giovedì 22 agosto 2019

22 Agosto e un cambiamento: la fine

 Amici miei, 
ci ho messo un mese da quel (CONTINUA) pubblicato in fondo al post del 24 luglio, e nel frattempo sono successe tante cose, alcune belle, alcune orribili, proprio come la vita... È morta un'amica e questo è brutto. Al funerale ci siamo rivisti noi della comitiva anni '80 e ci siamo "ritrovati", e questa è una cosa bella. La mia crisi interiore continua, sballottato come sono tra chi sono e chi vorrei essere, tra ciò che faccio e ciò che vorrei fare, tra dove vivo e dove vorrei vivere, tra un passato che si ripropone e un futuro che non riesco più a vedere come mi capitava da giovane. Anche se, a pensarci bene, quel futuro che vedevo così chiaramente poi si è rivelato essere totalmente diverso, ergo non lo vedevo chiaramente per nulla!!! Assodato che indietro non si torna e che "gli orizzonti perduti non ritornano mai", proviamo a dare una sterzata.
Intanto perché sto scrivendo ora, alle 12:14 del 22 agosto? Perché in sottofondo ho un concerto Live a Montreux di Nils Frahm. Questo. https://www.youtube.com/watch?v=izhGLGPmvIU

Ora, non vorrei vantarmi perché non ne ho alcun titolo, ma io queste cose le facevo negli anni '80 / '90 con la mia tastierina e le cuffie nelle orecchie, e quando ho provato a farle ascoltare a qualcuno mi hanno convinto che non fossi in grado di fare buona musica. Vabbè, diciamo che sto semplificando molto, ma resta il fatto che non ho proseguito su quella strada perché nessuno mi appoggiava e alla fine mi sono convinto che era così e ho addirittura venduto la mia strumentazione per comprare un paio di occhiali (da vista) e pagare la bolletta del primo cellulare. E invece non ero io che non ero bravo, era chi mi ascoltava a non capire la mia musica. Avrei dovuto insistere. La colpa resta mia, perché avrei dovuto insistere. All'epoca non avevo dietro le spalle quasi 25 anni di carriera da cabarettista, potevo andare dove volevo. Oggi è più difficile, perché se provo a rimettermi su quella strada c'è sempre "qualcosa qualcuno" che mi tira per la giacchetta rimettendomi in questa cazzo di carreggiata che da anni provo a lasciare. Ma magari ce la posso fare. "Petrichor" is the way. O forse "Petrichor" è solo la bretella che mi metterà sulla nuova autostrada che voglio percorrere. Vedremo. Il mio impegno è totale.
PER CUI, nuovo titolo al blog:
Addio "DIARIO DI UN CANTARETTISTA MALINCOMICO"
Addio "DIARIO DI UN CANTARETTISTA CABAREGISTA"
Benvenuto "DIARIO DI UN CANTASTORIE INDOMITO"

__________________
Buona Giornata, 
BAC

mercoledì 24 luglio 2019

24 Luglio e un cambiamento: l'inizio

 Amici Miei, 
facciamo un breve riepilogo. Questo blog, come detto più volte, nasce su Splinder il 28 gennaio 2007 con un titolo particolare: Diario di un Cantarettista Malincomico. Così, con un'abile mossa, ci ho infilato dentro la musica, il cabaret, la comicità e quella vena di malinconia che pervade la mia opera omnia. Dopo poco però Splinder ha fatto kaputt, ce ne siamo andati tutti su Facebook (anzi, cronologicamente è successo il contrario) e io sono rimasto senza blog. Poi però ho deciso di riaprirlo qui, perché mi mancava questo fatto di poter scrivere per essere letto immediatamente. Passato qualche anno avevo in un certo senso cambiato mestiere, o, meglio, avevo aggiunto mestieri a mestieri, così mi sembrava d'uopo cambiare il titolo del blog in "Diario di un Cantarettista Cabaregista", in cui la malinconia scompare ma restano la musica, il cabaret e new entry il cinema. All'inizio mi seguivano una decina di persone, ma, diciamolo, l'epoca della gente che segue il mio blog è tramontata così ormai da molto tempo scrivo qui ma so già che non mi legge nessuno... nascondo le mie intimità nel luogo più trafficato del mondo, la Rete, e non mi vede nessuno!!! Fighissimo!!! E dico sul serio, perché comunque io mi libero degli intasamenti che mi bloccano il cervello, per cui la funzione del blog è salva. E poi c'è sempre la possibilità che qualcuno passi di qui, magari per puro caso, solo perché ha sbagliato strada. Fin qui, tutti concetti che abbiamo ampiamente enucleato in post passati. Qual è dunque la novità preannunciata nel titolo di questo post? Si impone la necessità di trovare un nuovo titolo al blog!

Intanto, non si può più chiamare Diario perché non scrivo assolutamente tutti i giorni... E poi questa faccenda del cabarettista mi sta sempre più stretta, quella del regista... bah... e anche la malinconia sta diventando sempre più nostalgia. Nel gennaio 2007 avevo 33 anni, ora ne ho ben 46... sarà cambiato qualcosa nella mia monotona vita...

Che ne so, "Parole private dette in pubblico"?
Chi mi conosce sa che Raymond Carver è il mio secondo poeta preferito (dopo T.S. Eliot. Approfitto per fare anche qui la famosa battuta: ma che nesso c'è tra T.S. Eliot ed Elio e le storie TeSe?) e Carver è uno degli scrittori di cui ho letto un libro sulla scrittura creativa. Io ho studiato scrittura creativa a Padova, con Giulio Mozzi. Il quale ha a sua volta scritto vari libri sulla scrittura creativa, tra cui proprio uno che si intitola "Parole private dette in pubblico". Posso forse io usurpare il titolo al mio maestro? No.
Ma perché ho parlato di Carver? Niente, solo per inserire la battuta su Eliot e le Storie T.S.
Però il concetto che voglio esprimere nel titolo è proprio quello, cioè parlare di cose totalmente mie che io metto in piazza, come qualsiasi scrittore fa, ma dichiarando apertamente (trattandosi di blog e non di fiction) che è la mia vita. "Sproloqui personali postati in Rete". Hm, potrebbe andare. Anche se "sproloqui" un po' minimizza i miei sentimenti. Ma lo si può anche considerare ironico, o addirittura segnale di umiltà! Come se possa davvero esistere una persona umile che scrive su un blog. No, possiamo essere brave persone, ma il fatto stesso che riteniamo che qualcuno possa leggerci ci spinge almeno un gradino al di sotto dell'umiltà. Però io non ritengo "davvero" che qualcuno possa leggermi, e i dati del blog lo dicono chiaramente: i miei ultimi post li ho letti solo io. Quindi sono umile! Sì!!! Sono umile, e me ne vanto! Ecco, forse lo chiamo coì: Sono Umile e Me Ne Vanto. Però poi dovrò scrivere solo cose a tema umiltà, modestia. vanità... pff...

