempio. La serata BàshaKa Indie del 3 agosto in Piazza Municipio a Scorrano. La bellissima serata (con il meravigliosissimo DOPO serata) del 16 agosto ad Alezio, con l’Ensemble del Sole del maestro Enrico Tricarico. Lo spettacolone del 15 settembre a Martano con il SALENT SHOW, ovvero Scemifreddi, Ciciri e Tria, Alto e Basso, e me. Tre ore piene piene di risate a sganasciarsi nell’Anfiteatro Parco Giochi di Martano. E ovviamente il magico Quarto Memorial con tutti gli ospiti e la grande festa e un bellissimo Bonus: il concerto n° 100 per i BàshaKa Indie!!!



Insomma, poche serate ma buone, con in più un altro bonus: il Premio Mare Magnum ricevuto il 6 agosto a Mancaversa. Tirando le somme non me la sento di dire che sia stata una brutta estate. Vacche Magre sì, ma simpatiche. Vacche Sacre. E comunque avremo tempo e modo di rifarci durante l’autunno e l’inverno, perché, come sempre, si tratti di anni buoni o cattivi, il Vostro Cantarettista Malincomico Preferito, dotato com’è di cervello in continuo movimento, ne sta di nuovo progettando di ogni!!! Intanto si riparte con i Bellimbusti molto presto. Poi con i BàshaKa Indie all’attacco dei teatri salentini. Poi c’è l’altra novità del 2018, ovvero la band tributo ai Pooh “Solo Cari Ricordi” che presto vedrete in giro. E una novità di cui non posso ancora anticiparvi quasi nulla, se non che arriverà su YouTube molto presto. Chi si ferma è perduto! Ad Maiora! Per Aspera Ad Astra! E chi più ne ha più ne metta.
A fine stagione posso anche fare la conta dei danni subita dalla mia attrezzatura nel corso delle serate. Anche se, a dire il vero, molte cose sono giunte al loro “fine vita” dopo una ventina d’anni di carriera. Diciamo tutti insieme addio a: 1 Microfono Shure Sm58, 1 Tastiera Elettronica “Vintage” Roland E70. Auguri di pronta guarigione a Tastiera Elettronica Yamaha S90 Es, Chitarra Elettroacustica Takamine EG561C, Mixer Yamaha MX12/4. Grazie nastro isolante per il grande aiuto che mi hai dato: senza di te sarebbe stato impossibile raggiungere tanti obiettivi.
A seguire, ringraziamenti ai protagonisti dell’estate 2018: musicisti, organizzatori, amici incontrati al bar, ed elenco completo degli spettacoli. 
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Belle Cose! 
Bac 


 RINGRAZIAMENTI:  
Emanuele Quarta, Agriturismo StellaRena, Tibero di Melendugno, il ristorante TexMex Escamotage di Copertino, Vito Manica e il Salento Ballet Art Studio, Quintino del Five di Galatina, Stefania Personè, Luca Conti, il New Coco Jambo di Vacanze Serene, Assuntina Ruggeri, il Sindaco di Scorrano Guido Stifanelli, Franca Greco, Maurizio Dimo, Enrico Tricarico, Enrico Duma, Michele Cortese, Gigi Russo, Lucia Conte, Marcello Lupo, Salvatore Rubichi, Peppeniello Cantanapoli, Tiziano Grasso, Gabriella Pinto Tonio Giorgini, Tiziana Filieri, Antonio Albanese, Enzo Mega, Andrea Zollino, Valeria Marrella, Flavio Filoni, Pina Antico, Antonello Miglietta, Iulia Barbut, Federica Pano, Junior Manisco, Ramona Perrone, Gaia D'Andria, Daniela Viggiani, Rosa Garofano, Sonia Chetta, Ciciri Tria, Giorgio Martina, Marco Mancino. • I BÀSHAKA INDIE: Pasquale Chirivì, Raniero Randy Abbaticola, Roberto Duma con l’Extended Crew Michele Russo, Elena De Salve, Matteo Bemolle De Benedittis. • I BELLIMBUSTI: Marcello Greco e Toni Nichil • Gli ospiti del MEMORIAL: Luigi Mariano, Marcello Zappatore, Fulvio Palese, Elisabetta Guido, Elisabetta Macchia, Angela Albanese, Mauro Maglio, Antonio Ancora, Federica Palma, Damiana Mancarella, Gli Scemifreddi: Anthony Fracasso, Cristiano Nobile, Tonio Rollo, con Paolo Tarantino.

 ELENCO SERATE ESTATE 2018: 
01. 22 GIUGNO – Festa dei Lampioni - Calimera (BAC) 
02. 23 GIUGNO – Agriturismo StellaRena – Sanarica (BAC) 

03. 01 LUGLIO – Good Morning Salento – San Foca (BAC) 
04. 08 LUGLIO – Escamotage – Copertino (BKI) 
05. 11 LUGLIO – Giardini Pensili del Palazzo Ducale – Presicce (BAC) 
06. 15 LUGLIO – Pizzeria FIVE – Galatina (BAC) 
07. 19 LUGLIO – Ola De Mar – Santa Caterina (BKI) 
08. 26 LUGLIO – Amamè – Baia Verde (BKI) 
09. 27 LUGLIO – New Coco Jambo – Vacanze Serene (BKI)
10. 03 AGOSTO – Piazza Municipio – Scorrano (BKI) 
11. 05 AGOSTO – Mykonos Bar – Porto Cesareo (BELLIMBUSTI) 
12. 06 AGOSTO – Parco Jonico – Mancaversa (BAC) 
13. 11 AGOSTO – Evento Privato – Castrignano dei Greci (BAC) 
14. 15 AGOSTO – New Coco Jambo – Vacanze Serene (BKI) 
15. 16 AGOSTO – La Lizza – Alezio (BAC) 
16. 17 AGOSTO – Festa Patronale – Ortelle (BAC) 
17. 18 AGOSTO – Lido Kalù – Torre Chianca (BAC) 
18. 20 AGOSTO – Evento Privato – Mondonuovo (BAC) 
19. 25 AGOSTO – La Strea – Porto Cesareo (BAC) 
20. 26 AGOSTO – Mykonos Bar – Porto Cesareo (BKI)

21. 07 SETTEMBRE – La Vela – Santa Caterina (BKI) 
22. 15 SETTEMBRE – Piazza – Martano (BAC) 
23. 21 SETTEMBRE – Palazzo Marchesale – Galatone (BKI) 
24. 28 SETTEMBRE – Festa Associazione Lorenzo Risolo - Squinzano (BAC)
www.baccassino.com, per rimanere costantemente aggiornati su agenda, spettacoli, novità, dischi, video, ecc. ecc.

