sabato 8 agosto 2015

8 Agosto e quando i sogni diventano progetti diventano realtà

Andrea Baccassino

 Amici miei, 
l'idea è nata la sera di Natale del 2014. O forse a maggio del 1988.

Perché si diventa fan di un artista? Perché si sceglie di seguire con tutto il cuore, lo spirito e spesso il corpo quel cantante lì e non qualcun altro? Probabilmente perché quel cantante lì riesce a scrivere le canzoni che tu stesso scriveresti se ne fossi in grado. Usa le note giuste, le parole giuste, quelle più tue, quelle più vicine al tuo sentire. Nel mio caso (per mi chi conosce questa non è una novità) gli artisti che meglio rappresentano il mio essere sono 4: I Pooh, Peter Gabriel, Tori Amos e Sting. Non vi sembri azzardato l'accostamento tra i primi e gli altri tre: i Pooh sono molto sottovalutati (ma di questo parleremo chissà in una futura nota).
Conobbi i Police quando ormai erano prossimi alla fine, la prima canzone che ricordo di aver ascoltato fu Every Little Thing She Does Is Magic. Ho ricordi confusi, ma mi sembra che fosse la sigla di un programma musicale della Rai. Lo stesso in cui ricordo di aver visto esibirsi i Pink Project (!). Dei Police conoscevo il nome di due loro album, ovvero Zenyatta Mondatta e Reggatta De Blanc... nomi che non passano inosservati. Ma, ripeto, la prima canzone che abbia mai ascoltato fu Every Little Thing, dall'album Ghost in the machine. Da lì a poco sarebbe stato impossibile non conoscere i Police: quando uscì "Synchronicity" in radio si ascoltava solo Every Breath You Take. Per cui il mio viaggio nei Police è decisamente un viaggio a ritroso, e ascoltare i Police a ritroso può essere una strana esperienza perché si passa da una densità nell'arrangiamento e una scelta melodica e armonica complessa, a qualcosa di molto più scarno, sanguigno e seminale. Provate a fare un paragone tra Roxanne e Wrapped Around Your Finger, e ditemi se vi sembra lo stesso gruppo! Il viaggio fu doppio perché da una parte andavo indietro nel tempo, dall'altra continuavo a seguire l'evoluzione di Sting solista: The Dream Of The Blue Turtles: avevo una cassetta che praticamente si è smagnetizzata per il numero di volte che l'ho ascoltata! Ancora oggi l'ascolto di Children's Crusade mi manda in orbita. E poi venne fuori Nothing like the sun, con le meravigliose Be still my beating heart, Straight to my heart, Fragile, They dance alone, Sister Moon, ovviamente Englishman in New York e la cover di Little Wing... Insomma all'epoca mi sa che mi trattavo proprio bene: i dischi che ascoltavo di più in assoluto erano The Dream Of The Blue Turtles, Nothing Like The Sun, So di Peter Gabriel, il meraviglioso The seeds of love dei Tears For Fears. Tori arrivò solo nel '93. Rimandando a un'altra nota l'importanza nella mia vita dell'album dei Tears For Fears, posso ribadire il concetto che secondo me all'epoca le mie orecchie non le trattavo niente male. Il mio mondo interiore si andava formando, e la spaccatura della mia anima si andava allargando e ramificando. Di qua la musica che ascoltavo, di là il teatro popolare che già scrivevo e portavo in scena, e i primi cenni di quelle parodie che mi apriranno la strada al mondo del professionismo nello spettacolo. Ma la questione è proprio questa: le parodie a un certo punto hanno preso il sopravvento, hanno avuto la meglio sul resto, tanto che chi viene a vedere i miei spettacoli è convinto che io sia quello. Ma non è così. Io sono "anche" quello, e anzi, fatevelo dire da me che un po' mi conosco, "quello" non è neanche la porzione più grossa della mia anima. A maggio del 1988 la Rai manda in onda in prima serata il concerto di Verona di Sting, tre ore di concerto fantastilioso. Anche qui vado a memoria ed è possibile che la memoria mi inganni, perché su internet nel preparare questa nota non ho trovato traccia di quella trasmissione, a parte un "notte rock" di appena 50 minuti... Bah... i misteri del cervello umano. Fatto sta che lì, mentre il tizio suonava come un forsennato l'assolo di Little Wing, un seme venne gettato.
E finalmente arriviamo alla sera di Natale del 2014. Spettacolo dei BashaKa Indie all'Araknos di Aradeo. Per la precisione il secondo spettacolo che vede alla batteria il maestro Roberto Duma. Seduti al tavolo a mangiare la pizza si fa presto ad arrivare al discorso "che musica ascolti". Scoprimmo questa passione comune per Sting, con una piccola curiosità: Roberto conosce a memoria Bring On The Night, ovvero il live di Sting uscito dopo The Dream Of The Blue Turtles: l'unico disco di Sting che non ho mai acquistato e praticamente mai ascoltato (Se si esclude la versione filmica)!!! Comunque la frase fa presto a uscire dalla mia bocca: "Dovremmo fare una cover band di Sting!", e il buon Duma non poteva essere più d'accordo!
La storia recente dice che il 5 di agosto i Kings Of Pain si sono esibiti per la prima volta presso il Caffè Teatro di Nardò, con il maestro Marcello Zappatore alla chitarra. Si spera per il primo di una lunga serie di spettacoli.
Il fatto è che quando suono nei Kings Of Pain io ho la possibilità di mostrare un altro lato della mia anima, quella lontana dal cabaret. Posso essere me stesso, senza essere me stesso. Motivo per cui ho rifiutato, a fine spettacolo, di cantare anche le "altre" mie canzoni. Quello che suona il basso e canta nei Kings Of Pain è un altro Bac, uno che a malapena ha contezza del suo alter ego cabarettaro.

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Buona Giornata,
Bac



PS: Non preoccupatevi: vi mostrerò ancora altri lati della mia anima, ma non tutti tutti! ;-)