Basta, c'ho sonno.
(CONTINUA)

____________
Buona Giornata,
Bac

domenica 7 luglio 2019

BAC-STAGE #008 - I-PERBAC!

 Amici miei, 
questa è la storia di un incontro, di una congiuntura astrale, di una serie di vie che lungo un tragitto tortuoso alla fine si incrociano. Per cui (o, meglio... beh lo sapete...) questa che vi propongo io è solo la mia versione della storia, il mio punto di vista, il percorso che ha portato me a quell’incrocio.

Come sempre, la prendo larga. Ma proprio larga. Racconto un paio di aneddoti buoni anche per la mia autobiografia. Correvano (e come se correvano!) gli anni ‘80. A cavallo tra le due metà, più verso la prima. Era l’epoca in cui i miei vivevano e lavoravano “alla” Germania e io stavo con i nonni, però in qualche modo riuscivo ad andare a casa mia perché così potevo giocare con i miei immarcescibili crussupini. Ovviamente (come racconto in maniera piuttosto puntuale nei miei spettacoli) eravamo appassionati di cartoni animati, ma non eravamo solo spettatori passivi! Siccome i cartoni non duravano 7X7 h24 come capita oggi, li prendevamo solo come stimolo per poi sviluppare la nostra creatività. Così ci sceglievamo i ruoli e “rifacevamo” le puntate per strada o in giardino. STORICA la puntata in cui Giuseppe, mentre stavamo inseguendo un nemico, disse: “Capitano! C’è un uomo, lo uccido?” e Massimiliano, che faceva il Capitano, rispose: “NO! Non toccarlo! Potrebbe essere velenoso!”. A un certo punto abbiamo anche cominciato a registrare le puntate su audiocassetta (ma di questo parlerò profusamente nella mia autobiografia). Ma registravamo anche altre cazzate. Così, da qualche parte, forse, ancora esiste una cassetta C60 con incise le nostri giovani voci che intonano le sigle di Candy Candy e di Coccinella. E c’era anche una cassetta in cui con il maestro Alex Zuccaro suonavamo e cantavamo “Fire” dei BeeHive... (lui suonava, io cantavo).
Salto temporale, non lungo quanto quello di 2001 Odissea nello spazio, ma abbastanza lungo per giungere con un solo balzo in un’epoca completamente diversa della mia vita, quella in cui sono già un “affermato” cabarettista e l’ottimo Biagio Valerio, visionario come pochi, organizzava niente meno che la quarta edizione di una manifestazione che oggi chiameremmo “Comic Con”, magari che ne so “Nardò Comics”, ma che lui chiamò con meravigliosa creatività “Nuvole di Carta sulle Quattro Colonne”. Era, appunto, un Comic Con ovvero una fiera del fumetto e del cartone animato, con bancarelle per gli acquisti, incontri con disegnatori ed editori famosi, ospiti dalla Melevisione, Giovanni Muciaccia in persona!, una cover band che eseguiva le sigle dei cartoni e dei telefilm... e... pensò di invitare anche me. Io preparai uno spettacolino di circa 45 minuti in cui raccontavo quello che pensavo sui Cartoni Animati Giapponesi (questo il titolo) della mia infanzia, e ci misi dentro anche qualche aneddoto di vita vissuta e qualche sigla. Era il 2006.
In seguito avrei voluto far diventare quell’atto unico uno spettacolo vero e proprio, ma non ci sono mai riuscito, così anziché allungarlo l’ho ridotto e l’ho fatto diventare il “famoso” monologo sui cartoni animati che faccio spesso durante i miei spettacoli di cabaret.
Il fatto è che io lavoro (il mio cervello lavora) in questo modo qui: mi viene un’idea A e me la appunto, a volte riesco anche a svilupparla un po’, ma quasi mai prende corpo completamente, per cui la accantono in un apposito ripostiglio nella mia testa. Prima o poi mi verrà in mente, o succederà qualcosa che si trasformerà nell’idea B, la quale, a sua volta incompleta, messa a contatto, all’interno del ripostiglio, con l’idea A, fa scattare una scintilla! Et voilà!!!
In questo caso l’elemento B della diade si chiama Andrea Zollino, personaggio dall’aspetto rassicurante ma dall’indole spiazzante (diciamolo, un po’ come me) che vedo per la prima volta in un MERAVIGLIOSISSIMO cortometraggio che si intitola “Lo chiamarono Uccello, Uccello Tonante!” grazie a una serata di proiezioni filmiche nella mitica sede dello SBAM di Luigi Bruno, a Galatone (vedi tu quanti incroci). Siamo anche qui credo nel 2007.
Nei mesi e anni successivi io e Zollino ci incrociamo più volte, sempre un po’ di sfuggita, almeno fino a quando non mi invita a suonare al suo matrimonio. In seguito, e siamo arrivati a pochi anni fa, lo rivedo in qualità di bassista degli “Ipergalattici Cartoons Coverband”, vestito da Lupin versione prima serie. Divento un fan sfegatato della band e insieme al cognato Pasquale Montefusco comincio a seguirli in giro per il Salento. Non so quanti spettacoli ho visto, ma di sicuro siamo in doppia cifra, spaziando da Monteroni sotto la neve a Pescoluse sotto il sole cocente. A un certo punto, probabilmente, era nell’aria. Io sapevo cosa facevano loro con le sigle, loro sapevano cosa faccio io con i monologhi sui cartoni, e così, ormai un paio d’anni fa, Andrea lancia l’idea di unire le forze. Io ero d’accordissimo, ovviamente. I tempi si sono allungati perché non stiamo mai fermi e abbiamo sempre mille altri progetti cui dedicarci. Finalmente, con un colpo di mano degno del miglior anarchico controrivoluzionario, decidiamo che questa doveva essere l’estate della svolta! Così è nata la serata del 5 luglio scorso in quel di Leverano, con gli Ipergalattici e Bac che si fondono come neanche i Zenborg o Goku con Vegeta erano riusciti a fare! Nasce I-PERBAC!!! Le sigle dei cartoni - i monologhi di Bac e poi la fusione dei due mondi con Ivana Cammarota che oltre a cantare interagisce con me e io che scrivo le parodie delle sigle. Chi c’era giura che è stato uno spettacolo fenomenale, e non vede l’ora di rivederlo!!! E noi non vediamo l’ora di riproporlo.
Invito ufficialmente Andrea a raccontare la storia dal suo punto di vista, e, se vogliono, anche tutti gli altri soggetti coinvolti, così possiamo tracciare una migliore mappa cronologica e fare chiarezza su questa misteriosa catena di eventi!!! 


_________________
Buona Giornata,
Bac

venerdì 5 luglio 2019

5 Luglio e un caldo invito!

 Amici Miei, 
un post semplice semplice, direi addirittura promozionale...
ISCRIVETEVI AL MIO CANALE YOUTUBE, il BAC-CANALE!!! Tanti video già caricati e tanti che ne arriveranno molto presto!!! Musica - Teatro - Cabaret - Cinema - Fumetti - Tutorials - Recensioni - Interviste... Insomma: un canale tematico MULTITEMATICO!!!
L'unico e solo Bac-Canale!!!