24 Settembre e IL QUARTO MEMORIAL ANDREA BACCASSINO: Il Bilancio Ufficiale




 Amici Miei:  
eccomi qui, a mente relativamente fresca, a scrivere il post postmemorial, quello dei ringraziamenti, quello in cui provo a ripercorrere con la mente tutta la serata, trovandone pregi e difetti. Non voglio essere troppo lungo, proverò a non esserlo. Ma so già che alla fine questo post diventerà una Nota... Cominciamo con i ringraziamenti, a partire dal Comune di Galatone, dal Sindaco Flavio Filoni alla gentilissima e sempre disponibile Pina Antico. Conosco il Sindaco da molti anni, da molto prima che lo diventasse, abbiamo collaborato molte volte in passato e ci legano amicizia e reciproca stima, il che ci ha permesso di progettare e lavorare in completa scioltezza. Ringrazio la Pro Loco di Galatone per il supporto logistico e non solo. Voglio ringraziare gli Sponsor, perché mi hanno salvato la vita e perché si sono mostrati sensibili alla causa benefica del Memorial. Voglio ringraziare quei negozianti che per vari motivi, soprattutto per colpa della crisi, non hanno potuto contribuire: mi hanno tutti trattato con gentilezza e addirittura con affetto, e in qualche caso il rammarico per non poter partecipare era evidente. Ringrazio tutta la città di Galatone, attraverso la quale mi muovo come fosse la mia, riconosciuto ovunque (con somma soddisfazione del mio strabordante ego). Insomma, mi sono sentito "coccolato". E naturalmente gli amici artisti, ancora una volta pronti a seguire le mie folli visioni, dalle parodie alle gag (Per chi se lo fosse perso: il Malba Trio, Elisabetta Macchia, Angela Albanese e Antonella Macchia, alla fine era un duo ma le ho trattate come fossero tre, intervistando anche Antonella, quella assente, mentre le altre due mi reggevano il gioco... ).


In ordine di apparizione:
- I BàshaKa Indie: Pasquale Chirivì, Roberto Duma e Raniero Randy Abbaticola, col supporto, in questa "extended version" di Matteo Bemolle De Benedittis e Michele Russo e di quella Elena De Salve sempre assolutamente perfetta come supporto e/o colonna portante della parte vocale ma anche scenografica e coreografica dei BàshaKa Indie.
- Mauro Maglio: cantautore di vaglia e vecchio compagno d’avventure. 

- Il Malba Trio: che ho già nominato prima, formato dall’assente giustificata Antonella Macchia, dalla “debuttante” al Memorial Angela Albanese e dalla superveterana Elisabetta Macchia , qui al suo quarto Memorial su quattro! Folle come poche e sempre pronta a farsi venire in mente idee e spunti nuovi, una presenza costante anche durante il periodo di preparazione del Memorial (cioè per tutto l’anno) con suggerimenti, stimoli e l’annosa domanda: “Mesciu, st’annu quandu mueri?” 
- Il coro Gospel Am Family con la sua direttrice Elisabetta Guido. Seconda apparizione per il Coro, terza per Elisabetta. Quest’anno abbiamo voluto realizzare una versione accappella di “Hallelujah” di Leonard Cohen, per l’occasione diventata “Talle Nduja”. Un brano e una interpretazione che entrerà di diritto nel “best of” dei Memorial. 
- Federica Palma è una nuova promessa del cantautorato salentino. Giovanissima, abile pianista ma anche amante del basso, pronta a uscire col suo primo lavoro discografico. Ci unisce l’amore profondo e incondizionato per Tori Amos... Ho pensato di realizzare con lei la cover di “One” degli U2 con Mary J. Blige (nulla di Tori: non si tocca!). Io facevo il fidanzato che va a prendere la ragazza, e lei ha cantato affacciata alla finestra del secondo piano... moderni Romeo e Giulietta... e un terzo misterioso personaggio... 
- Poi il momento “Clou” della serata: la versione “originale” di BOHEMIAN RHAPSODY!!! Sul palco di nuovo le Malba con Elisabetta Guido e poi Antonio Ancora, cantante e autore, eccellenza salentina, con cui mi è capitato più volte di collaborare a teatro, e il chitarrista Marcello Zappatore, al suo secondo Memorial. Questa era difficile, ci sono stati dei momenti durante le (pochissime) prove in cui si pensava di abbandonare l’idea, invece, pur con qualche sbavatura soprattutto da parte mia, abbiamo inanellato il secondo momento da “best of” della serata! Un trionfo apprezzatissimo dal pubblico.
Dopo di che c’è stato un momento che aspettavo da tempo. Come credo tutti sappiate (altrimenti c’è una nota appositamente redatta) originariamente i BàshaKa Indie annoveravano alla batteria Randy Abbaticola il quale poi ebbe a trasferirsi nella Terra d’Albione e gli subentrò l’ottimo Roberto Duma. Dal dicembre 2012 i BKI hanno inanellato una serie di ben 99 concerti, e il Quarto Memorial è risultato essere IL CONCERTO N° 100! Per cui è stato bellissimo vedere sul palco due batterie e due batteristi che si sono “sfidati a duello” sulle note della canzone “Wipe Out” dei Ventures. Una sfida finita pari! Festeggiamenti che sono continuati più avanti durante la serata, con l’assolo di Pasquale “Pasquorius” Chirivì, il quale, munito di basso fretless, ha avuto finalmente modo di mostrare a tutti quanto sia abile con il suo strumento senza l’accompagnamento di (e senza accompagnare) nessuno!

Dopo il ritorno sul palco di Elisabetta Guido ed Elisabetta Macchia per il sequel della scenetta portata in scena in occasione del terzo memorial (mia madre e mia moglie che si prendono a male parole), è il momento della Coppa Memorial, quest’anno assegnata al grande maestro sassofonista Fulvio Palese, che ha eseguito due suoi brani con i BàshaKa Indie e Marcello Zappatore. Io mi sono riposato.
- Gli Scemifreddi: Anthony Fracasso, Cristiano Nobile e Tonio Rollo! Per la terza volta consecutiva sul palco del Memorial, come sempre hanno infiammato la piazza con le loro battute a raffica. Una certezza assoluta! - Ultimo ospite della serata, un altro habituè del Memorial, alla sua terza presenza, vincitore della Coppa Memorial nel 2016, amico fraterno ormai da 31 anni, Luigi Mariano. Con lui abbiamo eseguito la parodia di “Wish You Were Here” dei Pink Floyd, “Mescia Maria” e una versione unplugged della sua “L’ottimista triste”.

Ho saltato qualche passaggio, ma approssimativamente la scaletta è stata questa. Per motivi di tempo purtroppo abbiamo dovuto tagliare tre canzoni, che spero di potervi fare ascoltare nei prossimi spettacoli dei BàshaKa Indie.

