martedì 18 giugno 2019

BAC-STAGE #006 - 15 e 16 Giugno 2019

 Amici miei, 
i miei ultimi due appuntamenti live mi hanno riservato grandi, grandi emozioni!
Andiamo con ordine.

 Sabato 15 Giugno - Cabaret a Galatina  
Per sabato 15 sono stato invitato a partecipare, in qualità di cabarettista, a una serata evento, un Memorial dedicato a Giuseppe Levanto, patron di “Radio Sole”, una delle più antiche radio “libere” salentine, venuto a mancare poco più di un anno fa. Una serata di arte varia in cui sono saliti sul palco, oltre a me, alcune giovani promesse del canto salentino (tra cui, mi perdonino gli altri, quella Claudia Presicci che ho avuto il piacere di avere ospite nel MIO Memorial, il secondo, nel 2015) che, appena maggiorenne, sta dimostrando grandi capacità e cristallino talento. Sul palco, per un premio alla carriera, anche il Maestro Guido Maria Ferilli, autore di brani storici della musica italiana come “Un amore così grande” e “Rumore”. Ma gli ospiti d’onore della serata sono stati nientemeno che i fratelli “La Bionda”, Carmelo e Michelangelo, arcinoti sul finire degli anni ‘70 per essere stati i campioni della disco dance italiana, la cosiddetta “Italo-disco”, con successi enormi come “One for you, one for me”, “I wanna be your lover” e “One, Two, Three, Four: gimme some more!” ma anche autori di alcune tra le più note colonne sonore per i film di Bud Spencer e Terence Hill, come “Chi trova un amico trova un tesoro” o “Poliziotto Superpiù”. Erano lì, a un metro da me, due anziani (ormai, ma sempre in gamba) signori ai quali dobbiamo il piacere di averci fatto scatenare con le loro canzoni, ma anche con quelle dei loro pupilli come i Righeira. Ma WIKIPEDIA ne sa più di me. Il mio personale incontro è iniziato durante il sound check. Sono salito sul palco e ho posato la mia chitarra sul suo stand, e siccome i due La Bionda stavano facendo il loro sound check, nell’attesa ho posato la pedaliera sul seggiolino del pianoforte a coda. Mentre stavano per scendere dal palco, Carmelo si ferma per posare le mani sulla tastiera del piano. Io mi avvicino:
- Maestro, un attimo sposto la pedaliera così si può sedere.
- Ma no, non importa, tanto non riuscirei a suonare bene... l’altro giorno mi sono stirato il tendine del dito e non riesco a piegarlo.
Mi mostra l’anulare della mano sinistra. È lo stesso dito il cui tendine io stesso mi sono distrutto qualche anno fa... Ha una fasciatura con un tutore rigido.
- L’ho fatto vedere a un medico al San Raffaele, speriamo bene.
- Guardi maestro, a me è successa la stessa cosa qualche anno fa, vede? La falange è rimasta un po’ piegata ma ho recuperato del tutto...
- Che ti hanno fatto?
- Mi hanno messo un pezzo di ferro all’interno per evitare che si piegasse.
- Ma ti fa male?
- Assolutamente no, e riesco a suonare benissimo.
- Ah meno male, mi stai dando delle buone notizie! Mi stai rincuorando! Se penso che potrei non suonare più la chitarra mi sentirei perso!!!
Dopodiché lui scende dal palco, io monto la pedaliera e la chitarra e comincio a suonare. Come sempre al sound check suono “Every breath you take”, col suo inconfondibile riff. Michelangelo è accanto al mixer. Se ne stacca e viene verso di me, mi avvicino al bordo del palco e mi inginocchio perché mi vuole parlare:
- Sei bravo! Ci sai fare con la chitarra...
- Veramente faccio sempre questo riff perché è l’unico che so fare...
- Sì come no... si sente che sei un musicista vero...
- (In brodo di giuggiole) Grazie...
- Cosa suoni stasera, fai questa?
- Per la verità sono un cabarettista, farò uno spettacolo di cabaret
- Ma come, un così bravo musicista si esibisce come cabarettista? E come mai?
E questa è la domanda del millennio, caro Maestro. È esattamente la domanda che mi porta a