___________________
Buona Giornata,
Bac



sabato 29 giugno 2019

29 Giugno e un po' di autopromozione

 Amici Miei, 
per chi volesse organizzare qualcuno dei miei spettacoli (lo spettro è ampio), ecco un'utilissima INFOGRAFICA alla quale segue breve descrizione degli spettacoli stessi. Contattatemi!!!
349.3964051 - info@baccassino.com - www.baccassino.com



 CABARET 

 ANDREA BACCASSINO LIVE SHOW 
Il meglio del mio cabaret, con monologhi e canzoni, il classico ONE MAN SHOW da STAND UP COMEDIAN che tante soddisfazioni mi ha dato negli ultimi 23 anni!

 BÀSHAKA INDIE - RockCabaret  
La versione da stadio del mio show, con tante canzoni, sia classici che succose novità, in salsa rock, suonate rigorosamente live dalla band: BAC (Voce, Chitarra, Tastiere, Basso) - PASQUALE "PASQUORIUS" CHIRIVÌ (Basso, Chitarra, Voce) - ROBERTO "DR. DOOM" DUMA (Batteria)

 I-PERBAC 
Una delle novità del 2019: il cabaret di BAC, con i monologhi sugli anni '80 e sui cartoni animati, e le sigle dei Cartoni Animati suonate live dagli IPERGALATTICI, Cartoon Cover Band salentina, recente vincitrice del contest di categoria tenutosi durante il prestigiosissimo LUCCA COMICS AND GAMES 2018!!!

 SALENT SHOW 
Come dice la tagline, il Meglio del Cabaret Salentino!!! BAC, CICIRI E TRIA, SCEMIFREDDI e ALTO E BASSO insieme sullo stesso palco nella stessa sera, ognuno con la sua comicità ma anche con inediti momenti di "Fusione" tra gruppi! Risate a non finire!!!!!

 MUSICA 

 PETRICHOR 
Il nuovo progetto di BAC: pezzi inediti tra il prog, il synthpop, la world music e l'elettronica, con testi che parlano di umanità, natura, politica, amore e magia, impegno e solidarietà. Per la costruzione di un mondo e di un Uomo migliore. BAC (basso, synth, voce) - MARCELLO GRECO (chitarra, voce) - SERGIO DE DONNO (tastiere) - TONI NICHIL (batteria e voce).

 BELLIMBUSTI 
Il meglio del rock italiano dagli anni '70 ai giorni nostri (Ivan Graziani, Rino Gaetano, Pino Daniele, Max Gazzè, Niccolò Fabi, Le Orme, Lucio Battisti, Elio e le storie tese, Banco del Mutuo Soccorso) senza disdegnare puntatine nel rock anglosassone (Pink Floyd, Nirvana)... in medley e mesh up ai limiti dell'insensato, tra musica, ironia, comicità, energia. BAC-INGAM (basso e voce) - MARCELLO "AVVOKLAUS" GRECO (chitarra e voce) - TONI "SUPERTONI" NICHIL (batteria e voce).

 KINGS OF PAIN 
Tributo a Sting e ai Police, oltre quarant'anni di carriera del Cantatorie di Newcastle, da "Outlandos d'Amour" ai giorni nostri, tra canzoni che tutti conosciamo e aneddoti divertenti sulla sua vita privata. BAC (basso e voce) - ROBERTO DUMA (batteria) - ENRICO DUMA (chitarra)

 SOLO CARI RICORDI 
Band Tributo ai POOH, con un repertorio che copre tutta la carriera del più popolare gruppo italiano, focalizzandosi soprattutto sugli anni '70/'80. Tra nostalgia ed energia! BAC (tastiere e voce) - MAURILIO GIGANTE (basso e voce) - GIUSEPPE GARRISI (chitarra) - ROBERTO DUMA (batteria) - ANNARITA LUCERI (voce)

 NOSTALGIA HIT 
Il meglio della musica leggera italiana anni '70: Gianni Bella, Matia Bazar, I Cugini di Campagna, I Collage, gli Alunni del Sole, Alan Sorrenti, Franco Simone e tanti tanti altri, ancora una volta tra nostalgia e grandi successi che ci hanno fatto sognare, innamorare, ridere e vivere. BAC (tastiere e voce) - MAURILIO GIGANTE (basso e voce) - GIUSEPPE GARRISI (chitarra) - LINO LUPO (batteria) - ANNARITA LUCERI (voce)



___________________
Buona giornata,
Bac

domenica 23 giugno 2019

BAC-STAGE #007 - La quattro giorni a cavallo di due stagioni.

 Amici Miei, 
sono da poco rientrato dopo l’ultimo spettacolo di una impegnativa settimana di cabaret, in cui sono successe tante cose. In effetti, questa potrebbe essere la seconda parte della nota Bac-Stage #006, non foss’altro perché tutto è iniziato e finito a Galatina... Ma diamoci dentro! Intanto c’è da sottolineare la cosa più rilevante di tutte: non è più primavera, ora siamo ufficialmente in estate!

 Mercoledì 19 - Gioppo Park, Nardò
Credo che sia stato il terzo (se non il quarto) spettacolo al Gioppo Park di Nardò da quando c’è la nuova gestione. Devo dire che al Gioppo ho sempre fatto spettacoli negli ultimi quindici anni, l’ho visto evolversi e cambiare nel corso del tempo, e ogni nuovo titolare ci ha sempre messo del suo per dare una impronta e uno stile personale alla struttura. È un luogo a me molto familiare in cui mi trovo bene e da quando ci sono Milena e Stefano (entrambi vecchi compagni di antiche battaglie, gente che come me viene dal millennio scorso...) mi sento davvero a mio agio. Serata tranquilla, forse troppo sciroccosa, come solo il Salento sa essere...
Curiosità: non avevo con me gli stativi per le casse, così ho chiesto a Milena: “Non è che hai un paio di sgabelli?” “Sgabelli?... posso darti il mio, però ne ho uno solo, l’altro sta a casa... a che ti servono?” “Eh, non ho portato gli stativi per le casse...” “Ce li ho!” “Cosa?” “Gli stativi per le casse! Ho pure le luci se ti servono!”. E subito la mente è andata a quella volta (mi hanno raccontato) in cui il mitico Raniero Randy Abbaticola aveva dimenticato a casa il pedale della cassa della batteria e contro ogni ragionevolezza chiese al titolare del localaccio (immagino :-D) in cui doveva suonare se per caso ne aveva uno. E lì, contro ogni pronostico che un uomo sano di mente potesse fare, quello disse: “Sì”. 