Mentre scrivo non ho ancora i dati ufficiali per quanto riguarda la riuscita della nostra raccolta alimentare LU CUNSULU, avendo consegnato tutto il ricavato alla Caritas della Diocesi di Nardò - Gallipoli alla fine dello spettacolo. So comunque che anche per quanto riguarda lu Cunsulu, Galatone (nonché gli spettatori di altri paesi) sono stati molto generosi. Nei prossimi giorni pubblicherò tutto. Intanto fatemi ringraziare il responsabile della Caritas Diocesana don Giuseppe Venneri per il supporto.

E grazie a Federica Pano e Donato Manisco dell’associazione Open Your Mind, perché ancora una volta si sono occupati dell’allestimento della Casa Museo Andrea Baccassino, nonché del buffet per gli ospiti. E soprattutto si sono resi artefici di un clamoroso “dopospettacolo” a base di polpette, pezzetti e vino, seduti per strada nel “suggestivo scorcio” del centro storico di Galatone, sulla soglia della Trattoria da Santino, dove si è amabilmente chiacchierato e continuato a fare battute idiote fino a mattina presto.

Un ringraziamento particolare a tutti coloro che hanno partecipato al concorso letterario “Bac-Pitaffio”, che ha visto trionfare l’amico Mimì Petrucelli con un epitaffione così lungo che mi darà qualche problema quando dovrò aggiornare la pagina del sito baccassino.com dedicata al Memorial... Vi posso assicurare che in questi quattro anni ho ricevuto molti bac-pitaffi e la qualità è veramente molto alta. Spero un giorno di poterli pubblicare tutti, perché ne sono degni!

Infine, ma non ultima, Valeria Marrella, che ha curato le riprese video della serata, di cui spero presto di poter pubblicare qualche estratto. Un caro saluto anche al service audio - luci di Giuseppe Lega.

E spero di vero cuore di non aver scordato nessuno.

È stata una serata davvero divertente, che non ho potuto godermi al 100% perché alcune defezioni dell’ultimo momento mi hanno costretto a fare più lavoro di quanto mi aspettassi di fare. Ma quel 90% è stato più che sufficiente!!! Al lordo di problemi tecnici e logistici, abbiamo portato in scena 3 ore e 10 minuti di spettacolo, ci siamo divertiti, abbiamo condiviso il palco, e il backstage, con serenità. Ovunque mi voltassi vedevo facce sorridenti, sia dietro che davanti al palco. Ho rivisto con grande piacere amici e amiche che non vedevo da tempo, ho avuto anche la possibilità di acquistare una camicia nuova da sfoggiare sul palco. Il Memorial è uno strano spettacolo, uno in cui con la scusa di omaggiare il passato di un artista defunto, si portano in scena soprattutto novità, inediti, cose che si sperano diventeranno nuovi classici (come è accaduto negli anni scorsi con canzoni come “Tocca guardi addò vai, sai?”, “Nà ca sì di Nardò”, “Purpu Vuei” e “Mazzarona”). Ogni anno in fase di organizzazione mi pongo il problema se invitare o no un artista “di grido” che darebbe sicuramente lustro alla manifestazione. Ma poi penso: questo artista famoso entrerà nel “mood” della serata? Sarà disposto a mettersi in gioco sul palco, comportandosi come un bambino piccolo (come facciamo noi altri...)? Il ritorno di artisti come Scemifreddi e quelle che ormai io chiamo “Le due Elisabette” e altri, stanno creando ormai una sorta di “cast fisso” al quale ogni anno si aggiungono nuovi ospiti. O, meglio, siamo una comitiva, non un cast. Stiamo davvero già pensando a come perdere ancora più dignità l’anno prossimo. Gli ospiti che si aggiungono devono adeguarsi. Come hanno fatto in maniera spettacolare quest’anno Antonio Ancora o Fulvio Palese! Il maestro Palese me lo sono visto prima in “tunichetta” infiltrarsi nel coro Gospel, poi quando è arrivato il suo momento mi ha spiegato, portando prove documentali, di aver studiato sui dischi di Fausto Papetti, indicando come suo mentore non Papetti ma il grafico che realizzava le copertine dei suoi dischi...

Bene, alla fine ho scritto tre rotoli di papiro... Non mi resta che ringraziare tutti per l’ennesima volta, e darvi l’appuntamento per il Quinto Memorial Andrea Baccassino. Non so dove si terrà, vista la natura “itinerante” dello spettacolo, ma sono abbastanza sicuro che ci rivedremo Venerdì 20 settembre 2019. Belle Cose! Bac

Special Thanks to: Elisabetta Esposito, IlAriel Giuliani, Stefano Manca, Ada Perrone, Fabiana Casto, Luca Tarantino, Paolo Tarantino, Chiara Polo, Marcello Greco, Iulia Barbut, Chiara Mente, Simone De Riccardis, Damiana Mancarella e, ripeto, Pina Antico.

 GLI SPONSOR: 

• MAIN SPONSOR: Max Design Arredamenti, di Massimiliano Terragno - Galatone

• Beat Station di Patrizia Conte - Galatone • Motor Point di Dario Mele - Galatone • Plaisir Pasticceria di Giuseppe Natalizio - Galatone • Issimo Abbigliamento - Galatone • Nonsolofumo di Davide e Marco Capua - Galatone • Antonello Mercatino Dell’Intimo di Antonello Miglietta - Galatone • Intimo CB - Galatone • Ma Dona Profumeria e Cosmetici – Nardò • L’angolo divino – Bomboniere e Articoli sacri - Galatone • Elettrica Greco – Galatone

 SPONSOR TECNICI  Maglio Fiori - Galatone • Cantine Tenute Gabellone – Nardò • All Profumeria - Galatone • Colopi Gioielli - Galatone • Trattoria da Santino – Galatone

domenica 11 febbraio 2018

11 Febbraio e Sanremo 68: il mio personalissimo pensiero

 AMICI MIEI 

archiviata anche la 68ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, io, che mi autodefinisco Sanremologo, non posso esimermi dallo scrivere il mio articolo giornalistico dedicato alla Kermesse di quest’anno. Il mio PERSONALISSIMO pensiero. Tranquilli, voi potete esimervi dal leggerlo.


Tralascio l’annosa questione “Lo guardo - non lo guardo - è uno spreco di soldi - e la gente muore di fame - povera Italia”.