 Domenica 16 Giugno - Petrichor a Lecce
...perché quello che ho risposto è stato:
- È stato un caso... ho fatto sentire le mie canzoni comiche prima di quelle non comiche, e non c’è stato verso di tornare indietro.
Almeno fino a ora! Sono passati 27 anni da quando mi sono presentato al mondo come cantautore, e a quanto pare finalmente posso farlo di nuovo riuscendo a convincere il pubblico. La band giusta sul palco, lo strumento giusto in mano, la giusta canzone che esce dalla bocca, le giuste note che escono dalle dita. E chi se ne frega se, come accade sempre nei festival, l’audio sul palco era pessimo. L’audio nel cuore era quello giusto.
Tre pezzi: Scinnaru, The Unexpected e Uomini o Caporali (Part One).
Un altro passo verso me stesso.


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Buona Giornata,
Bac 

Credits: Petrichor, ovvero Marcello Greco, Toni Nichil, Sergio De Donno - Foto by Valeria Marrella - Festival Musica è Salento, by Andrea Poci EP Music. -

giovedì 13 giugno 2019

13 GIUGNO e BookStore Sounds Stagione 01 Episodio 04

 Amici Miei, 
Ecco a voi il terzo video della serie BookStore Sounds, uno a cui tengo particolarmente: PETRICHOR in concerto!



  DALLA PAGINA FACEBOOK DEI PETRICHOR 


PETRICHOR
(in italiano “petricore”): l'odore della pioggia, della terra appena bagnata, uno degli odori che attivano le connessioni più ancestrali del nostro cervello e del nostro cuore.
PETRICHOR è un nuovo gruppo musicale che debutta ufficialmente il 24 maggio 2019 con uno showcase di cinque canzoni nell’ambito della rassegna “BookStore Sounds” presso la libreria Libri & Musica di Maglie (Le), davanti a una decina di spettatori. Le musiche dei PETRICHOR si ispirano a sonorità Rock, Prog, alla musica etnica ed elettronica, al synth pop, alla World Music. I testi (in italiano, inglese e dialetto salentino e non solo) parlano di umanità, di natura, di politica, di lavoro, di coscienza collettiva, di amore e di magia.
I Petrichor cercano le connessioni tra Uomini e tra Uomini e Ambiente, parlano di incroci di razze e di idee, ma soprattutto e più di tutto, ancora una volta, di connessioni.
I Petrichor sono:
Bac (Basso e voce)
Marcello Greco (Chitarra e voce)
Toni Nichil (Batteria e voce)
Sergio De Donno (Tastiere)
I PETRICHOR propongono un repertorio di inediti, composti da loro stessi, in un mix di canzoni e brani strumentali, forti della loro ultraventennale esperienza di musicisti. I testi trattano tematiche vicine alla vita di tutti i giorni: immigrazione, difficoltà a trovare lavoro, nuove tecnologie, social network, con un occhio particolare alla Natura, alla distruzione dell’ambiente e del clima, all’Uomo, senza dimenticarsi del vero motore della nostra esistenza: l’Amore. E la Magia.

Petrichor Live! Showcase per la rassegna BookStore Sounds


È finalmente online il video ripreso durante lo SHOWCASE DI DEBUTTO dei Petrichor, registrato live a Maglie il 24 maggio 2019, presso la libreria "Libri & Musica" nell'ambito della rassegna "BookStore Sounds - Cantautori in libreria"

Abbiamo eseguito 5 pezzi del nostro repertorio. La scelta per questo breve showcase è caduta su alcuni brani che potessero dare l'idea della varietà della nostra track list: un pezzo in inglese, uno in italiano, due in dialetto salentino e uno strumentale:

01. Exhale
La storia di un ragazzo africano di appena 23 anni, che con tre figli e una moglie incinta si trova sulla spiaggia, pronto a partire per il suo viaggio verso l'Europa. Guarda il mare, l'orizzonte e si chiede: "Cosa ci sarà oltre? Dov'è Dio, se esiste?" Il mare non è il passato e non è il futuro, è l'attesa di ciò che sarà. È l'attimo infinitesimo tra l'inspirare e l'espirare.

02. Scinnaru
Una storia che si dipana lungo i dodici mesi dell'anno, da gennaio a gennaio, i ricordi di bambini, l'amore che dura una sola estate, la speranza, l'oblio come unico modo per far passare il dolore di una perdita.