 Giovedì 20 - Teatro Modugno, Aradeo  
E se dobbiamo parlare di vecchi compagni di avventura, allora Marco Aggioli è di sicuro uno dei più antichi. Ci conosciamo fin dai primi anni ‘90, quando io non ero ancora un cabarettista e quando il suo “Musiclub”, service audio/luci, sala prove, sala d’incisione e scuola di musica, era solo una stanzetta con un mixer a 12 canali e tre o quattro microfoni... I miei primi due cd e parte del terzo li ho registrati negli studi del Musiclub.
È stato un vero piacere quindi fungere da “bravo presentatore” per il saggio della sua scuola di musica, e non un saggio qualsiasi: quello del ventennale!!! E poi, diciamocelo: suonare sul palco del Teatro Modugno di Aradeo è sempre una figata!!!
Curiosità 1: Oltre a presentare ovviamente mi sono anche esibito, e visto che gli insegnanti della scuola di musica sono anche loro vecchi amici, ho chiesto loro se volessero accompagnarmi. Hanno accettato e sono venute fuori delle versioni MERAVIGLIOSE di “Purpu Vuei” e “Occhiu addò vai, sai?”! Come se avessimo fatto due settimane di prove... Ma d’altro canto stiamo parlando di grandi professionisti: Franco De Donno alla batteria, Danilo Cacciatore alle tastiere e Alessio Gaballo al basso! Peccato che non (ma chissà, magari sì) ci sia una ripresa video della performance!!!
Curiosità 2: durante il sound check la chitarra, la mia amata Takamine, mi è caduta dalle mani e ha preso una bella botta...

 Venerdì 21 - Arci Eutopia, Galatina 
Il circolo Arci Eutopia di Galatina è un luogo meraviglioso (come solo i circoli Arci sanno essere) in cui si fa cultura, di quella vera, di quella anche pesante, volendo, ma in un ambiente super rilassante tra birre, divani ricavati da pallet e cagnolini che circolano liberamente sul palco (cosa che io adoro!). Invitato da Valentina Marra, ho apportato il mio contributo alla rassegna “Diàlektos”, tutti spettacoli in dialetto. Siccome faceva decisamente troppo caldo per stare all’interno, mi sono piazzato sulla soglia della porta che dà sul giardinetto e vualà!!!
Curiosità 1: a fine spettacolo uno degli spettatori (non Giuseppe Resta che pure era lì, mentre la moglie Tiziana Giordano non ha resistito all’assalto delle zanzare) mi ha detto che era presente a Nardò a “La Fabbrica 8” la sera in cui mi sono esibito prima dell’intervista ad Aldo Baglio. Quella sera avevo portato in scena una cosa nuova nuova della durata di circa venti minuti, ovvero “Salento for Dummies”, la mia guida al Salento per turisti sprovveduti. Le sue parole sono state: “Ci hai fatto morire dal ridere”. Mi ha fatto molto molto piacere ricevere un feedback positivo per “Salento for Dummies”, posso pensare di farlo diventare uno spettacolo intero!
Curiosità 2: poco prima di iniziare lo spettacolo la mia amata Takamine è caduta dallo stand prendendo un’altra bella botta... che stia provando a comunicarmi qualcosa???

 Sabato 22 - Parrocchia San Biagio, Galatina 
Chiusura in bellezza, e in serenità, ancora a Galatina, ridente cittadina che quest’anno mi ha visto tornare più e più volte: 8 volte tra febbraio e giugno: un piccolo record! Nel campetto della Parrocchia San Biagio, abbiamo dato il via alla rassegna Galatina d’Estate, che andrà avanti fino a settembre. Prima e dopo di me sul palco D’Amanzo Dj, una “crew” di dj che ci hanno fatti ballare con la musica anni ‘70, ‘80, ‘90.
Curiosità: I miei recenti studi sulla new wave anni ‘80 (studi che sto affrontando con grande piacere grazie alla nascita della mia nuova passione per il synth pop e per i sintetizzatori vintage, ma di questo parleremo in altre note). Dicevo, grazie ai miei studi sulla new wave anni ‘80 non ascolto più le canzoni degli anni ‘80 con lo stesso spirito di prima, cioè con quell’aria un po’ divertita e snob “senti che trashata! Ahahahahhahah!!!”. No no, ora penso: “Senti qui cosa combina Nick Beggs col basso su Too Shy dei Kajagoogoo.” oppure “Che tastiera avranno usato gli A-ha per il riff iniziale di Take on me?”. Ma soprattutto penso: “Altro che trash: questi suonavano davvero!!!”. Guardare cose vecchie con nuovi occhi, da un altro punto di vista, guardarle meglio, ascoltarle meglio! E poi riportare il nuovo punto di vista al pubblico. Non è forse questa la missione dell’artista?

_______________
Buona Giornata,
Bac

martedì 18 giugno 2019

BAC-STAGE #006 - 15 e 16 Giugno 2019

 Amici miei, 
i miei ultimi due appuntamenti live mi hanno riservato grandi, grandi emozioni!
Andiamo con ordine.

 Sabato 15 Giugno - Cabaret a Galatina  
Per sabato 15 sono stato invitato a partecipare, in qualità di cabarettista, a una serata evento, un Memorial dedicato a Giuseppe Levanto, patron di “Radio Sole”, una delle più antiche radio “libere” salentine, venuto a mancare poco più di un anno fa. Una serata di arte varia in cui sono saliti sul palco, oltre a me, alcune giovani promesse del canto salentino (tra cui, mi perdonino gli altri, quella Claudia Presicci che ho avuto il piacere di avere ospite nel MIO Memorial, il secondo, nel 2015) che, appena maggiorenne, sta dimostrando grandi capacità e cristallino talento. Sul palco, per un premio alla carriera, anche il Maestro Guido Maria Ferilli, autore di brani storici della musica italiana come “Un amore così grande” e “Rumore”. Ma gli ospiti d’onore della serata sono stati nientemeno che i fratelli “La Bionda”, Carmelo e Michelangelo, arcinoti sul finire degli anni ‘70 per essere stati i campioni della disco dance italiana, la cosiddetta “Italo-disco”, con successi enormi come “One for you, one for me”, “I wanna be your lover” e “One, Two, Three, Four: gimme some more!” ma anche autori di alcune tra le più note colonne sonore per i film di Bud Spencer e Terence Hill, come “Chi trova un amico trova un tesoro” o “Poliziotto Superpiù”. Erano lì, a un metro da me, due anziani (ormai, ma sempre in gamba) signori ai quali dobbiamo il piacere di averci fatto scatenare con le loro canzoni, ma anche con quelle dei loro pupilli come i Righeira. Ma WIKIPEDIA ne sa più di me. Il mio personale incontro è iniziato durante il sound check. Sono salito sul palco e ho posato la mia chitarra sul suo stand, e siccome i due La Bionda stavano facendo il loro sound check, nell’attesa ho posato la pedaliera sul seggiolino del pianoforte a coda. Mentre stavano per scendere dal palco, Carmelo si ferma per posare le mani sulla tastiera del piano. Io mi avvicino:
- Maestro, un attimo sposto la pedaliera così si può sedere.
- Ma no, non importa, tanto non riuscirei a suonare bene... l’altro giorno mi sono stirato il tendine del dito e non riesco a piegarlo.
Mi mostra l’anulare della mano sinistra. È lo stesso dito il cui tendine io stesso mi sono distrutto qualche anno fa... Ha una fasciatura con un tutore rigido.
- L’ho fatto vedere a un medico al San Raffaele, speriamo bene.
- Guardi maestro, a me è successa la stessa cosa qualche anno fa, vede? La falange è rimasta un po’ piegata ma ho recuperato del tutto...
- Che ti hanno fatto?
- Mi hanno messo un pezzo di ferro all’interno per evitare che si piegasse.
- Ma ti fa male?
- Assolutamente no, e riesco a suonare benissimo.
- Ah meno male, mi stai dando delle buone notizie! Mi stai rincuorando! Se penso che potrei non suonare più la chitarra mi sentirei perso!!!
Dopodiché lui scende dal palco, io monto la pedaliera e la chitarra e comincio a suonare. Come sempre al sound check suono “Every breath you take”, col suo inconfondibile riff. Michelangelo è accanto al mixer. Se ne stacca e viene verso di me, mi avvicino al bordo del palco e mi inginocchio perché mi vuole parlare:
- Sei bravo! Ci sai fare con la chitarra...
- Veramente faccio sempre questo riff perché è l’unico che so fare...
- Sì come no... si sente che sei un musicista vero...
- (In brodo di giuggiole) Grazie...
- Cosa suoni stasera, fai questa?
- Per la verità sono un cabarettista, farò uno spettacolo di cabaret
- Ma come, un così bravo musicista si esibisce come cabarettista? E come mai?
E questa è la domanda del millennio, caro Maestro. È esattamente la domanda che mi porta a