CAPITOLO UNO - GGLAUTIO BAGLIONI Chi ci avrebbe scommesso? Nessuno. Vi ricorderete tutti quali erano le sensazioni diffuse quando “seppimo” che il nuovo direttore artistico sarebbe stato lui. Soprattutto perché tutti lo amiamo come cantante, ma storicamente si ritiene che sia un musone palloso. Personalmente avevo qualche perplessità ma non per il suo carattere: dopo “Anima Mia” sapevo per certo che avrebbe potuto fare qualsiasi cosa. Claudio “Agonia” Baglioni non esiste più. Inoltre i suoi spettacoli live, dall’epoca di “Oltre” in poi, sono sempre stati molto articolati, complessi, visivamente potenti. La mia perplessità riguardava l’aspetto più squisitamente televisivo. I tempi, i meccanismi, quelle cose lì. Invece Claudio ha vinto! Io stesso che sono un tipo scafato sono rimasto sorpreso dal fatto che lui, che non è un uomo di televisione, sia riuscito a fare quello che gli esperti di tv come Fazio o Conti non sono riusciti a fare negli anni precedenti: ha portato al Festival una “formula” di conduzione nuova. E non ha neanche fatto questa grande rivoluzione, ha solo fatto una scelta logica: ha chiamato a condurre una persona esperta nella conduzione! Pippo Baudo aveva introdotto le due vallette all’inizio degli anni ‘90 e da allora in poi, tranne poche eccezioni, si è sempre andati avanti così: un conduttore attorniato da bonazze, spesso straniere, che non avevano idea di cosa fosse un palco, di cosa significasse dialogare col pubblico, tenere il volante di una macchina complessa e potente come il Festival. Come affidare una Ferrari di Formula 1 a un conducente di autobus urbani, solo perché anche gli autobus sono mezzi di locomozione come una macchina sportiva.


CAPITOLO DUE - MASCELL HUNZIKER


La Hunziker invece ha anni e anni di esperienza nella conduzione il che non significa non fare errori, infatti non è stata “perfetta” nella conduzione, ma ha saputo gestire perfettamente gli imprevisti, gli errori, i tempi morti. Cosa che le bonazze degli anni precedenti non avevano proprio gli strumenti per fare, il fallimento era annunciato. Michelle non è neanche una bonazza propriamente detta, non per niente io la chiamo Mascell, però è spigliata, simpatica e carismatica e va come un treno: niente la può fermare. CAPITOLO TRE - PIERFRANCESCO FAVINO


Favino è il miglior attore italiano della sua generazione e anche di più. Meno conosciuto di Raul Bova, Luca Argentero e compagnia bella, soprattutto perché poco avvezzo al gossip, ha dato grandi prove al cinema italiano lavorando con i registi migliori, ed è molto amato anche a Hollywood dove ha lavorato con Ben Stiller (Una notte al museo), Ron Howard (Angeli e Demoni e Rush), Spike Lee (Miracolo a Sant’Anna) e Andrew Adamson (Le Cronache di Narnia) solo per citarne alcuni. E inoltre è attore e regista teatrale molto apprezzato. Nella sua carriera ha ricevuto una sfilza di premi lunghissima. Sanremo per lui è la meritata consacrazione, in un mondo in cui purtroppo è la tv a consacrare qualsiasi personaggio, che sia attore, cantante, sociologo o perfetto idiota. Favino è abitutao anche lui a stare sul palco, a stare davanti alla gente, a interagire col pubblico con un occhio vigile al dietro le quinte. La performance attoriale di sabato sera (definita “penosa” da Maurizio Gasparri, il che equivale a vincere un Nobel) non si era mai vista in tv da quando la tv trasmetteva gli spettacoli di De Filippo. (Persino nella serata di premiazione dei David di Donatello qualche anno fa affidarono il “momento recitazione” a un personaggio televisivo come Giorgio Panariello, con i risultati che potete immaginare). Era così difficile negli anni precedenti pensare di avere sul palco uno bravo anziché uno scarso?


CAPITOLO QUATTRO - VECCHIE GLORIE


Perdonatemi se ripeto che il mio è un personalissimo pensiero. La sensazione generale è che quest’anno la qualità media delle canzoni sia stata più alta del solto. Sono d’accordo è così. Perché è così? Forse perché sono tornati a Sanremo i bravi autori. Negli ultimi anni su venti canzoni in gara 5 erano di Kekko dei Modà, per esempio, o di Fabrizio Moro, il che, al di là della qualità, appiattiva parecchio la diversificazione. Sono scomparsi i tizi che vengono fuori dai talent, tranne quelli che hanno ormai una carriera indipendente da essi (Annalisa, Noemi, The Kolors), i quali dovevano per forza avere canzoni non belle ma “orecchiabili” per poter dare un senso e un guadagno a quei pochi mesi di vita che li aspettava. Un po’ come quella di Meta e Moro di quest’anno. Piattume. Quest’anno invece abbiamo potuto ascoltare Bungaro e Pacifico (unico barlume nella fallimentare edizione del 2004), un giovane come Diodato che ha potuto portare una SUA canzone, così come Rubino, i vecchietti come Facchinetti, Ron con una canzone di Lucio Dalla, Ruggeri e beh ormai possiamo considerare vecchietto anche Gazzè. Autori così diversi uno dall’altro. E le performance, con queste voci tutte diverse, non come negli anni scorsi in cui si faceva fatica a capire se stesse cantando questo o quello... E a proposito di performance... CAPITOLO CINQUE: I MIEI. 01) FACCHINETTI - FOGLI Sono parte della storia della musica italiana. Soprattutto Facchinetti, ci ha regalato 50 anni di grandi canzoni, spesso a torto ritenuto di bassa caratura o nazional popolare, in realtà con i Pooh ci ha offerto una sorta di “Pop Progressivo” dal primo all’ultimo album. Può piacere o no, ma alcune cose sono oggettive. Ora ha chiuso con i Pooh e vuole continuare a fare quello che sa fare. Poteva scriversi una canzone più semplice da cantare vista l’età avanzata? Forse sì, ma non sarebbe stato più lui. Facchinetti non ha più bisogno di dimostrare nulla, può andare lì a stonare come e quanto vuole. Lo sta facendo con il suo amico del cuore e già questa per lui è una vittoria. Il disco con Fogli è stato un flop e il tour stenta moltissimo a trovare date. Ma in che modo questo può davvero essere un problema per uno che ha 52 anni di carriera alle spalle? Già nell’82 cantava: “Chi mi conosce sa / che il mio suono è quello là” e nel 2011 concludeva l’ultimo disco di inediti dei Pooh dicendo: “Per chi un po' mi ama o sempre mi amerà / con la mia pronuncia e la mia dignità / questo sono io”. Roby è una leggenda, è un classico, e i classici possono fare e sopportare tutto. 02) RED CANZIAN È sempre stato il più rock e il più esterofilo dei Pooh e quest’anno ha portato tutta la sua carica a Sanremo, cantando una canzone tiratissima (tra l’altro il suo cantare un po’ “indietro” creava un effetto bellissimo), con voce potente e intonata, pagando dazio alla scarsa salivazione solo la sera della finale. Penalizzato nella classifica un po’ dal generale livello alto, un po’ dal fatto che anche lui è un ex Pooh e come tale maltrattato da certa critica. Il suo futuro commerciale appare più roseo di quello dei suoi ex compari, ma questa mia ultima considerazione è esattamente quello che non si dovrebbe più fare da qui in poi: smettiamola di paragonare la carriera dei solisti a quella degli ex compari. Ormai ognuno percorre la sua strada e sono strade divergenti.


