Amici Miei,
Oggi è una giornata di quelle che ogni tanto mi capitano, soprattutto in inverno, una di quelle giornate che hanno una loro peculiarità, tanto che mi viene da dire che oggi è uno di quei giorni.
Ma che succede in questi giorni?
Succede l'imprevisto e cioè che la mia mente vulcanica, il mio motore inesauribile, la mia fucina di idee, va talmente fuori giri da grippare. Eppure il lubrificante c'è, anzi è proprio una cosa sulla quale lavoro tanto! Scrivere, e scrivere tanto, come meravigliosamente riportato su un manuale di scrittura da Dacia Maraini, a quello serve: a lubrificare gli ingranaggi del cervello, a sturare le tubazioni intasate. Il fatto è che ho tanta di quella carne sul fuoco che...
Lo conoscete il paradosso dell'Asino di Buridano?
Funziona così: c'è un asino affamato. Alla sua destra un mucchio di fieno al quale può liberamente accostarsi per mangiare. Alla sua sinistra, alla stessa distanza, un altro mucchio di fieno in tutto e per tutto uguale al primo. L'asino deve solo scegliere se andare a mangiare dal mucchio di destra o da quello di sinistra. Dal momento che nessuno dei due offre vantaggi o svantaggi particolari, l'asino non riesce a decidere quale dei due scegliere e alla fine morirà di fame.
Vabbè, più o meno.
Basta metafore e basta paradossi.
Ho un sacco da fare, tanti progetti (sai che novità...) sul tavolo, il cervello sta lavorando a rotta di collo. Il cervello soltanto però. Perché poi quando si tratta di mettermi al computer o su uno strumento musicale... buio totale. Calma piatta. Nisba. E non è nemmeno blocco dello scrittore è proprio pigrizia patologica. Il basso è qui a mezzo metro da me che mi guarda. A 70 cm. c'è il pianoforte che mi giudica. La chitarra è chiusa nella sua custodia, ma la sento borbottare. Avverto intorno a me quella strana elettricità, quel senso di "perdita di tempo", anzi spreco di tempo, che non mi lascia scampo. Ma è così: guardo lo schermo del computer, o il muro, o i quaderni di appunti messi in fila sullo scaffale. E non succede niente. Di solito in questi casi prendo la penna e scrivo, scrivo esattamente come sto facendo ora, tutto quello che mi passa per la mente. Mi aiuta a rimettere in moto la macchina. Su questa scrivania però non ho spazio per scrivere con la penna su un quaderno, motivo per cui sto digitando su questo amato Blog che ormai sta diventando il mio personale refugium peccatorum.
E in effetti, credo stia funzionando!
È incredibile come tornare alle basi sia sempre la tattica giusta.
Allora, comincerò con il leggere la posta. Poi mi tocca scaricare il disco fisso perché da giorni mi ripete che c'è poco spazio... Poi manderò un whatsapp a un collega per chiedergli un appuntamento di lavoro. E infine potrò prendere in mano il basso. Un giorno di non lavoro può compromettere una intera stagione. Non esagero, è proprio così. Perché poi se la pigrizia si impossessa di me, scacciarla è davvero una fatica immane. Quindi Ok, saluto e vado a lavorare.
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Buona Giornata,
Bac