03. Quando la luna

Ancora una storia d'amore, una di quelle che non finiscono mai, perché hai trovato la persona giusta, l'unica, quella a cui hai detto ti amo e a cui non potrai mai dire non ti amo più, neanche se si verificassero le cose più assurde as cui si possa pensare. Neanche dopo la morte.

04. The Unexpected
Brano strumentale, il più "prog" de set. La vita che si presenta in 6/8, veloce, calda... poi rallenta e offre solo una base di violini e di introspezione, per poi ripartire in un rutilante crescendo che porta a un finale esplosivo. La fortuna ha voluto che al momento giusto uno stormo di rondoni cominciasse a garrire allegramente, intessendo la nostra musica con quella della natura, il che porta a compimento i propositi dei Petrichor. Non ce lo aspettavamo. The Unexpected.

05. Uomini o caporali (Part one)
Il caporalato è uno dei problemi più pressanti del sud Italia, una delle tragedie più gravi che possano colpire i migranti, sfruttati nei campi di pomodori o di angurie, letteralmente fino alla morte. Ma trent'anni fa erano gli stessi salentini a subire la stessa sorte, pur di portare a casa un pezzo di pane per la famiglia. Abbiamo eseguito solo la "Part one" del brano, che in realtà è molto più lungo e si compone in tutto di tre parti.

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Buona Giornata,
Bac

12 GIUGNO e BookStore Sounds Stagione 01 Episodio 03


 Amici miei,  Ecco a voi il terzo video della serie BookStore Sounds: Gaetano Cortese in concerto!

 




Cantautore, ricco dentro; molto pop, un po' rock, a volte folk.
"scrivo molto, a volte leggo".

 DALLA PAGINA FACEBOOK DI GAETANO CORTESE 

Informazioni personali
Nel 1997 registra presso il Pan Pot studio di Brindisi, il primo demo di sue canzoni;
Nel 1999 costituisce la sua prima band, con il nome: “CONTROPIEDE”; Originariamente composto da sette elementi, passa attraverso una lunga trafila di assestamenti, fino a raggiungere la sua maturità e personalità mantenendo la sua spina dorsale, le colonna portante, trasformandosi in “CANTINA SOCIALE BAND” che esisterà per diversi anni suonando nei locali e nelle numerose piazze del sud Salento;
Il 3 Agosto 2003 terzo posto al Jam Summer Festival di Casarano, nel corso del quale la band si distingue per l’originalità dei pezzi.

Il 29 Agosto 2003 partecipano all’ottava edizione di “Musicmatchlive” di Lucca, ricevendo buoni apprezzamenti e un ottimo impatto sul pubblico.

Nel 2004 la band si scioglie a causa di alcuni attriti all’interno della stessa, e Gaetano riprende la vecchia attività di pianobar e musica per matrimoni, continuando a scrivere canzoni; la prima che nasce in questo periodo è appunto “cantina sociale” un brano che prende il nome della band appena sciolta e dal quale viene realizzato un videoclip. A questa seguono altre canzoni come “Tricase” e “SS-275” che affrontano anche tematiche legate ad alcuni aspetti politici e sociali del territorio di origine. Sono canzoni che potrebbero essere definite il punto d’incontro fra il rock italiano e la musica d’autore, canzoni che sono logicamente ispirate dalla musica che l’autore ascolta e dalle vicissitudini della sua vita, ma il risultato è senz’altro originale.

Il 14 novembre 2008 partecipa alla trasmissione televisiva “finalmente sabato” su Telerama (TV locale) risultando il più votato dalla giuria.

Il 15 febbraio 2010 partecipa al Festival degli autori di Sanremo ricevendo ottimi apprezzamenti per il brano “sarò” e qualificandosi per la finale alla quale non parteciperà per alcune vicissitudini personali che lo costringono a ritirarsi.

Il 4 agosto 2012 presenta il suo primo lavoro discografico (autoprodotto): “Siamo quel che siamo”, 11 tracce frutto del lavoro passato e della collaborazione con Riccardo Basile, amico, chitarrista e co - arrangiatore. Il 14 marzo 2013 altro step della carriera: è intervistato in diretta radiofonica (foto) su Radio 1 Rai da Lorella Cuccarini in qualità di vincitore del concorso “Citofonare Cuccarini”, con la canzone “Sarò”. Il 10 gennaio 2014 pubblica “No rivoluzione!” Il primo dei due singoli (con videoclip prodotto da “Ientu film”) che aprono la strada al prossimo lavoro discografico.