03) ELIO E LE STORIE TESE Molti si sono lamentati per il fatto che la canzone di Elio non era la canzone divertente o musicalmente esplosiva e frizzante a cui ci hanno abituati negli ultimi 22 anni di Sanremo, ha dato fastidio il fatto che si siano in un certo senso “cantati addosso”. Il mio punto di vista è il seguente. Elio e le Storie Tese arrivano a Sanremo 2018 da gruppo già sciolto. Non hanno un disco da promuovere (cioè il disco nuovo c’è, ma non hanno bisogno di promuoverlo), non hanno una carriera futura a cui pensare, una nuova tournée, non avevano nessun interesse commerciale in questo Sanremo. Baglioni ha dato loro la possibilità di salutare, di dire arrivederci (occhio: non addio...) al loro pubblico Sanremese. E al loro pubblico tout-court. E loro questo hanno fatto. Io sono un fan. La canzone non parlava di loro, parlava di noi. Ci hanno fatto ripercorrere i passi che abbiamo fatto insieme, hanno toccato nervi che i non fan non hanno proprio. Le sottili citazioni a loro vecchi brani nell’arrangiamento, il fatto di lasciare gli strumenti e venire avanti a dire Arrivedorci. Noi abbiamo apprezzato. Noi ci siamo sentiti coccolati. Noi abbiamo pianto.


CAPITOLO SESTO - IL PODIO Il primo posto era scontato già da prima che scoppiasse il casino del plagio - non plagio. Dopo il casino avrei scommesso un euro e ne avrei vinto mezzo. Davvero, il primo posto di Meta e Moro per me è l’unica nota negativa del Festival. Lo Stato Sociale sono arrivati secondi, in linea con la tradizione (rotta solo l’anno scorso da Gabbani) che non vuole che una canzone allegra e scanzonata arrivi al primo posto. A me non sono piaciuti, però non posso negare il fatto che abbiano portato sul palco aria fresca, spettacolo e verve. Il “coglioni” che credono di aver sdoganato... bah... Mauro Pagani nell’89 cantò “Fanculo all’esclusiva, Fanculo alla tv”. Annalisa è giovane, bella e canta benissimo ma è rimasta schiacciata dallo Spettacolo e dall’Impegno degli altri due contendenti. Peccato perché stavolta aveva azzeccato la canzone (ma non lo stilista e il curatore dell’immagine).


CONCLUSIONI Un uomo che non fa televisione per mestiere ha portato novità in televisione. Ha cantato troppo? Ha costretto gli ospiti a cantare le sue canzoni? Il pubblico ha apprezzato, per cui ha avuto ragione. Ha azzeccato quasi tutto, quello che non ha azzeccato comunque non ha creato problemi. Ha alzato lo standard per chi verrà l’anno prossimo. Ha costretto gli autori televisivi e non a prendere appunti. Spero però che ora non ci prenda troppo gusto. Si può fare buona televisione. Si possono fare grandi ascolti con la qualità, non bisogna per forza metterci scandali, casi umani, pornografia sociale, farfalline. Chapeau.


PS: Un ultimo pensiero lo voglio dedicare a Maria Gabriella Capparelli, anchor woman del tg1, che ha giovato degli enormi ascolti del Festival per farsi conoscere, tanto che per la serata di sabato, durante il “lancio” del tg, ha sfoggiato un rossetto rosso fuoco che ha messo ancora più in risalto il suo sex appeal da donna calabrese dal sensuale fascino latino.

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Buona Giornata,
Bac

lunedì 5 febbraio 2018

5 Febbraio e una novità

 Amici Miei, 
dallo scorso 9 gennaio 2018 finalmente i miei due cd di Inediti sono disponibili per l'ascolto in streaming e/o per il download digitale.
ASCOLTATE NUMEROSI!!!


Se invece volete acquistare il "disco fisico", www.baccassino.com/store.html

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Buona Giornata!
Bac

mercoledì 1 febbraio 2017

1° Febbraio e Un Anniversario di una certa rilevanza (sottotitolo: Dècadi)

 Amici miei, 
Il 28 gennaio scorso è stata una data importante per me, e non ho potuto celebrarla come avrei voluto. Esattamente 10 anni prima, il 28 gennaio 2007, iniziava il secondo tempo della mia vita. (La citazione Negriniana è d’obbligo).

