martedì 29 ottobre 2019

29 ottobre e l'ho fatto di nuovo.

 Amici miei, 
lo sapete cos'è una dipendenza? Certo che lo sapete, sarete di certo dipendenti da qualcosa. E se non lo siete avrete visto qualche telefilm, o, come si dice oggi, un episodio di una serie tv, con drogati o alcolizzati o sessodipendenti. Cosa fa la dipendenza? Ti fa male. Ma ti piace. È il contrario della medicina. La medicina è amara, brutta, schifosa, ma dopo stai bene. La droga invece ti fa stare bene subito, e poi la paghi. Ma dopo averla pagata vuoi di nuovo stare bene. E poi lo paghi. Il più classico dei circoli viziosi.

No, non sono drogato né alcolizzato. Sono un cabarettista anonimo. Faccio di tutto per liberarmi del cabaret, ci lavoro duramente, con tutte le intenzioni giuste, non è neanche facilissimo perché la gente mi telefona e vuole i miei spettacoli e io li faccio perché è il mio lavoro, è la mia fonte di sostentamento e che fai, non lavori? Lavori, ma provi a farlo con distacco, per non ricadere preda di quello che io chiamo "Il Fascino Diabolico Della Rassicurante Mediocrità".

E invece poi ci ricasco. Negli ultimi due giorni ho scritto tre canzoni. Comiche. In dialetto.
E mi sono pure venute bene. E soprattutto, mi è piaciuto!!! Dannazione!!!

Che cos'ho che non va? No, seriamente: cos'ho che non va? Perché non riesco a liberarmi di nulla? Perché non riesco a lasciarmi alle spalle le cose? Le persone sì. Non tutte, ma la maggior parte sì. E questo lo posso capire: sono stato un solitario forzato nei miei anni formativi, riesco a non legarmi più di tanto o quanto meno a distaccarmi con una cerca facilità. E comunque chi non volevo perdere l'ho già perso. Dalle cose invece no, dalle passioni ancora meno. Ho scelto di fare il cabarettista perché mi veniva facile, mi veniva bene e mi piaceva. Ora non mi piace più, ma mi viene ancora facile e bene. Ancora una volta sono costretto a citare Spiderman: il mio talento è la mia maledizione. Tra l'altro una di queste canzoni l'ho già cantata, giusto per tentarla, ed è stata apprezzata. Anche se, ancora una volta, ho sperimentato (lo dico a beneficio del mio medico e del mio eventuale biografo) alcuni vuoti di memoria anche piuttosto preoccupanti. Parole dimenticate, persone non riconosciute e anche un principio di afasia (continuavo a dire "arteriosclerosì" anziché "arteriosclerosi". Forse per colpa dell'arteriosclerosi...).

Come si dice oggi (come dicono gli "YouTuber"), avete una risposta alle mie domande? Fatemelo sapere nei commenti.

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Buona Giornata,
Bac