Il 18 aprile 2016 esce “Gae”, il secondo album, pubblicato da “RadiciMusic Records”;

Nell’inverno del 2016 mette in piedi un tributo al cantautore forse più controverso della musica italiana: “Supponiamo che Rino” (dal titolo di un brano del cantautore scomparso), una storia cantata e racconta-ta della vita di Rino Gaetano attraverso le sue canzoni; sempre nello stesso anno, viene pubblicato il brano “A he ya eh” – un brano scritto dal cantautore sanremese Maurizio Ferrandini, con il quale duetta, che tratta il tema del genocidio degli indiani d’america;

A giugno 2018 esce il terzo lavoro discografico: “Le regole degli altri”, e più o meno nello stesso periodo, insieme a Mino De Santis e Luigi Mariano, inizia “canzoni al tavolino”,un progetto musicale che vede i tre cantautori (legati da una stima e amicizia che si forma in diverse collaborazioni precedenti) intorno a un tavolino che scambiano opinioni e canzoni in libertà.

Etichetta discografica
RadiciMusic records


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Buona Giornata,
Bac

sabato 8 giugno 2019

8 GIUGNO e BookStore Sounds Stagione 01 Episodio 02


 Amici miei, 
Ecco a voi il secondo video della serie BookStore Sounds: Blumosso in concerto.




Una mattina ti svegli e mentre percorri il solito tragitto vieni rapito da un dettaglio che per anni avevi ignorato. Un colore, un rumore, un sorriso, un posto, un suono, una voce, una luce. Blumosso racconta tutto questo.


 Dalla Pagina Facebook di Blumosso 

Genere
musica d'autore

Membri del gruppo

Simone Perrone: voce, chitarre, pianoforte
Matteo "Bemolle" De Benedittis: tastiere, pianoforte
Rafqu: chitarre elettriche, chitarre acustiche
Roberto Fedele: batteria, percussioni

Città di origineLecce

Etichetta discografica
XO la factory / Cabezon

Affiliazione
booking: xolafactory@gmail.com / tel: 388.4875422

Informazioni
Inventore di canzoni quotidiane che parlano di dettagli, di speranze mai dette a nessuno,di tumulti interiori,come quelli del mare in tempesta: Blumosso

Impressum
Musica quotidiana per cuori in tumulto come il mare quando è in tempesta: Blumosso.
Siamo una band. Scriviamo canzoni quotidiane,che parlano di dettagli,di speranze mai dette a nessuno,di tumulti interiori,come quelli del mare in tempesta.

Biografia
Blumosso, nome d’arte del leccese Simone Perrone, è un progetto musicale che nasce nell’autunno 2017. Oltre a Perrone, penna e voce del gruppo, la band è formata da Matteo “Bemolle” De Benedittis (pianoforte, tastiere), Rafqu (chitarre) e Roberto Fedele (Batteria).  La loro è musica del quotidiano fatta di canzoni che parlano di piccoli dettagli della vita di ogni giorno.


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Buona Giornata,
Bac

lunedì 3 giugno 2019

3 GIUGNO e BookStore Sounds Stagione 01 Episodio 01

 Amici Miei, 
come saprete se avete letto i post precedenti, tra i tanti nuovi progetti che ogni anno impegnano la mia agenda (e di solito svuotano il mio portafogli... e sì che li avevo pensati questi progetti per RIEMPIRLO il portafogli... ma le mie ciambelle raramente riescono col buco. Ma andiamo avanti), tra i tanti progetti, dicevo, che impegnano la mia agenda quest'anno, ha fatto la sua bella new entry il progetto  BookStore Sounds - Cantautori in libreria , ovvero una rassegna di cantautori che si esibiscono in un live di circa 30 - 40 minuti, all'interno di una libreria, per la precisione LIBRI & MUSICA, a Maglie. Lo scopo della rassegna è sia dare un po' di visibilità al cantautore e alla libreria che accoglie il pubblico, ma anche di registrare la performance e poi pubblicare il video sul mio nuovo canale YouTube, il celeberrimo BAC-CANALE al quale vi chiedo di iscrivervi e di cliccare sull'icona a forma di campana per rimanere sempre aggiornati.