 Domenica 16 Giugno - Petrichor a Lecce
...perché quello che ho risposto è stato:
- È stato un caso... ho fatto sentire le mie canzoni comiche prima di quelle non comiche, e non c’è stato verso di tornare indietro.
Almeno fino a ora! Sono passati 27 anni da quando mi sono presentato al mondo come cantautore, e a quanto pare finalmente posso farlo di nuovo riuscendo a convincere il pubblico. La band giusta sul palco, lo strumento giusto in mano, la giusta canzone che esce dalla bocca, le giuste note che escono dalle dita. E chi se ne frega se, come accade sempre nei festival, l’audio sul palco era pessimo. L’audio nel cuore era quello giusto.
Tre pezzi: Scinnaru, The Unexpected e Uomini o Caporali (Part One).
Un altro passo verso me stesso.


____________
Buona Giornata,
Bac 

Credits: Petrichor, ovvero Marcello Greco, Toni Nichil, Sergio De Donno - Foto by Valeria Marrella - Festival Musica è Salento, by Andrea Poci EP Music. -

giovedì 13 giugno 2019

13 GIUGNO e BookStore Sounds Stagione 01 Episodio 04

 Amici Miei, 
Ecco a voi il terzo video della serie BookStore Sounds, uno a cui tengo particolarmente: PETRICHOR in concerto!



  DALLA PAGINA FACEBOOK DEI PETRICHOR 


PETRICHOR
(in italiano “petricore”): l'odore della pioggia, della terra appena bagnata, uno degli odori che attivano le connessioni più ancestrali del nostro cervello e del nostro cuore.
PETRICHOR è un nuovo gruppo musicale che debutta ufficialmente il 24 maggio 2019 con uno showcase di cinque canzoni nell’ambito della rassegna “BookStore Sounds” presso la libreria Libri & Musica di Maglie (Le), davanti a una decina di spettatori. Le musiche dei PETRICHOR si ispirano a sonorità Rock, Prog, alla musica etnica ed elettronica, al synth pop, alla World Music. I testi (in italiano, inglese e dialetto salentino e non solo) parlano di umanità, di natura, di politica, di lavoro, di coscienza collettiva, di amore e di magia.
I Petrichor cercano le connessioni tra Uomini e tra Uomini e Ambiente, parlano di incroci di razze e di idee, ma soprattutto e più di tutto, ancora una volta, di connessioni.
I Petrichor sono:
Bac (Basso e voce)
Marcello Greco (Chitarra e voce)
Toni Nichil (Batteria e voce)
Sergio De Donno (Tastiere)
I PETRICHOR propongono un repertorio di inediti, composti da loro stessi, in un mix di canzoni e brani strumentali, forti della loro ultraventennale esperienza di musicisti. I testi trattano tematiche vicine alla vita di tutti i giorni: immigrazione, difficoltà a trovare lavoro, nuove tecnologie, social network, con un occhio particolare alla Natura, alla distruzione dell’ambiente e del clima, all’Uomo, senza dimenticarsi del vero motore della nostra esistenza: l’Amore. E la Magia.

Petrichor Live! Showcase per la rassegna BookStore Sounds


È finalmente online il video ripreso durante lo SHOWCASE DI DEBUTTO dei Petrichor, registrato live a Maglie il 24 maggio 2019, presso la libreria "Libri & Musica" nell'ambito della rassegna "BookStore Sounds - Cantautori in libreria"

Abbiamo eseguito 5 pezzi del nostro repertorio. La scelta per questo breve showcase è caduta su alcuni brani che potessero dare l'idea della varietà della nostra track list: un pezzo in inglese, uno in italiano, due in dialetto salentino e uno strumentale:

01. Exhale
La storia di un ragazzo africano di appena 23 anni, che con tre figli e una moglie incinta si trova sulla spiaggia, pronto a partire per il suo viaggio verso l'Europa. Guarda il mare, l'orizzonte e si chiede: "Cosa ci sarà oltre? Dov'è Dio, se esiste?" Il mare non è il passato e non è il futuro, è l'attesa di ciò che sarà. È l'attimo infinitesimo tra l'inspirare e l'espirare.

02. Scinnaru
Una storia che si dipana lungo i dodici mesi dell'anno, da gennaio a gennaio, i ricordi di bambini, l'amore che dura una sola estate, la speranza, l'oblio come unico modo per far passare il dolore di una perdita.

03. Quando la luna

Ancora una storia d'amore, una di quelle che non finiscono mai, perché hai trovato la persona giusta, l'unica, quella a cui hai detto ti amo e a cui non potrai mai dire non ti amo più, neanche se si verificassero le cose più assurde as cui si possa pensare. Neanche dopo la morte.

04. The Unexpected
Brano strumentale, il più "prog" de set. La vita che si presenta in 6/8, veloce, calda... poi rallenta e offre solo una base di violini e di introspezione, per poi ripartire in un rutilante crescendo che porta a un finale esplosivo. La fortuna ha voluto che al momento giusto uno stormo di rondoni cominciasse a garrire allegramente, intessendo la nostra musica con quella della natura, il che porta a compimento i propositi dei Petrichor. Non ce lo aspettavamo. The Unexpected.