Ho già raccontato questa storia a più riprese, ma è il caso di ripetermi.  
Luigi Mariano, cantautore di vaglia e amico fraterno fin dagli anni del liceo, persona che ha capito ben prima rispetto a me l’importanza che rivestono i social networks nella comunicazione interpersonale nel nuovo millennio, riesce a convincermi ad aprire un profilo su My Space. Io, che ai bei tempi non volevo neanche fare i manifesti per pubblicizzare i miei spettacoli, dovevo aprire un profilo pubblico per farmi conoscere tramite il web in tutto il mondo? Ma che stai a dì, aho! My Space! Già.... Chi se lo ricorda? È ancora vivo, sapete? Ma è come un vecchio attore di teatro finito in una casa di riposo di terz’ordine: sta lì, qualcuno se lo ricorda, ne parla, ma nessuno che vada mai a trovarlo. Anyway, apro riluttante il mio profilo... e mi rendo subito conto di quanto sia meraviglioso interagire con i miei colleghi sparsi in giro per il mondo. E il senso di vertigine che ti assale quando ti accorgi che il tuo cantante preferito “ti segue”? Siamo dalle parti dell’orgasmo. Ma My Space non è sufficiente per chi, come me e ancora di più come Luigi, ha voglia di raccontare, di chi ha bisogno di lunghe distanze per far sentire bene la sua voce. Il blog ti dà la possibilità di farlo. E nel 2007 il sito Splinder (che Dio l’abbia in gloria) ti offre la possibilità di avere la tua pagina gratuita. E così apro il mio blog: “Diario di un Cantarettista Malincomico”. E ci scrivo ogni santo giorno, anzi ogni santa notte, dal 28 gennaio fino all’arrivo dell’estate. Un piccolo gruppo di fedeli lettori comincia a seguirmi assiduamente, qualcuno mi confessa che la mattina non vede l’ora di collegarsi alla rete per leggere il mio ultimo scritto. “Ti aspetto come cresima santa!”. Scrivevo intorno alle quattro, le cinque del mattino. L’idea era che i miei lettori potessero ricevere i miei slanci di pindarica saggezza come le famiglie americane ricevono il giornale: scagliato contro la porta d’ingresso dal ragazzino in bici prima di andare a scuola. Da quel gruppo di fedeli commentatori e assidui lettori sono scaturiti alcuni dei miei nuovi migliori amici e persino la mia compagna di vita. Tutto il mondo ha preso una nuova direzione. Ed è stato stimolante, intrigante, e, certo, traumatico: ho iniziato una nuova vita, e quella vecchia l’ho lasciata indietro con molte delle persone che ne facevano parte. Fa male. Ma l’ho scelto. Se non si tiene conto della mia raccolta “Baccassino & Friends” del 2010, ho pubblicato il mio ultimo disco nel 2007, il 6 gennaio. Come mai in questi dieci anni non ho fatto dischi? Come mai non ho più scritto racconti? L’ultimo era un romanzo a puntate di cui ho pubblicato proprio sul blog i primi otto episodi, poi non se n’è saputo più nulla. Non che me ne sia rimasto con le mani in mano, anzi. Ho sfornato un lungometraggio, alcuni corti, tre edizioni del mio “Memorial”, ho messo su una band, sono diventato produttore, editore, ho partecipato alla realizzazione di cose “importanti” per artisti “importanti”. Ho contratto un sacco di debiti, di ognuno dei quali vado fiero come di una ferita di guerra. La maggior parte, con calma e sangue freddo, li ho anche saldati, gli altri... con calma e sangue freddo. Le multe no, quelle sono furti. Insomma, non permetto a me stesso di lamentarmi. Eppure sembra sempre che quello che davvero voglio fare non riesca mai a farlo. Non so se sia la tipica insoddisfazione del bimbo viziato o dell’artista tormentato (o magari frustrato). In più: mi sto “facendo grande”. Quei tipici desideri di tornare indietro nel tempo e cambiare quella scelta lì, quella parola là, in modo da poter percorrere una strada diversa questa volta, una rotta migliore per la meta prefissa, la consapevolezza che sia impossibile di fatto tornare indietro nel tempo, quei oh così patetici pensieri, senza un minimo di preavviso, come leonesse acquattate dietro un arbusto nella savana, d’un tratto si sono lanciati sui miei quarti posteriori e hanno preso ad azzannarmi le caviglie e divorarmi i polpacci e squarciarmi la schiena. Forse c’entra qualcosa il fatto che dal 2008 il mondo è entrato in crisi. Forse no. Forse ho molte personalità, tutte creative, e quelle che non riescono a esprimersi sono invidiose di quelle che invece ce l’hanno fatta. Sono anni che provano ad ammazzare quell’odioso cabarettista, ma quello è più elusivo di un usciere della mafia. Le altre mie personalità vorrebbero anche loro godere della gioia di essere riconosciute, sono vive e vogliono mostrarsi al mondo in tutta la loro gloria. Possono farlo, possono ancora farlo ma c’è questo cavolo di orologio tic tac tic tac tic tac tic tac inesorabile snervante martello e chiodo. Conosco qualcuno che ha completamente cambiato vita a 45 anni, for the better, per cui diciamo che ne ho ancora uno (e qualche mese) a disposizione per darmi una mossa, per quanto mi senta il fiato sul collo. Insomma vorrei tanto che si aprisse una nuova decade, e vorrei anche trovare metafore meno scontate. Forse sta accadendo, ma non me ne posso rendere conto ora, come non mi rendevo conto del cambiamento il 28 gennaio di dieci anni fa. Una cosa di certo è cambiata: so perfettamente cosa voglio. Da qui a ottenerlo, ce ne passa. Ma sono più pragmatico rispetto a due lustri fa. Anche questo è cambiato. E non ci sono più i Pooh, e questa sì che è una cesura.

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Buona Giornata,
Bac



domenica 2 ottobre 2016

2 ottobre 2016 e il bilancio consuntivo del Terzo Memorial

 Amici Miei, 
è passata più di una settimana dal Terzo Memorial Andrea Baccassino: è tempo di consuntivi. Come al solito la prendo un po’ larga, ma a buona ragione. 



Quando nell’inverno del 2013 in quel di Muro Leccese, dopo uno spettacolo dei miei amici Raoul De Razza, Marco Tuma e Ray Campa, presente Valentina Grande, nacque l’idea del Memorial, a me (che sono un megalomane) venne subito la sub-idea che si dovesse trattare di una trilogia. Doveva essere itinerante, quindi ogni edizione in una diversa città, scelte tra quelle che storicamente mi sono state più vicine nei miei (allora) quasi vent’anni di carriera. E ogni edizione doveva essere molto meglio della precedente, al punto che il secondo memorial avrebbe dovuto essere grande come se fosse il quinto, e il terzo doveva essere una sorta di decima edizione. Ho la tendenza a mirare in alto, così se le cose vanno male arrivo almeno a tre quarti. Se invece punto in basso, becco di certo il bersaglio... ma è basso! E dunque, quanto di quello che mi ero prefissato è andato in porto e quanto no? La prima edizione si è tenuta in un posto piccolo, a Nardò perché non poteva essere altrimenti, il giorno dopo il mio compleanno: 11 aprile 2014. A parte il freddo, non andò male. Una band, i BashaKa Indie in versione Exageration Edition (Raniero Randy Abbaticola e Pasquale Chirivì accompagnati da Raoul De Razza, Marco Tuma, Pierpaolo Ronzino e Elena De Salve), tanti amici ospiti, l’exploit di “Scinnaru” grazie alla meravigliosa interpretazione di Elisabetta Macchia, la Prima Coppa Memorial (proprio a Randy), la prima Targa Bac-Pitaffio (a quel Davide Paglialunga che negli anni successivi avrebbe fatto divertire il web con i suoi personaggi strampalati), la prima raccolta alimentare andata a buon fine. Tutto perfetto.

L’anno successivo pensai (come programmato) di cambiare città. Però prevalse l’idea che il Memorial meritasse Piazza Salandra. Così rimasi a Nardò, e fu un’ottima scelta. 26 giugno 2015. In Piazza Salandra abbiamo potuto realizzare il fantastico sketch con Fabio Capone e Michele Russo che suonavano dai loro balconi mentre tutti gli altri musicisti erano sul palco. E poi, vuoi mettere la scenografia della facciata di San Trifone? Un pianoforte a coda sul palco, i meravigliosi ospiti, di nuovo la raccolta alimentare e le novità come la Casa Museo e l’allestimento della piazza a cura dell’associazione Open Your Mind. La raccolta alimentare andò al disotto delle aspettative, e la raccolta fondi per l’Associazione Lorenzo Risolo praticamente non ci fu. Ma lo spettacolo fu notevole, con l’exploit di “Mi lu endu”, l’Innuendo dei Queen suonata al piano da Valeria Vetruccio, accompagnata da Luigi Bruno, Lorenzo Ronzino e Roberto Duma, con i cori delle “Craggioppe ‘Nzurfate” Elena De Salve e Eleonora Pascarelli. La Coppa Memorial andò a Raf Qu.