 GLI APPUNTAMENTI 
I cinque appuntamenti, tutti molto apprezzati dal pubblico, sono stati i seguenti:
LUIGI MARIANO (5 gennaio 2019)
BLUMOSSO (11 aprile 2019)
GAETANO CORTESE (3 maggio 2019)
PETRICHOR (24 maggio 2019)
VALENTINA MARRA (31 maggio 2019)

 I VIDEO 
Terminata la fase "live" con i cinque appuntamenti in libreria, inizio a caricare sul canale i video: si comincia con Luigi Mariano che presenta il suo nuovo disco "Canzoni all'angolo", alternando la performance con simpatici monologhi e non dimenticando di inserire alcuni brani del suo primo disco "Asincrono".




 DALLA PAGINA FACEBOOK DI LUIGI MARIANO 

Genere
cantautore, blues, pop, folk, teatro-canzone

Città di origine
Galàtone (LE)

Etichetta discografica
Esordisco

Informazioni
♫ PAGINA di ♫ LUIGI MARIANO: cantautore salentino, sempre fuori tempo, suona dal vivo e scrive canzoni dal '92. CD: "ASINCRONO" e "CANZONI ALL'ANGOLO". CANTAUTORE asincrono. Appena appena megalofobico e amante degli angoli.
Profondamente allergico alle troppe "etichettature", musicali e non.
PREMI vinti:
- Premio A. DAOLIO 2010 città di Sulmona (targa F.I.M.I.)
- Premio U. BINDI 2011 (targa miglior testo per "Edoardo")
- Premio LUNEZIA 2011 (premio RAI webradio per il brano "Asincrono")
- Premio CIAMPI 2013 (targa SPECIALE).
- Due Targhe d'Autore CONTROCORRENTE 2013 per il CD "Asincrono": "Migliori testi" e "Miglior album di denuncia sociale".
- Premio CIVILIA Salento 2015 - Cultura, parole e musica
- Premio LUNEZIA doc 2016 al valore musical letterario del CD "Canzoni all'angolo"
- Premio Civilia "ZINGARI FELICI" 2016 - miglior disco salentino 2016
- Il brano "QUESTO TEMPO CHE HO" vince due contest radiofonici:
nel 2008 su Radio Sapienza e nel 2012 su Radio1RAI a "Citofonare Cuccarini".

Il 22 ottobre 2011, sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”, è citato da Andrea Scanzi (assieme a Mannarino, Baustelle, Dente, Vasco Brondi, Bugo) come uno dei 10 artisti emergenti più interessanti degli anni "Zero".

 B I O G R A F I A  di Luigi Mariano:
Luigi Mariano è un “cantautore classico e, al contempo, moderno”, come nel 2011 l’ha definito Renato Marengo in diretta su Radio 1 Rai.
Nato e cresciuto a Galàtone (Le) fino alla Maturità Classica, ha poi vissuto per vent’anni a Roma, inserito nel giro musicale romano, ma ha sempre portato ovunque le sue canzoni e i suoi spettacoli, dal suo Salento fino alle regioni del centro-nord Italia, sia da solo che coi suoi musicisti.
Scrive canzoni dal 1992.
Spazia con disinvoltura da canzoni ironiche-goliardiche-surreali a quelle molto introspettive e intimiste, fino a canzoni d’impegno civile, attualità e denuncia sociale.
È gradito ospite annuale di varie rassegne e festival di canzone d’autore, sia romani che nazionali.

Influenze
Tutti i CANTAUTORI italiani di ieri e di oggi (nessuno escluso).
Il blues. Il rock. Il teatro-canzone.
Dino Buzzati, Luigi Pirandello e Stephen King.
Springsteen.
Ogni uomo in fuga.