05. Uomini o caporali (Part one)
Il caporalato è uno dei problemi più pressanti del sud Italia, una delle tragedie più gravi che possano colpire i migranti, sfruttati nei campi di pomodori o di angurie, letteralmente fino alla morte. Ma trent'anni fa erano gli stessi salentini a subire la stessa sorte, pur di portare a casa un pezzo di pane per la famiglia. Abbiamo eseguito solo la "Part one" del brano, che in realtà è molto più lungo e si compone in tutto di tre parti.

_________
Buona Giornata,
Bac

12 GIUGNO e BookStore Sounds Stagione 01 Episodio 03


 Amici miei,  Ecco a voi il terzo video della serie BookStore Sounds: Gaetano Cortese in concerto!

 




Cantautore, ricco dentro; molto pop, un po' rock, a volte folk.
"scrivo molto, a volte leggo".

 DALLA PAGINA FACEBOOK DI GAETANO CORTESE 

Informazioni personali
Nel 1997 registra presso il Pan Pot studio di Brindisi, il primo demo di sue canzoni;
Nel 1999 costituisce la sua prima band, con il nome: “CONTROPIEDE”; Originariamente composto da sette elementi, passa attraverso una lunga trafila di assestamenti, fino a raggiungere la sua maturità e personalità mantenendo la sua spina dorsale, le colonna portante, trasformandosi in “CANTINA SOCIALE BAND” che esisterà per diversi anni suonando nei locali e nelle numerose piazze del sud Salento;
Il 3 Agosto 2003 terzo posto al Jam Summer Festival di Casarano, nel corso del quale la band si distingue per l’originalità dei pezzi.

Il 29 Agosto 2003 partecipano all’ottava edizione di “Musicmatchlive” di Lucca, ricevendo buoni apprezzamenti e un ottimo impatto sul pubblico.

Nel 2004 la band si scioglie a causa di alcuni attriti all’interno della stessa, e Gaetano riprende la vecchia attività di pianobar e musica per matrimoni, continuando a scrivere canzoni; la prima che nasce in questo periodo è appunto “cantina sociale” un brano che prende il nome della band appena sciolta e dal quale viene realizzato un videoclip. A questa seguono altre canzoni come “Tricase” e “SS-275” che affrontano anche tematiche legate ad alcuni aspetti politici e sociali del territorio di origine. Sono canzoni che potrebbero essere definite il punto d’incontro fra il rock italiano e la musica d’autore, canzoni che sono logicamente ispirate dalla musica che l’autore ascolta e dalle vicissitudini della sua vita, ma il risultato è senz’altro originale.

Il 14 novembre 2008 partecipa alla trasmissione televisiva “finalmente sabato” su Telerama (TV locale) risultando il più votato dalla giuria.

Il 15 febbraio 2010 partecipa al Festival degli autori di Sanremo ricevendo ottimi apprezzamenti per il brano “sarò” e qualificandosi per la finale alla quale non parteciperà per alcune vicissitudini personali che lo costringono a ritirarsi.

Il 4 agosto 2012 presenta il suo primo lavoro discografico (autoprodotto): “Siamo quel che siamo”, 11 tracce frutto del lavoro passato e della collaborazione con Riccardo Basile, amico, chitarrista e co - arrangiatore. Il 14 marzo 2013 altro step della carriera: è intervistato in diretta radiofonica (foto) su Radio 1 Rai da Lorella Cuccarini in qualità di vincitore del concorso “Citofonare Cuccarini”, con la canzone “Sarò”. Il 10 gennaio 2014 pubblica “No rivoluzione!” Il primo dei due singoli (con videoclip prodotto da “Ientu film”) che aprono la strada al prossimo lavoro discografico.

Il 18 aprile 2016 esce “Gae”, il secondo album, pubblicato da “RadiciMusic Records”;

Nell’inverno del 2016 mette in piedi un tributo al cantautore forse più controverso della musica italiana: “Supponiamo che Rino” (dal titolo di un brano del cantautore scomparso), una storia cantata e racconta-ta della vita di Rino Gaetano attraverso le sue canzoni; sempre nello stesso anno, viene pubblicato il brano “A he ya eh” – un brano scritto dal cantautore sanremese Maurizio Ferrandini, con il quale duetta, che tratta il tema del genocidio degli indiani d’america;

A giugno 2018 esce il terzo lavoro discografico: “Le regole degli altri”, e più o meno nello stesso periodo, insieme a Mino De Santis e Luigi Mariano, inizia “canzoni al tavolino”,un progetto musicale che vede i tre cantautori (legati da una stima e amicizia che si forma in diverse collaborazioni precedenti) intorno a un tavolino che scambiano opinioni e canzoni in libertà.

Etichetta discografica
RadiciMusic records


_____________
Buona Giornata,
Bac

sabato 8 giugno 2019

8 GIUGNO e BookStore Sounds Stagione 01 Episodio 02


 Amici miei, 
Ecco a voi il secondo video della serie BookStore Sounds: Blumosso in concerto.




Una mattina ti svegli e mentre percorri il solito tragitto vieni rapito da un dettaglio che per anni avevi ignorato. Un colore, un rumore, un sorriso, un posto, un suono, una voce, una luce. Blumosso racconta tutto questo.


 Dalla Pagina Facebook di Blumosso 

Genere
musica d'autore

Membri del gruppo

Simone Perrone: voce, chitarre, pianoforte
Matteo "Bemolle" De Benedittis: tastiere, pianoforte
Rafqu: chitarre elettriche, chitarre acustiche
Roberto Fedele: batteria, percussioni

Città di origineLecce

Etichetta discografica
XO la factory / Cabezon

Affiliazione
booking: xolafactory@gmail.com / tel: 388.4875422

Informazioni
Inventore di canzoni quotidiane che parlano di dettagli, di speranze mai dette a nessuno,di tumulti interiori,come quelli del mare in tempesta: Blumosso

Impressum
Musica quotidiana per cuori in tumulto come il mare quando è in tempesta: Blumosso.
Siamo una band. Scriviamo canzoni quotidiane,che parlano di dettagli,di speranze mai dette a nessuno,di tumulti interiori,come quelli del mare in tempesta.

Biografia
Blumosso, nome d’arte del leccese Simone Perrone, è un progetto musicale che nasce nell’autunno 2017. Oltre a Perrone, penna e voce del gruppo, la band è formata da Matteo “Bemolle” De Benedittis (pianoforte, tastiere), Rafqu (chitarre) e Roberto Fedele (Batteria).  La loro è musica del quotidiano fatta di canzoni che parlano di piccoli dettagli della vita di ogni giorno.