Arrivato al terzo anno volevo definitivamente staccarmi da Nardò, anche se al solito “stavo con due cuori” perché fare due edizioni in un posto e una in un altro mi “rovinava la trilogia”. E anche perché i ragazzi del fan club, “Quelli del Clebbe”, insistevano! Alla fine, dopo una travagliata notte di pensieri e decisioni, la bilancia, che per la verità già pendeva nella direzione del cambiamento, si assestò definitivamente in quella direzione. 
Così il 23 settembre 2016 va in scena il Terzo Memorial, in quella San Cesario di Lecce che era già in ballottaggio quando si doveva decidere dove fare la prima edizione. Una piazza bellissima, una scenografia fantastica, e soprattutto la grandissima disponibilità dell’Amministrazione Comunale di San Cesario, del Sindaco Andrea Romano e dell’Assessore Daniela Litti, e di tutti i tecnici comunali, che hanno messo a disposizione tutto ciò che potevano mettere a disposizione. E non parlo di denaro. E ancora più grande rispetto all’anno precedente è stato l’impegno dei ragazzi di Open Your Mind, Federica Pano, Donato Manisco e gli altri, che hanno curato la Casa Museo e l’allestimento della “Porta Santa”, attraversando la quale tutti quelli che sono venuti allo spettacolo si sono guadagnati la “risata plenaria”. E poi c’è stato l’aiuto incommensurabile dell’Associazione Pro Loco “I Tre Casali” di San Cesario, Bruno Miglietta e i suoi, che hanno dato una grossa mano nella logistica, nei contatti con la Caritas, e che ci hanno offerto un buffet meraviglioso!!! E poi tutti gli ospiti, sia quelli che sono stati effettivamente sul palco (Scemifreddi, Sol Keis, Luigi Mariano, Max Vigneri, Elisabetta Macchia, Elisabetta Guido, Marcello Zappatore, le Almost Good) sia quelli che sono intervenuti in collegamento via satellite (Mino De Santis, Toromeccanica, Alto & Basso), sia l’immarcescibile band: i BashaKa Indie, in versione Large Edition: Pasquale Chirivì e Roberto Duma accompagnati da Michele Russo, Alberto Spenga e Fabrizio Longo; sia quelli che purtroppo non hanno potuto esserci: le ampiamente giustificate Ciciri e Tria e Valeria Vetruccio.
Luigi Mariano ha vinto la Coppa Memorial, mentre il premio per il Bac-Pitaffio è andato a Titti Mercuri, della quale secondo me sentiremo ancora parlare. Ne abbiamo anche approfittato per premiare il Bac-Pitaffio dell’anno scorso, perché non ci fu possibile farlo in quell’occasione: e così anche il buon Pasquale Chirivì ha avuto il premio che meritava.
Devo con forza sottolineare il mio enorme grazie agli Scemifreddi (compreso il “quarto uomo” Paolo Tarantino) che mi hanno dato una grossissima mano nell’organizzazione dello Show, dimostrandosi perfetti padroni di casa, ma soprattutto grandissimi amici! E gli sponsor, senza i quali come sempre non avremmo potuto fare un bel niente. Li voglio nominare, perché sono stati pochi ma davvero buoni: Man vs Burger di San Cesario, Rollo Fiori di Lequile, New Car Service di San Cesario, Beat Station di Galatone (presente in ogni edizione del Memorial), Pizzeria P&C Your Place di San Cesario, lo Studio Fotografico di Mirosi Romano e Andrea Luperto di Lequile, Camping Sport di Lecce e la profumeria Madonà di Nardò. Un grande ringraziamento per l'ottimo lavoro svolto va anche all'ufficio stampa, curato da Angela Leucci!!! Le immagini che vedrete nei prossimi giorni su Youtube sono state riprese da Valeria Marrella e Adriano Nuzzaci! :-)
Ma, come si dice sempre in questi casi, ed è assolutamente vero, il ringraziamento più grande va alla gente che è venuta a vedere lo spettacolo e che ha partecipato alla grande alla raccolta alimentare: questi i dati ufficiali della raccolta:
- Pasta, 73 Kg
- Tonno, 52 scatole da tre
- Biscotti, 43 pacchi
- Latte, 22 litri
- Zucchero, 23 Kg
- Pelati, 36 barattoli
- Salsa, 11 bottiglie
- Riso e Cereali, 13 Kg
- Legumi in scatola, 35 barattoli
- Farina, 12 Kg
- Caffè, 11 pacchi
- Taralli e Crackers, 5 pacchi
- Succhi di frutta, 5 confezioni
- Marmellata, 3 vasetti
- Olio, 3 litri
- Sale, 3 Kg
- Prodotti per bambini, 12 pezzi
- Donazioni in denaro, € 24,80

Ora che la trilogia è conclusa, cosa succederà? Ebbene, questo è argomento per un prossimo post.

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Buona Giornata,
Bac


sabato 13 agosto 2016

13 Agosto 2016. Venti e non più Venti.

 Amici miei, 
Da buon artista, quindi narcisista egocentrico e per rincarare la dose neretino o addirittura neritino, quale sono: vi comunico che questo scritto parla di Me. Continuate la lettura a vostra discrezione.

Qualche settimana fa sono entrato in libreria. Niente di nuovo, per quanto mi riguarda. Però era un’occasione speciale: la presentazione del nuovo disco di Mino De Santis, di cui sono l’orgoglioso produttore. La libreria era (messaggio promozionale meritato) Libri & Musica, a Maglie. Mi sono fermato per un attimo davanti allo scaffale dei Cd. Perché ormai i negozi di dischi non esistono più, e per acquistare un Cd “fisico” devi andare in libreria, o addirittura in edicola. Ho dato un’occhiata alle copertine. E a un certo punto mi sono reso conto che in almeno tre di quei Cd c’era il mio zampino. Qui avevo curato la grafica, lì avevo collaborato ai testi, quello là l’ho proprio visto nascere, di quell’altro ho visto nascere l’autore... La mia mente fa molto presto a partire per la tangente e ho iniziato a pensare alla mia carriera, al mio lavoro, ma non in termini concreti: mi sono proprio domandato quale fosse il mio posto nel mondo. Chi sono io? Cosa sono io? Come posso riferirmi a me stesso, se me lo chiedono? Un medico è un medico, un architetto un architetto, una rosa è una rosa è una rosa. E io? Sono un cabarettista, ok. Ma su quello scaffale c’è qualcosa di me che non ha niente a che fare col cabaret. Allora sono un grafico. Sì, mi sento anche quello quando vado in giro per il Salento e vedo, stesi ad asciugare, dei SeiPerTre che ho realizzato io. Poi magari su YouTube mi imbatto in un video di cui ho curato la realizzazione, da regista o da semplice noleggiatore di attrezzature. Il mio macellaio mi saluta all’urlo di “Cantanteee!”. Non è troppo, tutto questo? Non è un disperdere energie in troppe direzioni? Il segreto del successo non è il focalizzarsi su un unico obiettivo? Probabilmente sì. Sicuramente, sì! E il fatto che io non sia mai assurto alla ribalta nazionale ne è una prova. Ricordiamoci sempre della Triste Faccenda Di Wikipedia che mi ha negato una pagina perché tutto ciò che faccio resta relegato all’ambito locale.
E allora, per un attimo, lasci perdere il lavoro e ti siedi a pensare, filosofia spicciola, auto-psicanalisi, forse, e la domanda diventa: come ci sono arrivato, qui?