Contatto stampa
chiagiorgi@gmail.com
ingrossosilvia@gmail.com

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Buona Giornata,
Bac

sabato 25 maggio 2019

BAC-STAGE #005 - Petrichor, Maglie 24 maggio 2019

 Amici Miei, 
è vero, credetemi: è accaduto! Il progetto Petrichor ha spiccato il volo.
Nell’ambito della rassegna BookStore Sounds che ho organizzato presso (e in collaborazione con) la libreria LibrieMusica di Maglie, ho voluto ritagliarmi uno spazio per lanciare nel mondo questo nuovo figlio. E oggi, venerdì 24 maggio 2019, l’ho fatto. Come direbbero gli americani: “A musical journey, thirty years in the making!”, un viaggio musicale in lavorazione da trent’anni. Aveva bisogno del momento giusto, delle persone giuste, del ME giusto. Ancora una volta, come ho fortemente voluto negli ultimi anni, non sono più un solista, ma è IL GRUPPO. Quattro persone, innamorate del rock progressivo, quello classico ma anche quello contemporaneo, con le sue tante derivazioni. Siamo partiti, portando al pubblico le prime 5 canzoni. Come ampiamente promesso alla vigilia: canzoni in italiano, inglese e dialetto. E un brano strumentale.

 LA SCALETTA 
- Exhale
- Scinnaru
- Quando La Luna
- The Unexpected
- Uomini o Caporali.

 EXHALE 
Oggi tutti scrivono canzoni dedicate ai migranti, ai morti in mare. Io l’ho fatto nel 2002. All’epoca registrai un demo e credo di averlo fatto ascoltare solo all’amico di sempre Luigi Mariano. Poi è successo che il mio computer è morto, e così ho perso il demo cantato e mi è rimasta solo la base musicale... ma quando il buon Luis si è messo a fare pulizia nel suo computer, è rispuntato fuori, e me l’ha spedito via mail il 5 agosto 2018!!! Era un segno. Un loop ripetitivo che gestisco con il computer, e il resto suonato live. Ovviamente oggi mi sono incartato un paio di volte (canta, suona il basso, gestisci i loop... a un certo punto anziché premere i tasti della tastiera collegata al computer, premevo la parte di tastiera senza tasti...),
ma alla fine Exhale ha visto la luce. Prossimamente lo farà anche la sua prosecuzione “Oh the sea”. Il testo è in inglese, parla di un giovane migrante (all’epoca si chiamavano “extracomunitari”), fermo con la sua famiglia su una spiaggia africana, a guardare il mare poco prima di salire su un barcone per il suo viaggio della speranza. “Il mare non è il passato, e non è il futuro: è l’attesa di ciò che sarà. È restare lì sospeso nell’attimo infinitesimo tra l’inspirare e l’espirare.”

 SCINNARU 
La storia di “Scinnaru” l’ho raccontata spesso: scritta una quindicina di anni fa, quando l’ho fatta ascoltare ad alcune persone non hanno mostrato alcun interesse. Eppure io ero convinto del suo valore. In occasione del Primo Memorial, l’ho portata al pubblico affidandola però alla meravigliosa voce di Elisabetta Macchia che ne ha dato una versione talmente favolosa che è stata notata e pubblicata su un cd... (E io gongolavo). Con i Petrichor mi sono in qualche modo riappropriato di Scinnaru, con un arrangiamento nuovo, molto diverso dalla versione di Elisabetta. Oggi mentre la cantavo c’è stato un momento (lo giuro) in cui stavo per mettermi a piangere, è stato molto difficile impedire alla mia voce di rompersi...

 QUANDO LA LUNA 
Una canzone che viene direttamente dal mio passato più remoto, vecchia almeno di vent’anni... più probabilmente venticinque. Una “litania” d’amore che in questa versione live ha sprigionato una potenza che non mi aspettavo. Anche qui, pelle d’oca! 

 THE UNEXPECTED 
Brano strumentale, scritto poche settimane fa anche se la linea di basso mi frullava in testa da un paio d’anni e il ritornello viene addirittura da una mia canzone del 1993... Ma in quella canzone non aveva senso: qui è perfetto! Quasi 9 minuti in cui mi sono divertito un mondo a saltare da un 6/8 a un 4/4, fino a un 15/8 per poi tornare al 6/8. Le “castìme” di Toni Nichil per la parte di batteria mi perseguiteranno per sempre, come quelle di Sergio De Donno per la parte di synth e quelle di Marcello Greco per l’arpeggio di chitarra. E io gongolo! 

 UOMINI O CAPORALI 
Questa la sto portando in giro da un po’ di tempo, anche se... non è ancora completa! Si comporrà di tre parti ma per ora eseguo sempre e solo la prima. Questo perché ancora non esistevano i Petrichor, ora che ci sono completerò anche la canzone.