______________
Buona Giornata,
Bac

lunedì 3 giugno 2019

3 GIUGNO e BookStore Sounds Stagione 01 Episodio 01

 Amici Miei, 
come saprete se avete letto i post precedenti, tra i tanti nuovi progetti che ogni anno impegnano la mia agenda (e di solito svuotano il mio portafogli... e sì che li avevo pensati questi progetti per RIEMPIRLO il portafogli... ma le mie ciambelle raramente riescono col buco. Ma andiamo avanti), tra i tanti progetti, dicevo, che impegnano la mia agenda quest'anno, ha fatto la sua bella new entry il progetto  BookStore Sounds - Cantautori in libreria , ovvero una rassegna di cantautori che si esibiscono in un live di circa 30 - 40 minuti, all'interno di una libreria, per la precisione LIBRI & MUSICA, a Maglie. Lo scopo della rassegna è sia dare un po' di visibilità al cantautore e alla libreria che accoglie il pubblico, ma anche di registrare la performance e poi pubblicare il video sul mio nuovo canale YouTube, il celeberrimo BAC-CANALE al quale vi chiedo di iscrivervi e di cliccare sull'icona a forma di campana per rimanere sempre aggiornati.

 GLI APPUNTAMENTI 
I cinque appuntamenti, tutti molto apprezzati dal pubblico, sono stati i seguenti:
LUIGI MARIANO (5 gennaio 2019)
BLUMOSSO (11 aprile 2019)
GAETANO CORTESE (3 maggio 2019)
PETRICHOR (24 maggio 2019)
VALENTINA MARRA (31 maggio 2019)

 I VIDEO 
Terminata la fase "live" con i cinque appuntamenti in libreria, inizio a caricare sul canale i video: si comincia con Luigi Mariano che presenta il suo nuovo disco "Canzoni all'angolo", alternando la performance con simpatici monologhi e non dimenticando di inserire alcuni brani del suo primo disco "Asincrono".




 DALLA PAGINA FACEBOOK DI LUIGI MARIANO 

Genere
cantautore, blues, pop, folk, teatro-canzone

Città di origine
Galàtone (LE)

Etichetta discografica
Esordisco

Informazioni
♫ PAGINA di ♫ LUIGI MARIANO: cantautore salentino, sempre fuori tempo, suona dal vivo e scrive canzoni dal '92. CD: "ASINCRONO" e "CANZONI ALL'ANGOLO". CANTAUTORE asincrono. Appena appena megalofobico e amante degli angoli.
Profondamente allergico alle troppe "etichettature", musicali e non.
PREMI vinti:
- Premio A. DAOLIO 2010 città di Sulmona (targa F.I.M.I.)
- Premio U. BINDI 2011 (targa miglior testo per "Edoardo")
- Premio LUNEZIA 2011 (premio RAI webradio per il brano "Asincrono")
- Premio CIAMPI 2013 (targa SPECIALE).
- Due Targhe d'Autore CONTROCORRENTE 2013 per il CD "Asincrono": "Migliori testi" e "Miglior album di denuncia sociale".
- Premio CIVILIA Salento 2015 - Cultura, parole e musica
- Premio LUNEZIA doc 2016 al valore musical letterario del CD "Canzoni all'angolo"
- Premio Civilia "ZINGARI FELICI" 2016 - miglior disco salentino 2016
- Il brano "QUESTO TEMPO CHE HO" vince due contest radiofonici:
nel 2008 su Radio Sapienza e nel 2012 su Radio1RAI a "Citofonare Cuccarini".

Il 22 ottobre 2011, sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”, è citato da Andrea Scanzi (assieme a Mannarino, Baustelle, Dente, Vasco Brondi, Bugo) come uno dei 10 artisti emergenti più interessanti degli anni "Zero".

 B I O G R A F I A  di Luigi Mariano:
Luigi Mariano è un “cantautore classico e, al contempo, moderno”, come nel 2011 l’ha definito Renato Marengo in diretta su Radio 1 Rai.
Nato e cresciuto a Galàtone (Le) fino alla Maturità Classica, ha poi vissuto per vent’anni a Roma, inserito nel giro musicale romano, ma ha sempre portato ovunque le sue canzoni e i suoi spettacoli, dal suo Salento fino alle regioni del centro-nord Italia, sia da solo che coi suoi musicisti.
Scrive canzoni dal 1992.
Spazia con disinvoltura da canzoni ironiche-goliardiche-surreali a quelle molto introspettive e intimiste, fino a canzoni d’impegno civile, attualità e denuncia sociale.
È gradito ospite annuale di varie rassegne e festival di canzone d’autore, sia romani che nazionali.

Influenze
Tutti i CANTAUTORI italiani di ieri e di oggi (nessuno escluso).
Il blues. Il rock. Il teatro-canzone.
Dino Buzzati, Luigi Pirandello e Stephen King.
Springsteen.
Ogni uomo in fuga.

Contatto stampa
chiagiorgi@gmail.com
ingrossosilvia@gmail.com

____________________
Buona Giornata,
Bac

sabato 25 maggio 2019

BAC-STAGE #005 - Petrichor, Maglie 24 maggio 2019

 Amici Miei, 
è vero, credetemi: è accaduto! Il progetto Petrichor ha spiccato il volo.
Nell’ambito della rassegna BookStore Sounds che ho organizzato presso (e in collaborazione con) la libreria LibrieMusica di Maglie, ho voluto ritagliarmi uno spazio per lanciare nel mondo questo nuovo figlio. E oggi, venerdì 24 maggio 2019, l’ho fatto. Come direbbero gli americani: “A musical journey, thirty years in the making!”, un viaggio musicale in lavorazione da trent’anni. Aveva bisogno del momento giusto, delle persone giuste, del ME giusto. Ancora una volta, come ho fortemente voluto negli ultimi anni, non sono più un solista, ma è IL GRUPPO. Quattro persone, innamorate del rock progressivo, quello classico ma anche quello contemporaneo, con le sue tante derivazioni. Siamo partiti, portando al pubblico le prime 5 canzoni. Come ampiamente promesso alla vigilia: canzoni in italiano, inglese e dialetto. E un brano strumentale.

 LA SCALETTA 
- Exhale
- Scinnaru
- Quando La Luna
- The Unexpected
- Uomini o Caporali.

 EXHALE 
Oggi tutti scrivono canzoni dedicate ai migranti, ai morti in mare. Io l’ho fatto nel 2002. All’epoca registrai un demo e credo di averlo fatto ascoltare solo all’amico di sempre Luigi Mariano. Poi è successo che il mio computer è morto, e così ho perso il demo cantato e mi è rimasta solo la base musicale... ma quando il buon Luis si è messo a fare pulizia nel suo computer, è rispuntato fuori, e me l’ha spedito via mail il 5 agosto 2018!!! Era un segno. Un loop ripetitivo che gestisco con il computer, e il resto suonato live. Ovviamente oggi mi sono incartato un paio di volte (canta, suona il basso, gestisci i loop... a un certo punto anziché premere i tasti della tastiera collegata al computer, premevo la parte di tastiera senza tasti...),
ma alla fine Exhale ha visto la luce. Prossimamente lo farà anche la sua prosecuzione “Oh the sea”. Il testo è in inglese, parla di un giovane migrante (all’epoca si chiamavano “extracomunitari”), fermo con la sua famiglia su una spiaggia africana, a guardare il mare poco prima di salire su un barcone per il suo viaggio della speranza. “Il mare non è il passato, e non è il futuro: è l’attesa di ciò che sarà. È restare lì sospeso nell’attimo infinitesimo tra l’inspirare e l’espirare.”