Nel 1985 avevo dodici anni. All’epoca ero magro, già alto, sempre poco attraente per le ragazze. Curavo anche poco il look, e comunque avere un look decente nell’85 era impresa ardua. In quell’anno scrissi la mia prima commedia (La Ciumenta) ed esordii sul palco come attore e regista. Ma anche come tastierista, in un gruppo che si chiamava Casablanca (tutti i dettagli quando finalmente scriverò la mia autobiografia). Quindi è stato così fin dall’inizio: a dodici anni ero già autore, attore, regista, musicista. Hm.
Tra il 1985 e il 1995 ho scritto cinque commedie, una decina almeno di atti unici, altrettanti racconti pubblicati, una ventina di racconti inediti, una valanga di canzoni inedite, due bozze di musical, tanti articoli giornalistici per varie piccole testate locali, sono stato “socio fondatore” della TS Gospel Family Band e della Compagnia Delle Arti Xanti Yaca (in cui suonavo nientemeno che il tamburello...), e infine ho deciso di fare tutto questo per professione.

Da giugno ’95 a giugno ’96 ho dovuto prendermi un anno sabbatico perché all’epoca c’erano ancora la lira e la leva obbligatoria. Era il millennio scorso... Ho prestato servizio civile a Martina Franca / Cisternino. Dopodiché, finalmente, potevo farlo: potevo pensare di vivere della mia arte. Siccome già dal ’91 me ne andavo in giro cantando “Spunta lu mieru intra ‘ll’otte”, e dal momento che con una compagnia teatrale non si guadagna abbastanza, pensai che fare il cabarettista solitario fosse una grande idea. Non proprio solitario: mi accompagnava l’amico Angelo Lezzi, grandioso chitarrista prima, meraviglioso libraio-chitarrista ora.
Presi un po’ delle mie parodie, le cucii insieme in uno spettacolo che poteva anche essere un musical, in cui narravo le vicende di tale Antonio La Paglia, meglio noto come Ucciu Ristucciu, ex contadino, ex intonacatore di Nardò, che si trasferisce e trova l’amore a New York... salvo poi abbandonare tutto e tornarsene a casa sua. Il titolo dello spettacolo era “Alzamene il Brodo”. Durava poco più di un’ora, e mi cambiavo d’abito cinque volte. L’esordio assoluto avvenne nel grande giardino della casa di alcuni amici. Ma era una serata ufficiale, non una scampagnata. Platea allestita con sedie di plastica, palco spazioso, luci, amplificazione... una cosa seria! Un debutto vero.
Era il 13 agosto 1996.
Diciamocelo, a rivedere oggi quelle immagini (sì: è stato tutto videoregistrato) faccio tenerezza. Ma la stoffa si vede. L’evento ebbe una certa eco e due settimane dopo replicai... nel giardino della casa accanto. Poi fu la volta di una diretta radiofonica su Radio Mondonuovo, e l’evento fu pubblicizzato anche sul Quotidiano di Lecce.
L’inverno successivo iniziammo a girare i locali della provincia, in un’epoca in cui cabarettisti da queste parti ce n’erano davvero pochi, e con ogni probabilità io ero l’unico a portare in scena uno spettacolo scritto da me e non basato su barzellette o scenette da villaggio turistico. Questo è un racconto narcisistico, lasciate che mi attribuisca qualche merito.
Il resto è storia. Mi sono presentato sulla piazza salentina come un personaggio trasversale, non faccio parte della lega dei musicisti e forse non faccio parte della lega degli attori, ma collaboro in maniera molto proficua con gli uni e con gli altri, in un clima di grande amicizia che mi piace coltivare, perché sono superconvinto che sia l’unione a fare la forza, e non l’invidioso individualismo. Se qualcuno merita, sono felice di aiutarlo piuttosto che mettergli i bastoni tra le ruote perché dovrei essere io l’eccellenza. Sono sempre rimasto al di sotto di una certa linea (e ammetto che mi dispiace), non mi è mai capitato di incontrare sulla mia strada quei musicisti salentini che poi sono diventate superstar nazionali, ma mi sono divertito e, cosa per me più importante, ho fatto divertire un sacco di gente, generazioni intere (posso dirlo perché loro lo hanno detto a me) di salentini. Molti dei miei fan di oggi nel ’96 non erano neanche nati, non conoscono un mondo senza Baccassino. Il che è tutto dire. Sono vent’anni di cabaret, ragazzi. Vent’anni proprio oggi.
E allora, come rispondere alla mia domanda? Qual è il mio posto nel mondo?
Divertirmi, far divertire, unire persone diverse in progetti comuni che portino la gente ad essere felice. Lasciare piccoli segni qui e là, dare il mio contributo per portare bellezza e serenità e magari un pizzico di cultura alla mia terra e alla mia gente, ancor prima che al mio pubblico. Ma, andando ancora più al nocciolo della questione, stringi stringi, quello che io ho sempre fatto, quello che io voglio fare, è raccontare storie. Con ogni mezzo, o con ogni “medium”, per usare le parole giuste. Per tanto tempo ancora.
Sono vent’anni. Ma forse sono trentuno, se contiamo dall’85. O magari 43, se contiamo da quando sono nato. 43 sono tanti, ma sono sempre la metà di 86.
Sono felice? Rispondo con una metafora scontata. Avete presente la luna piena? Grande, rotonda, luminosa. Ma nasconde un lato oscuro della stessa grandezza rispetto a quello illuminato. Cinquanta per cento luce, cinquanta per cento buio. Sembra poco, ma più illuminato di così non si può. Io oggi mi sento una Luna Piena, con tante cose belle sul lato illuminato e tante cose meno belle su quello oscuro. Qualche rimpianto, qualche rimorso, qualche debito (in denaro o morale). Ma va bene così. Va benissimo così. Ho tanti amici sinceri e qualcuno neanche lo sa.

Lasciatemi chiudere con il verso di una canzone dei miei amici Pooh, che nell’86 festeggiavano vent’anni di carriera. Fecero un servizio fotografico truccati da vecchi decrepiti, ma poi sono andati avanti per altri vent’anni e ancora altri dieci. Nel loro disco di quell’anno, “Giorni Infiniti”, c’era una canzone intitolata proprio “Venti”.
Che terminava così:

“Mille venti leggeri
Ventimila pensieri
Venti giri del campo
E ancora c’è tempo.
Na na na na na na na
Na na na na na na na...”