Il piacere, la goduria di suonare queste canzoni, suonando il basso, accompagnato da tre pazzoidi come me, grandi musicisti più di quanto io non sarò mai... e un aiuto dal cielo quando, sulla parta di tappeto sonoro di Unexpected, i rondoni in volo hanno garrito proprio al momento giusto. Nasce sotto una buona stella questo progetto. Almeno, lo spero vivissimamente. E la cosa ancora più bella è che esistono delle riprese video che testimoniano l’evento a imperitura memoria! Valeria Marrella questa volta ha voluto strafare, o forse è stata costretta a farlo :-), e si è portata appresso 4 telecamere: copertura completa!
BRIVIDI!!!

Ora non resta che partire in tournée.
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Buona Giornata
Bac


sabato 11 maggio 2019

BAC-STAGE #004 - Lecce, 10 maggio 2019


 Amici Miei, 
sicuramente ricorderete che nel 2016 il maestro concertatore della Notte della Taranta fu Carmen Consoli, la quale scelse di dirigere l’orchestra in maniera pacata e senza scalmanarsi in segno di rispetto per le vittime del terremoto che aveva sconvolto il centro Italia solo tre giorni prima. All’epoca pensai che fosse la scelta sbagliata, e ne sono ancora convinto. Io credo che nei momenti di crisi, quando le cose vanno male per qualsiasi motivo, non bisogna fermarsi, anzi al contrario: bisogna lavorare più duramente, ognuno deve fare il proprio lavoro in maniera più sentita, più forte. Io avrei preferito che quella sera il maestro concertatore e tutta l’orchestra si scalmanassero molto di più rispetto agli anni precedenti, per far arrivare quell’energia positiva a chi ne aveva bisogno. È lo stesso appunto che faccio anche a Sting, quando stabilì di fare lo spettacolo a casa sua in Toscana l’11 settembre 2001 e alla fine (dopo una lunga riflessione) decise di farlo, ma arrangiando le sue canzoni in maniera più soft. Io le avrei fatte più rock, invece. Perché la musica NON È AFFATTO SOLO DIVERTIMENTO!!! La musica è comunicazione, la musica è costruzione, come dice una canzone del musical “Rent”: Il contrario della guerra non è la pace, ma la creazione. Non c’è nulla di male a cantare e suonare nei momenti tristi, anzi: è proprio lì che la musica svolge al meglio la sua funzione, quella di lenire il dolore, di ridare la carica e la speranza, energia e nuova vita. Tuttavia sono molti i casi in cui il fatto che trasmissioni televisive siano andate in onda subito dopo una tragedia ha creato polemica. Soprattutto perché una di queste trasmissioni la conduceva Giorgio Panariello, che è un comico. E a questo punto arrivo io.

Le giornate di mercoledì e giovedì scorsi sono state molto tristi per me, un caro amico ha dovuto suo (e nostro) malgrado intraprendere un viaggio verso un posto sconosciuto. La tristezza ci è piombata addosso, si è abbattuta come un maglio, ci ha piegati e messi in ginocchio. Ma abbiamo trovato il nostro modo di reagire, cantando lì davanti a lui. Io piangevo e sorridevo, ero sereno e affranto, straziato e grato per aver potuto salutarlo come si deve. Ma quello non era lavoro, era la nostra natura che si rivelava agli occhi di chi si trovava in chiesa. Era il nostro modo di comunicare, l’unico che conosciamo o, meglio, l’unico che padroneggiamo. Non era lavoro.

Oggi era lavoro: il mio spettacolo di cabaret, far ridere per un’ora e mezza il pubblico, mostrarsi sereno, sciolto, non far trapelare quella strana vibrazione nella voce. E siccome era lavoro, era la mia occasione per mettere in pratica quanto predico da sempre: cantare più forte, nei momenti tristi. Recitare meglio, inventare battute nuove, lasciarsi andare al massimo, tenere a bada un pubblico eterogeneo fatto di persone carinissime e attente ma anche di persone maleducate e strafottenti, evocare la magia della comicità al meglio delle mie possibilità. Far arrivare la mia voce più lontano, più in alto, oltre. Al di là. Là dove gli angeli in coro cantano il blues.

Renzo era un bassista. Ma qualche mese fa un altro caro, caro amico è andato avanti: Raffaello Murrone. Batterista.
Ehi, lassù ora hanno una sezione ritmica con i controcazzi!
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Buona Giornata,
Bac