 SCINNARU 
La storia di “Scinnaru” l’ho raccontata spesso: scritta una quindicina di anni fa, quando l’ho fatta ascoltare ad alcune persone non hanno mostrato alcun interesse. Eppure io ero convinto del suo valore. In occasione del Primo Memorial, l’ho portata al pubblico affidandola però alla meravigliosa voce di Elisabetta Macchia che ne ha dato una versione talmente favolosa che è stata notata e pubblicata su un cd... (E io gongolavo). Con i Petrichor mi sono in qualche modo riappropriato di Scinnaru, con un arrangiamento nuovo, molto diverso dalla versione di Elisabetta. Oggi mentre la cantavo c’è stato un momento (lo giuro) in cui stavo per mettermi a piangere, è stato molto difficile impedire alla mia voce di rompersi...

 QUANDO LA LUNA 
Una canzone che viene direttamente dal mio passato più remoto, vecchia almeno di vent’anni... più probabilmente venticinque. Una “litania” d’amore che in questa versione live ha sprigionato una potenza che non mi aspettavo. Anche qui, pelle d’oca! 

 THE UNEXPECTED 
Brano strumentale, scritto poche settimane fa anche se la linea di basso mi frullava in testa da un paio d’anni e il ritornello viene addirittura da una mia canzone del 1993... Ma in quella canzone non aveva senso: qui è perfetto! Quasi 9 minuti in cui mi sono divertito un mondo a saltare da un 6/8 a un 4/4, fino a un 15/8 per poi tornare al 6/8. Le “castìme” di Toni Nichil per la parte di batteria mi perseguiteranno per sempre, come quelle di Sergio De Donno per la parte di synth e quelle di Marcello Greco per l’arpeggio di chitarra. E io gongolo! 

 UOMINI O CAPORALI 
Questa la sto portando in giro da un po’ di tempo, anche se... non è ancora completa! Si comporrà di tre parti ma per ora eseguo sempre e solo la prima. Questo perché ancora non esistevano i Petrichor, ora che ci sono completerò anche la canzone.

Il piacere, la goduria di suonare queste canzoni, suonando il basso, accompagnato da tre pazzoidi come me, grandi musicisti più di quanto io non sarò mai... e un aiuto dal cielo quando, sulla parta di tappeto sonoro di Unexpected, i rondoni in volo hanno garrito proprio al momento giusto. Nasce sotto una buona stella questo progetto. Almeno, lo spero vivissimamente. E la cosa ancora più bella è che esistono delle riprese video che testimoniano l’evento a imperitura memoria! Valeria Marrella questa volta ha voluto strafare, o forse è stata costretta a farlo :-), e si è portata appresso 4 telecamere: copertura completa!
BRIVIDI!!!

Ora non resta che partire in tournée.
___________________
Buona Giornata
Bac


sabato 11 maggio 2019

BAC-STAGE #004 - Lecce, 10 maggio 2019


 Amici Miei, 
sicuramente ricorderete che nel 2016 il maestro concertatore della Notte della Taranta fu Carmen Consoli, la quale scelse di dirigere l’orchestra in maniera pacata e senza scalmanarsi in segno di rispetto per le vittime del terremoto che aveva sconvolto il centro Italia solo tre giorni prima. All’epoca pensai che fosse la scelta sbagliata, e ne sono ancora convinto. Io credo che nei momenti di crisi, quando le cose vanno male per qualsiasi motivo, non bisogna fermarsi, anzi al contrario: bisogna lavorare più duramente, ognuno deve fare il proprio lavoro in maniera più sentita, più forte. Io avrei preferito che quella sera il maestro concertatore e tutta l’orchestra si scalmanassero molto di più rispetto agli anni precedenti, per far arrivare quell’energia positiva a chi ne aveva bisogno. È lo stesso appunto che faccio anche a Sting, quando stabilì di fare lo spettacolo a casa sua in Toscana l’11 settembre 2001 e alla fine (dopo una lunga riflessione) decise di farlo, ma arrangiando le sue canzoni in maniera più soft. Io le avrei fatte più rock, invece. Perché la musica NON È AFFATTO SOLO DIVERTIMENTO!!! La musica è comunicazione, la musica è costruzione, come dice una canzone del musical “Rent”: Il contrario della guerra non è la pace, ma la creazione. Non c’è nulla di male a cantare e suonare nei momenti tristi, anzi: è proprio lì che la musica svolge al meglio la sua funzione, quella di lenire il dolore, di ridare la carica e la speranza, energia e nuova vita. Tuttavia sono molti i casi in cui il fatto che trasmissioni televisive siano andate in onda subito dopo una tragedia ha creato polemica. Soprattutto perché una di queste trasmissioni la conduceva Giorgio Panariello, che è un comico. E a questo punto arrivo io.

Le giornate di mercoledì e giovedì scorsi sono state molto tristi per me, un caro amico ha dovuto suo (e nostro) malgrado intraprendere un viaggio verso un posto sconosciuto. La tristezza ci è piombata addosso, si è abbattuta come un maglio, ci ha piegati e messi in ginocchio. Ma abbiamo trovato il nostro modo di reagire, cantando lì davanti a lui. Io piangevo e sorridevo, ero sereno e affranto, straziato e grato per aver potuto salutarlo come si deve. Ma quello non era lavoro, era la nostra natura che si rivelava agli occhi di chi si trovava in chiesa. Era il nostro modo di comunicare, l’unico che conosciamo o, meglio, l’unico che padroneggiamo. Non era lavoro.

Oggi era lavoro: il mio spettacolo di cabaret, far ridere per un’ora e mezza il pubblico, mostrarsi sereno, sciolto, non far trapelare quella strana vibrazione nella voce. E siccome era lavoro, era la mia occasione per mettere in pratica quanto predico da sempre: cantare più forte, nei momenti tristi. Recitare meglio, inventare battute nuove, lasciarsi andare al massimo, tenere a bada un pubblico eterogeneo fatto di persone carinissime e attente ma anche di persone maleducate e strafottenti, evocare la magia della comicità al meglio delle mie possibilità. Far arrivare la mia voce più lontano, più in alto, oltre. Al di là. Là dove gli angeli in coro cantano il blues.

Renzo era un bassista. Ma qualche mese fa un altro caro, caro amico è andato avanti: Raffaello Murrone. Batterista.
Ehi, lassù ora hanno una sezione ritmica con i controcazzi!
_______________
Buona Giornata,
Bac